Un mercato quasi fantasma, con due soli acquisti e zero colpi a effetto. I tifosi della Juventus, abituati a ben altre estati, si interrogano sui motivi di una campagna acquisti così anonima. La risposta, tanto onesta quanto preoccupante per il futuro del club, arriva direttamente dal nuovo Direttore Generale, Damien Comolli, che di fatto ha annunciato la fine dell'era delle grandi spese a Torino.
In un'intervista a Onze Mondial, il dirigente francese ha dipinto un quadro a tinte fosche, spiegando come il club sia costretto a muoversi con le mani legate a causa di stringenti vincoli finanziari.
"Difficoltà fino al 2027": l'allarme sul Fair Play Finanziario
Il cuore del problema, ha spiegato Comolli, è il Fair Play Finanziario. La Juventus deve rientrare in parametri molto rigidi, e questo impone una politica di austerity che non è una scelta, ma una necessità.
"Dobbiamo prestare molta attenzione alla nostra situazione finanziaria", ha dichiarato il DG. "Sappiamo di essere in difficoltà per la stagione 25/26 e soprattutto per la 26/27, il che significa che ogni euro conta in quello che facciamo". Una dichiarazione che spegne sul nascere qualsiasi sogno di mercato dei tifosi bianconeri, non solo per oggi, ma anche per il futuro a medio termine.
"Accontentarsi" diventa la nuova filosofia
L'approccio della Juventus è quindi destinato a cambiare radicalmente: non più la ricerca del grande nome, ma colpi mirati e a basso costo. Un ridimensionamento delle ambizioni che Comolli ha giustificato con un'analisi pragmatica.
"Kolo Muani o altri attaccanti di alto livello costano davvero tanto", ha ammesso. "Ne abbiamo già due molto bravi. Dusan Vlahovic rimarrà e siamo estremamente felici di aver ingaggiato Jonathan David a parametro zero. Con questi due siamo già soddisfatti". Un segnale chiaro: la Juventus di oggi non può competere per i top player sul mercato europeo, una realtà con cui i tifosi dovranno fare i conti.
Un'estate da comparse, un futuro da definire
L'arrivo del solo David (svincolato) e di Joao Mario è quindi la fotografia di questa nuova realtà. Un mercato da comparse, ben lontano da quello delle altre big del campionato che si sono rinforzate con investimenti importanti.
La strada per la Juventus appare dunque in salita, con la necessità di trovare soluzioni creative per rimanere competitivi, mentre il bilancio impone una linea di prudenza assoluta.