
LO SFOGO DI CONTE. Al termine di Juventus-Napoli (3-0), Antonio Conte si è presentato ai microfoni di Sky Sport visibilmente contrariato. Il tecnico ha definito “assurda” la domanda sulle residue speranze Scudetto (ora a -9 dall’Inter), sottolineando l’emergenza infortuni surreale (“Ho fatto entrare Giovane che non si è mai allenato”). Durissimo l’attacco sul fronte arbitrale per il rigore negato su Hojlund: Conte ha invocato “onestà e calcio pulito”, lanciando una frecciata all’arbitro Mariani e all’uso del VAR. La metafora della serata: “Navighiamo in mare aperto con onde altissime, ma io non scendo dalla barca”.

Cosa ha detto Conte a Sky dopo Juventus-Napoli e perché si è arrabbiato?
La sconfitta per 3-0 all’Allianz Stadium non è solo un risultato sportivo, è la fotografia di un momento storico drammatico per il Napoli. Ma più dei gol di David, Yildiz e Kostic, a fare rumore nel post-partita sono le parole di Antonio Conte. Il tecnico salentino, solitamente lucido nelle analisi, si è presentato ai microfoni di Sky Sport con l’aria di chi ha combattuto una guerra con le armi spuntate e, soprattutto, con la sensazione di aver subito un trattamento non equo. La sua intervista è un fiume in piena che tocca tre nervi scoperti: l’emergenza infortuni, l’addio ai sogni di gloria e la gestione arbitrale.
“Domanda assurda”: l’addio allo Scudetto e la realtà
Il primo momento di tensione (Livello Cronaca) si verifica quando dallo studio arriva la domanda sulle residue speranze di Scudetto. Con l’Inter scappata a +9 e la Juventus che ha sorpassato gli azzurri, Conte non usa giri di parole e risponde in modo stizzito: “Domanda assurda secondo me…”.
L’analisi del tecnico (Livello Contesto) è un bagno di realismo che serve a proteggere la squadra da pressioni ingiustificate. Conte spiega che in questo momento parlare di titolo è fuori luogo: l’obiettivo reale è non “scendere dalla barca” per non rischiare di perdere anche la qualificazione alle coppe europee (Champions, Europa o Conference League).
“Dobbiamo pagare qualcosa per quanto fatto in passato, meglio sorridere”, aggiunge con amarezza, riferendosi forse alle scorie delle gestioni precedenti o a un destino avverso che quest’anno sembra accanirsi sui Campioni d’Italia.
L’emergenza surreale: il caso Giovane e Neres
Per far capire a tutti cosa sta vivendo lo spogliatoio del Napoli, Conte cita un episodio che ha del clamoroso e che probabilmente non ha precedenti a questi livelli (Livello Dettaglio). “Per la prima volta in carriera, ho fatto entrare un giocatore che non avevo visto mai in allenamento, che è Giovane”.
Questa frase racchiude tutto il dramma sportivo azzurro. Il tecnico ha dovuto attingere a un ragazzo arrivato poche ore prima, senza nemmeno conoscere i nomi dei compagni, pur di mettere un attaccante in campo. Conte elenca i problemi: si gioca ogni tre giorni, non ci sono rotazioni, non ci si allena e i giocatori “stanno mettendo a repentaglio il discorso fisico”. La citazione dell’operazione di David Neres (“quest’anno qualcosa di incredibile”) conferma che la stagione è nata sotto una cattiva stella medica.
La metafora del mare e l’attacco al VAR
Ma è sul fronte arbitrale che Conte sgancia la bomba politica. Interrogato sull’episodio del rigore negato per il fallo di Bremer su Hojlund (e Kalulu su Vergara), il tecnico non si nasconde dietro al “no comment”. Anzi, affonda il colpo.
Ricorda che l’arbitro Mariani ha già diretto il Napoli due volte, cambiando decisione al VAR in entrambe le occasioni. Poi, la frase che pesa come un macigno: “Noi speriamo sempre che ci sia onestà… per un calcio pulito, senza cose particolari”.
Conte parla di un calcio che “deve essere pulito” e di errori che non sono più tollerabili nell’era della tecnologia (“Adesso con un video fai fatica…”). È un atto di accusa verso un sistema che, secondo il mister, sta perdendo la sua umanità e la sua giustizia, penalizzando oltremodo la sua squadra.
La chiosa finale è poetica e drammatica insieme: “Sappiamo che stiamo navigando in mare aperto con onde molto alte”. Conte si dipinge come il capitano di una nave nella tempesta. “Se qualcuno vuole scendere si butta a mare”, dice, ma lui resta al timone. Un messaggio alla squadra, alla società e ai tifosi: la situazione è disperata (“ha dell’inverosimile”), ma la resa non è un’opzione.
| Tema | Dichiarazione Testuale | Significato / Retroscena |
|---|---|---|
| Scudetto | “Domanda assurda… Dalla barca non si scende perché ci sono ancora 16 partite.” | Resa per il titolo (-9 dall’Inter), focus sulla difesa della zona Champions. |
| Emergenza | “Ho fatto entrare Giovane che non avevo mai visto in allenamento.” | Situazione rosa al limite del grottesco, mai successa in carriera. |
| Arbitri / VAR | “Speriamo che ci sia onestà… Per un calcio pulito, senza cose particolari.” | Attacco frontale alla gestione VAR e all’arbitro Mariani sui rigori negati. |
| Metafora | “Stiamo navigando in mare aperto con onde molto alte.” | Consapevolezza della crisi e delle difficoltà estreme del momento. |
📌 Capire lo sfogo di Conte post Juve-Napoli
Perché Conte ha definito “assurda” la domanda sullo Scudetto?
Perché il Napoli è scivolato a 9 punti dall’Inter capolista e ha una rosa decimata. Conte ritiene irrealistico parlare di titolo in queste condizioni e punta a salvare la qualificazione europea.
Cosa ha detto Conte sull’arbitraggio?
Ha criticato duramente la mancata concessione del rigore su Hojlund, invocando “onestà” e un “calcio pulito”. Ha sottolineato come con il video (VAR) certi errori non siano più giustificabili come umani.
Qual è il caso Giovane citato da Conte?
Conte ha rivelato di aver fatto esordire il nuovo acquisto Giovane senza che il giocatore avesse mai svolto un solo allenamento con la squadra, un fatto inedito che spiega la gravità dell’emergenza.
Cosa significa la metafora delle “onde alte”?
Significa che il Napoli è in piena tempesta (infortuni, risultati, polemiche) e rischia di affondare, ma Conte garantisce che resterà al comando della nave per cercare di portarla in porto (Europa).
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