In sintesi
A margine della cerimonia per la consegna dei Collari d’Oro al CONI, Aurelio De Laurentiis ha tracciato un bilancio a 360 gradi sul momento della SSC Napoli e del calcio italiano. Il presidente ha blindato Massimiliano Allegri, elogiando apertamente la scelta di abbandonare il 4-3-3 per passare alla difesa a tre, mossa decisiva per battere il Frosinone e prepararsi alla delicata sfida di Champions contro il Villarreal. Sul fronte istituzionale, De Laurentiis ha ribadito il totale appoggio della Serie A a Giovanni Malagò, lanciando una dura stoccata ai politici definiti “prenditori”. Infine, una riflessione storica: per il patron, il Napoli degli ultimi anni ha dimostrato una continuità di risultati superiore persino a quella della leggendaria era di Diego Armando Maradona.
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Cosa ha detto De Laurentiis su Allegri, sul nuovo modulo del Napoli e su Giovanni Malagò al CONI?
Il palcoscenico è quello delle grandi occasioni istituzionali: il Salone d’Onore del CONI a Roma, durante la cerimonia di consegna dei Collari d’Oro al Merito Sportivo, la massima onorificenza dello sport italiano. È in questa cornice che Aurelio De Laurentiis ha deciso di rompere il silenzio che si era autoimposto nelle ultime, turbolente settimane. Il presidente della SSC Napoli ha rilasciato dichiarazioni pesantissime, affrontando con la consueta schiettezza i tre grandi temi che ruotano attorno all’universo azzurro: la gestione tecnica di Massimiliano Allegri, la battaglia politica per il controllo della FIGC e il peso della storia partenopea.
La benedizione tattica: Allegri, la difesa a tre e la sfida al Villarreal
Il passaggio più rilevante per le dinamiche di campo riguarda il rapporto con l’allenatore. Dopo un avvio di stagione costellato da infortuni e risultati altalenanti, De Laurentiis ha voluto spazzare via ogni ombra sulla panchina azzurra. «Non ho mai avuto dubbi nell’allenatore», ha sentenziato il patron. «Come avete visto sono stato sempre silente, non ho fatto commenti né ho dato giudizi. Perché cosa puoi giudicare uno che ha vinto tanto?».
Ma la vera notizia è l’endorsement pubblico alla rivoluzione tattica varata dal tecnico livornese contro il Frosinone. De Laurentiis ha promosso a pieni voti l’abbandono del dogma del 4-3-3 in favore della difesa a tre: «Finalmente si è rimesso a tre dietro. Probabilmente quella è la compagine che gli si addice di più, che gli dà più sicurezza. Per il momento abbiamo avuto successo contro una squadra mica da poco, perché il Frosinone è una squadra vera con la S maiuscola».
Una solidità ritrovata che sarà fondamentale già da domani sera, quando il Napoli scenderà in campo in Spagna per la seconda giornata della Fase Campionato di Champions League. Il presidente ha inquadrato perfettamente le insidie del match: «Speriamo che le cose vadano bene. Il Villarreal è stato battuto dal Real Madrid, però proprio per questo probabilmente avrà una reazione. Giocano in casa, hanno uno stadio dalla parte loro, ma io confido molto nei nostri ragazzi».
| Tema Tecnico | La Posizione Ufficiale del Presidente |
|---|---|
| Fiducia in Allegri | Totale e incondizionata. Giustificato il silenzio societario per rispetto del palmarès del tecnico. |
| Modulo Tattico | Approvato l’abbandono del 4-3-3 in favore della difesa a tre (maggiore sicurezza). |
| Villarreal-Napoli | Gara complessa contro un avversario ferito dal Real Madrid, ma grande fiducia nella rosa azzurra. |
L’asse politico: la difesa di Malagò e l’attacco ai “prenditori”
Dal campo ai palazzi del potere, il passo è breve. De Laurentiis è tornato sulla delicatissima questione della governance sportiva italiana, ribadendo il suo asse di ferro con Giovanni Malagò, recentemente nominato commissario straordinario della FIGC. Le parole del patron azzurro sono state un vero e proprio manifesto politico, un attacco frontale a chi ha cercato di destituire il dirigente romano.
«Purtroppo è la stupidità che governa l’Italia», ha tuonato De Laurentiis. «Giovanni non dovrebbe mai essere in discussione. La Serie A candiderà ancora lui, sennò sarebbe un passo indietro». Il presidente ha poi coniato un neologismo tagliente per descrivere le ingerenze governative nello sport: «Il mondo si divide in imprenditori e prenditori. I politici spesso sono prenditori e quelli che si sono mossi lo erano. Malagò è un uomo che, anche se ha i suoi anni, è un imprenditore». Un messaggio chiarissimo inviato ai vertici dei ministeri competenti: la Lega Serie A non accetterà passi indietro sulle riforme.
Il peso della storia: il paragone con Maradona e il calcio che cambia
L’intervento si è chiuso con una profonda riflessione sociologica e storica sul Napoli e sui suoi tifosi. De Laurentiis ha toccato un tasto delicatissimo, paragonando l’attuale ciclo vincente a quello del D10S: «Questo Napoli è ricordato come il Napoli degli scudetti. Non è il Napoli di Maradona, ma è il Napoli che è stato più continuo rispetto a quello di Maradona. Questo Napoli è diverso». Un’affermazione forte, basata sui dati oggettivi di una presenza costante ai vertici europei per oltre un decennio.
Il presidente ha poi analizzato il divario generazionale che affligge il calcio moderno. Da un lato, i tifosi storici (ha raccontato l’aneddoto di una signora centenaria che gli ha donato un corno azzurro durante la gara col Frosinone); dall’altro, i giovanissimi che chiedono un calcio più veloce e moderno. «Il mondo dello sport è un mondo politico e la politica rallenta per mantenere le proprie posizioni», ha spiegato. «I giovani sono impazienti di modificare qualcosa che per loro è logoro, ma ci sono persone di una certa età che non vogliono mollare. Il problema è il cambiamento: ci sarà? Auguriamoci di sì, sennò il calcio andrà in discesa».
| Tema Istituzionale | La Dichiarazione Chiave |
|---|---|
| Governance FIGC | Appoggio totale a Giovanni Malagò. La Serie A lo ricandiderà per evitare passi indietro. |
| Politica e Sport | Attacco ai politici definiti “prenditori” che frenano il cambiamento per mantenere le poltrone. |
| Storia del Napoli | Il ciclo attuale è considerato storicamente più “continuo” rispetto all’era di Diego Armando Maradona. |
L’Analisi di Napolissimo
Le parole di De Laurentiis non sono mai casuali, e il tempismo di questo intervento è chirurgico. Il presidente ha atteso che la squadra superasse il momento di crisi battendo il Frosinone prima di esporsi pubblicamente. La sua “benedizione” al passaggio alla difesa a tre è un segnale di grande intelligenza manageriale: toglie pressione ad Allegri, legittimando una scelta tattica che rinnega il 4-3-3 tanto caro alla presidenza negli anni passati. Sul fronte politico, De Laurentiis si conferma il vero “kingmaker” della Lega Serie A: definire i politici “prenditori” in una sede istituzionale come il CONI è un atto di forza che blinda definitivamente la posizione di Malagò. Il Napoli si presenta alla sfida di Champions contro il Villarreal con una società compatta, un allenatore legittimato e una chiara visione del futuro.
Le dichiarazioni di Aurelio De Laurentiis sono state rilasciate a margine della cerimonia di consegna dei Collari d’Oro al Merito Sportivo, tenutasi presso il Salone d’Onore del CONI a Roma (ottobre 2026). Le citazioni testuali relative a Massimiliano Allegri, al modulo tattico, a Giovanni Malagò e al paragone storico con l’era di Diego Armando Maradona sono state trascritte integralmente dai lanci delle principali agenzie di stampa presenti all’evento istituzionale.Analisi della Redazione Sportiva di Napolissimo.it. Ultimo aggiornamento: 12 ottobre 2026.
Domande Frequenti
Cosa ha detto De Laurentiis su Massimiliano Allegri?
Il presidente del Napoli ha ribadito la sua totale fiducia nel tecnico, elogiando la scelta di abbandonare il 4-3-3 per passare alla difesa a tre, un modulo che ha restituito sicurezza alla squadra.
Come vede De Laurentiis la sfida di Champions contro il Villarreal?
Il patron azzurro si aspetta una gara complessa contro una squadra ferita dalla recente sconfitta col Real Madrid e spinta dal proprio pubblico, ma confida pienamente nei giocatori del Napoli.
Quale paragone ha fatto De Laurentiis con il Napoli di Maradona?
Ha sottolineato come il Napoli attuale, pur essendo storicamente diverso da quello di Diego Armando Maradona, abbia dimostrato una maggiore continuità di risultati e di successi nel tempo.



