In sintesi
Il 6 ottobre 2026 il CONI ha nominato all’unanimità Giovanni Malagò come commissario straordinario della FIGC, chiudendo la querelle legale sul suo tesseramento. Ma cosa cambia nel calcio italiano? Se la gestione ordinaria e la Nazionale non subiscono scossoni, le grandi riforme strutturali (stadi, diritti TV, settori giovanili) rischiano di fermarsi fino alle nuove elezioni fissate entro il 31 gennaio 2027. In questa delicata transizione politica, Aurelio De Laurentiis si è confermato uno dei più grandi alleati di Malagò: il presidente del Napoli lo ha definito “l’unico capace di rimettere il calcio sui binari corretti”, lanciando un duro attacco ai ministri Abodi e Giorgetti.
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Malagò commissario della FIGC: cosa cambia nel calcio italiano e la difesa di De Laurentiis
La decisione del CONI del 6 ottobre 2026 ha ridisegnato la mappa del potere sportivo nazionale. Giovanni Malagò è il nuovo commissario della FIGC: non più presidente eletto (a causa del vizio di forma sul suo tesseramento), ma guida straordinaria con una scadenza precisa fissata al 31 gennaio 2027. Ma al di là dei cavilli giuridici, la vera domanda che tifosi e addetti ai lavori si pongono è: cosa cambia nel calcio italiano con questo commissariamento? La risposta intreccia la burocrazia federale con il futuro della Serie A, in un contesto politico in cui il Napoli e Aurelio De Laurentiis hanno recitato un ruolo di primissimo piano a sostegno del dirigente romano.
Cosa cambia davvero per le riforme del calcio italiano?
La risposta breve è che cambia il metodo, non la persona. La guida resta saldamente nelle mani di Malagò, ma il suo percorso diventa vincolato a una scadenza temporale. Nell’immediato, la gestione quotidiana della Federazione e il lavoro tecnico della Nazionale di Roberto Mancini non subiranno alcuna variazione. Tuttavia, con il commissariamento decadono gli organi direttivi, compreso il Consiglio federale.
Questo dettaglio burocratico ha un impatto enorme sulle riforme del calcio italiano. Il programma presentato da Malagò a giugno era ambizioso: prevedeva la costruzione di una filiera tecnica per i settori giovanili, il rafforzamento della Serie A come asset industriale (internazionalizzazione e lotta alla pirateria), un piano di stabilizzazione per la Lega Pro e la modernizzazione degli stadi in vista di Euro 2032. In un regime di commissariamento a tempo, gli atti ordinari proseguono, ma le grandi decisioni strutturali che richiedono l’approvazione dell’assemblea e del Consiglio resteranno inevitabilmente in stand-by fino alle nuove elezioni FIGC del 2027.
| Ambito | Cosa Cambia | Cosa Resta Uguale |
|---|---|---|
| Guida FIGC | Malagò diventa commissario con scadenza al 31 gennaio 2027. | La persona al vertice della Federazione non cambia. |
| Organi Federali | Decadono gli organi direttivi, incluso il Consiglio federale. | Il commissario vigila sul funzionamento dell’apparato ordinario. |
| Elezioni | Nuova assemblea entro 60-90 giorni (Malagò probabile candidato unico). | Il programma di riforme presentato a giugno resta la base politica. |
| Serie A | Rallentamento fisiologico sui dossier più complessi (es. Diritti TV). | Nessun cambio di linea: confermato l’appoggio dei club a Malagò. |
La posizione del Napoli: le dichiarazioni di De Laurentiis a sostegno di Malagò
In questa complessa partita a scacchi istituzionale, la Lega Serie A ha fatto quadrato attorno a Malagò (con l’appoggio di 19 club su 20). Ma tra i difensori più espliciti e agguerriti è spiccato il presidente del Napoli. Le dichiarazioni di De Laurentiis su Malagò hanno tracciato una linea politica nettissima, trasformando una questione di tesseramento in uno scontro aperto con il Governo.
Il 23 settembre, durante la conferenza stampa all’Associazione della Stampa Estera a Roma, il patron azzurro ha definito l’iter contro Malagò un’«incredibile avventura-odissea». Secondo quanto riportato dalle agenzie, De Laurentiis ha incoronato il dirigente romano come l’unico profilo realmente capace di rimettere sui binari corretti il calcio italiano, sottolineando come non sia accettabile cercare di farlo cadere solo perché qualcuno ambisce a prenderne il posto.
L’appoggio del Napoli in FIGC si è poi tradotto in un attacco frontale alla politica. De Laurentiis ha puntato il dito contro i ministri Giancarlo Giorgetti e Andrea Abodi, accusandoli di politicizzare il calcio, di creare costantemente problemi al sistema e di non mettere mai denaro reale sul tavolo per supportare l’industria calcistica. Una presa di posizione fortissima che ha cementato l’asse tra il club partenopeo e i vertici sportivi.
| Data (2026) | Dichiarazioni ed Eventi |
|---|---|
| 22 Giugno | Malagò viene eletto presidente FIGC con il 68,58% dei voti. |
| 23 Settembre | De Laurentiis difende Malagò e attacca duramente i ministri Giorgetti e Abodi. |
| 24 Settembre | La Lega Serie A (tramite il presidente Simonelli) ribadisce il sostegno a Malagò. |
| 5 Ottobre | Nota ufficiale dei club di Serie A: “Completo supporto, inopportuno un commissariamento politico”. |
| 6 Ottobre | Il CONI nomina Malagò commissario straordinario, accogliendo di fatto la linea della Serie A. |
✍️ L’Analisi di Napolissimo
La nomina di Malagò a commissario è una vittoria politica per la Serie A e per Aurelio De Laurentiis, che si è esposto in prima persona per blindare la governance federale. Evitare l’arrivo di un commissario esterno (magari di nomina governativa) scongiura il rischio di ingerenze temute dall’UEFA, garantendo stabilità in vista di Euro 2032. Tuttavia, il prezzo da pagare per il calcio italiano è il tempo. Fino a gennaio 2027, la FIGC opererà in regime di amministrazione controllata: le riforme urgenti sui settori giovanili, la sostenibilità economica dei club e l’ammodernamento degli stadi subiranno un inevitabile rallentamento. Per il Napoli, l’asse di ferro creato con Malagò rafforza il peso politico del club in Lega, ma lo scontro frontale innescato da De Laurentiis con i ministri Abodi e Giorgetti richiederà un delicato lavoro diplomatico nei prossimi mesi, specialmente quando si dovrà discutere dei fondi e delle autorizzazioni per le infrastrutture.
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L’analisi sugli effetti del commissariamento della FIGC si basa sulle normative federali vigenti e sui comunicati ufficiali diramati dalla Giunta e dal Consiglio Nazionale del CONI in data 6 ottobre 2026. Le dichiarazioni di Aurelio De Laurentiis a sostegno di Giovanni Malagò e le critiche rivolte ai ministri Andrea Abodi e Giancarlo Giorgetti sono state estrapolate dai lanci dell’agenzia ANSA relativi alla conferenza stampa del 23 settembre 2026. Le posizioni della Lega Serie A riflettono le note ufficiali dei club.Analisi della Redazione di Napolissimo.it. Ultimo aggiornamento: 6 ottobre 2026.
Domande Frequenti
Cosa cambia nella FIGC con Malagò commissario?
La gestione quotidiana resta invariata, ma decadono gli organi direttivi (incluso il Consiglio federale). Le grandi riforme strutturali del calcio italiano subiranno un rallentamento in attesa delle nuove elezioni.
Quando ci saranno le nuove elezioni della FIGC?
Il CONI ha fissato il termine massimo per celebrare l'assemblea straordinaria elettiva al 31 gennaio 2027. Si prevede che le elezioni si terranno tra dicembre e gennaio.
Cosa ha detto De Laurentiis su Giovanni Malagò?
Il presidente del Napoli ha difeso Malagò definendolo l'unico capace di rimettere il calcio italiano sui binari corretti, attaccando duramente i ministri Abodi e Giorgetti per i loro interventi sul sistema calcio.
Quali riforme del calcio italiano rischiano di fermarsi?
I progetti legati alla filiera tecnica dei settori giovanili, all'internazionalizzazione della Serie A, alla lotta alla pirateria e al rinnovamento degli stadi resteranno in stand-by fino all'insediamento della nuova governance.



