
LA LEGGE DELL’EX. Leonardo Spinazzola si conferma la “bestia nera” della sua ex squadra: nel pareggio per 2-2 tra Napoli e Roma, l’esterno ha segnato il gol del momentaneo 1-1 al 40′, il suo quarto sigillo stagionale (il secondo proprio contro i giallorossi). Dopo la rete, arrivata grazie a una deviazione, Spinazzola si è lasciato andare a un urlo liberatorio sotto la Curva A, ma ha subito frenato l’entusiasmo. Abbracciato dai compagni, ha rivolto un gesto affettuoso verso la tribuna (indirizzato a moglie e amici), evitando qualsiasi polemica o mancanza di rispetto verso il club con cui ha vinto la Conference League e verso amici fraterni come Mancini e Pellegrini.

Spinazzola gol RomaCome ha esultato Spinazzola dopo il gol in Napoli-Roma e a chi era rivolto il gesto?
Nel calcio esistono leggi non scritte che sembrano governare le partite più della tattica o della condizione atletica. Una di queste è la “legge dell’ex”, una sentenza che spesso si abbatte sulle squadre proprio nel momento del bisogno. In Napoli-Roma, terminata con un pirotecnico 2-2, il protagonista di questo teorema è stato Leonardo Spinazzola. L’esterno di Antonio Conte, schierato titolare sulla fascia sinistra, ha trovato il gol che ha cambiato l’inerzia del match poco prima dell’intervallo, rispondendo al vantaggio iniziale di Malen.
Ma al di là del dato tecnico, ciò che ha catturato l’attenzione del “Maradona” e delle telecamere è stata la gestione emotiva di quel momento. Segnare alla propria ex squadra è sempre un mix di adrenalina e malinconia, specialmente se con quei colori hai vissuto anni intensi, vittorie europee e drammi sportivi (come l’infortunio all’Europeo). Spinazzola ha scelto la via dell’equilibrio: gioia per il presente, rispetto per il passato.
La dinamica del gol e l’esultanza “a due tempi”
Analizzando il momento chiave, il cronometro segnava il 40′ minuto. Il Napoli, in difficoltà contro le ripartenze giallorosse, aveva disperatamente bisogno di una scintilla. Spinazzola l’ha trovata con una conclusione dalla distanza, sporcata da una deviazione decisiva che ha beffato Svilar. Appena la palla ha gonfiato la rete, l’istinto ha preso il sopravvento: Leonardo ha corso verso la Curva A, lasciandosi andare a un urlo liberatorio. Era il gol che rimetteva in carreggiata una partita che rischiava di sfuggire di mano.
Tuttavia, l’euforia è durata pochi secondi. Mentre i compagni lo sommergevano di abbracci, Spinazzola ha visibilmente “tirato il freno a mano”. Niente corse sfrenate, niente gesti polemici (come orecchie tese o dita sulla bocca). Si è fermato, ha guardato verso un punto preciso della Tribuna Posillipo e ha fatto un gesto d’intesa con la mano. Nessuna provocazione alla panchina avversaria o ai tifosi ospiti: il messaggio era indirizzato esclusivamente alla moglie e agli amici presenti allo stadio. Un modo per condividere la gioia con i suoi cari senza offendere chi, fino a pochi mesi fa, lo sosteneva ogni domenica.
Perché Spinazzola non ha esultato in modo polemico?
Approfondendo il retroscena umano, il comportamento di Spinazzola non sorprende chi conosce le dinamiche dello spogliatoio. Il legame tra l’esterno e l’ambiente Roma è rimasto fortissimo, nonostante l’addio a parametro zero e l’approdo a Napoli. Nella Capitale, Spinazzola ha vissuto l’apice della sua carriera (la vittoria della Conference League a Tirana) e il momento più buio (la rottura del tendine d’Achille durante Euro 2020, quando tutto il mondo giallorosso lo aspettò per mesi).
Inoltre, in campo c’erano avversari che per Leonardo sono fratelli, non semplici ex colleghi. Gianluca Mancini, Lorenzo Pellegrini e Bryan Cristante sono amici con cui condivide un rapporto che va oltre il calcio. Esultare in faccia a loro sarebbe stato un gesto fuori luogo per un professionista del suo calibro. Spinazzola ha dimostrato che si può essere decisivi per la propria nuova maglia (è già al quarto gol stagionale, il secondo proprio alla Roma) senza calpestare i ricordi.
L’impatto tattico: Spinazzola è l’arma in più di Conte
Valutando la prestazione sportiva, questo gol certifica la rinascita di Spinazzola sotto la guida di Antonio Conte. Spesso criticato in passato per la tenuta fisica, a Napoli sta trovando una continuità impressionante. Nel 3-4-2-1 del tecnico salentino, l’esterno ha licenza di offendere e di accentrarsi, diventando un attaccante aggiunto. Il gol alla Roma non è un caso isolato: Spinazzola è diventato una risorsa fondamentale per sbloccare le partite chiuse o, come in questo caso, per rianimare la squadra nei momenti di difficoltà psicologica. Se il Napoli è uscito indenne dallo scontro diretto Champions, gran parte del merito va al suo numero 37.
| Statistica | Dato | Contesto |
|---|---|---|
| Gol in Serie A 25/26 | 4 | Stagione molto prolifica |
| Gol vs Roma | 2 | A segno sia all’andata che al ritorno |
| Esultanza | Contenuta | Rispetto per l’ex club |
| Voto in Pagella | 7 | Tra i migliori in campo |
📊 Nota Metodologica & Fonti:
La ricostruzione dell’esultanza di Leonardo Spinazzola è basata sull’osservazione diretta delle immagini televisive (DAZN) durante la diretta di Napoli-Roma e sulle dichiarazioni post-partita raccolte dagli inviati allo Stadio Maradona. I dati statistici sono verificati tramite il database ufficiale della Lega Serie A.
Ultimo aggiornamento: Domenica 15 Febbraio 2026.
📌 Tutto sul gol di Spinazzola in Napoli-Roma
Spinazzola ha esultato dopo il gol alla Roma?
Sì, ma in modo rispettoso. Ha urlato per la gioia del gol importante (l’1-1), ma poi ha frenato l’entusiasmo evitando gesti provocatori verso i tifosi o la panchina della Roma.
A chi era rivolto il gesto verso la tribuna?
Dopo l’abbraccio con i compagni, Spinazzola si è rivolto verso la Tribuna Posillipo facendo un cenno alla moglie e agli amici presenti allo stadio per sostenerlo.
Quanti gol ha segnato Spinazzola quest’anno?
Con la rete alla Roma, Leonardo Spinazzola ha raggiunto quota 4 gol stagionali con la maglia del Napoli. Curiosamente, due di questi sono stati segnati proprio contro i giallorossi.
Perché Spinazzola è così legato alla Roma?
A Roma ha vinto la Conference League e ha stretto amicizie fraterne con giocatori come Mancini, Pellegrini e Cristante. Inoltre, ha sentito il supporto dell’ambiente durante il grave infortunio subito all’Europeo.
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