
LA MALEDIZIONE DELLA “PARTE DESTRA”. Il pareggio col Parma è solo l’ultimo capitolo di un trend preoccupante: il Napoli ha perso 10 punti in questa stagione contro squadre della parte destra della classifica. L’analisi evidenzia un problema tattico: senza la qualità nell’uno contro uno (spesso assente per gli infortuni di Neres), la squadra di Conte fatica a scardinare le difese a oltranza (il cosiddetto “pullman”). A questo si aggiungono le polemiche VAR ricorrenti e una rosa corta che non permette rotazioni nei cicli terribili di partite.
Napoli, è crisi con le piccole: 10 punti persi e furia VAR. Neres, la verità sul cambio
C’è un dato che fa più rumore del silenzio del Maradona al triplice fischio di Napoli-Parma. Non è lo 0-0 finale, e nemmeno il terzo pareggio consecutivo in campionato. Il dato allarmante è che la squadra di Antonio Conte ha lasciato per strada 10 punti contro avversari che lottano per non retrocedere o che stazionano nella metà destra della classifica. Se il Napoli non è in fuga verso lo Scudetto, la colpa non è degli scontri diretti (dove gli azzurri spesso dominano), ma dell’incapacità cronica di abbattere il “muro” delle piccole.
Contro un Parma rimaneggiato (senza Bernabé, Pellegrino e Delprato), schierato da Cuesta con un assetto ultra-difensivo, il Napoli ha sbattuto ripetutamente. Possesso palla sterile (67%), tanti cross, ma poca lucidità. Conte, costretto in tribuna dalla squalifica, ha assistito impotente a un copione già visto contro il Verona: dominio territoriale che non si traduce in gol.
Analisi Tattica: perché il Napoli soffre il “Pullman”?
Il problema è strutturale. Il gioco di Conte, fatto di verticalizzazioni rapide e aggressione degli spazi, diventa prevedibile quando l’avversario rinuncia a giocare e parcheggia il cosiddetto “pullman” davanti alla porta. In queste situazioni, serve la giocata del singolo, il dribbling che crea superiorità numerica. Serve, in una parola, David Neres.
Senza il brasiliano al 100% , il Napoli fatica a trovare l’imbucata. Politano e Mazzocchi hanno spinto molto sulla destra, ma i loro cross sono stati preda facile dei centrali ducali. Manca la “follia” tecnica negli ultimi 20 metri, quella scintilla che trasforma un possesso palla orizzontale in un’occasione da gol. E con gli infortuni di uomini chiave come De Bruyne e Lukaku, mancano anche le alternative fisiche per sfondare centralmente.
Moviola: il gol annullato a McTominay e le polemiche
Oltre ai limiti tattici, c’è il fattore arbitrale. Il Napoli recrimina per l’ennesimo episodio VAR “borderline”. Nel primo tempo, Scott McTominay aveva trovato il vantaggio dopo un’azione insistita di Mazzocchi. L’arbitro Fabbri, richiamato dalla tecnologia, ha annullato per un fuorigioco di Mazzocchi a inizio azione.
La decisione è destinata a far discutere: la linea del fuorigioco è stata tracciata sul tacco del difensore del Parma (Keita) e sulla spalla di Mazzocchi. Secondo l’analisi delle immagini, la proiezione del difensore sembrava coprire l’azzurro, considerando che il braccio non conta ai fini dell’offside. “Altro che spicchio di spalla”, è il commento amaro che filtra dallo spogliatoio. Un episodio millimetrico che, sommato a quelli di Verona, alimenta la sensazione di un credito aperto con la fortuna (e con gli arbitri).
Il giallo Neres: perché è entrato ed uscito?
Il momento più drammatico della serata non riguarda il risultato, ma l’infermeria. Conte ha provato a vincere la partita inserendo David Neres nella ripresa. Il brasiliano ha subito acceso la luce con un tunnel e un assist, ma dopo appena 30 minuti è stato richiamato in panchina per Lucca.
Non si è trattato di una bocciatura tecnica, ma di un allarme fisico. Neres ha sentito nuovamente dolore alla caviglia infortunata. Conte, vedendolo zoppicare e non riuscire a scattare, ha preferito non rischiare una lesione più grave in vista della Champions. Una ricaduta che preoccupa enormemente: senza di lui, il Napoli perde il 50% della sua imprevedibilità offensiva.
Prospettive: vietato mollare
Ora la classifica vede il Napoli a 40 punti, a -6 dall’Inter Il calendario non aiuta: sabato c’è il Sassuolo, poi la trasferta decisiva a Copenaghen e il big match con la Juventus. Conte dovrà lavorare sulla testa dei giocatori: la squadra è stanca (8 partite in 24 giorni) e sfiduciata. Ma come ha cantato la Curva a fine gara: “Non mollare”. Il campionato è ancora lungo, ma il margine di errore è finito.
| Avversario (Parte Destra Classifica) | Risultato | Punti Persi |
|---|---|---|
| Verona (Casa) | Pareggio | 2 |
| Parma (Casa) | Pareggio (0-0) | 2 |
| Lecce/Cagliari/Altri | Pareggi/Sconfitte | 6 |
| TOTALE STAGIONALE | – | 10 Punti Persi |
Approfondimento: Napoli-Parma e la crisi
Perché è stato annullato il gol di McTominay?
Il VAR ha individuato un fuorigioco di Mazzocchi a inizio azione. La decisione è contestata perché la linea tracciata sul tacco del difensore del Parma sembrava tenere in gioco la spalla dell’azzurro. Si tratta di una questione di millimetri.
Cosa è successo a David Neres?
Il brasiliano è entrato nel secondo tempo ma è stato sostituito dopo 30 minuti. Non è stata una scelta tecnica: Neres ha sentito nuovamente dolore alla caviglia infortunata e Conte lo ha tolto per evitare guai peggiori.
Perché il Napoli fatica contro le squadre chiuse?
Senza la qualità nell’uno contro uno (garantita da Neres o Kvaratskhelia al top), il Napoli fatica a scardinare le difese a oltranza. Il possesso palla diventa lento e prevedibile, favorendo gli avversari che si chiudono.
Qual è la situazione in classifica ora?
Il Napoli è terzo con 40 punti. Il distacco con l’Inter è salito a 6 punti.
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