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Perché Politano è intoccabile nel Napoli di Conte anche con zero gol

Un'evoluzione tattica sorprendente che ha azzerato il bottino realizzativo, ma ha trasformato l'esterno romano nel vero equilibratore dello scacchiere azzurro

IL PARADOSSO TATTICO. In questa stagione 2025/2026, Matteo Politano registra un dato anomalo per le sue medie storiche: zero gol a referto. Eppure, l’esterno romano è una pedina assolutamente insostituibile per Antonio Conte. La spiegazione risiede in una profonda metamorfosi tattica: trasformato definitivamente in “quinto” di centrocampo a tutta fascia, Politano garantisce un ripiegamento difensivo sfiancante che gli toglie lucidità sotto porta, ma gli ha permesso di servire già 5 assist vincenti. Un’evoluzione iniziata negli anni scorsi con Gattuso e Spalletti, che oggi lo rende il vero equilibratore del Napoli, tanto che lo stesso Conte lo ritiene fondamentale sull’out di destra, scartando l’ipotesi di impiegarlo come trequartista puro.

 Il paradosso di Matteo Politano: zero gol in stagione, ma per Antonio Conte è l'intoccabile del Napoli.
Il paradosso di Matteo Politano: zero gol in stagione, ma per Antonio Conte è l’intoccabile del Napoli.

Perché Politano non segna nel Napoli di Conte e qual è il suo nuovo ruolo tattico?

Nel calcio moderno, i numeri nudi e crudi possono spesso trarre in inganno chi si ferma a una lettura superficiale dei tabellini. Il caso di Matteo Politano nel Napoli della stagione 2025/2026 è l’emblema perfetto di questo paradosso sportivo. L’esterno offensivo azzurro, da sempre abituato a timbrare il cartellino con il suo proverbiale mancino a rientrare, si ritrova ancora a secco: zero gol segnati. Un dato che, in altre epoche o con altri allenatori, avrebbe aperto processi mediatici e ballottaggi serrati. Tuttavia, per Antonio Conte, il numero 21 è semplicemente intoccabile. Per comprendere questa apparente contraddizione, è necessario sviscerare la metamorfosi tattica che ha trasformato un’ala pura in un “tuttocampista” vitale per gli equilibri della squadra.

Perché Politano ha zero gol in questa stagione con il Napoli?

Analizzando il dispendio energetico e le heatmap, la risposta all’astinenza da gol di Politano risiede nei chilometri percorsi all’indietro. Nel sistema di gioco di Antonio Conte, l’esterno destro è chiamato a un lavoro di ripiegamento massacrante. Politano non staziona più negli ultimi trenta metri in attesa di puntare il terzino avversario, ma agisce come un vero e proprio “quinto” di centrocampo (o quarto, a seconda delle transizioni). Questo significa dover raddoppiare costantemente in fase difensiva per aiutare il braccetto di destra della retroguardia.

I ripiegamenti sfiancanti lo portano inevitabilmente a perdere quel decimo di secondo di lucidità e brillantezza muscolare necessario per concludere a rete con precisione. Tuttavia, il suo apporto offensivo non è affatto svanito, si è solo trasformato: il suo mancino velenoso è diventato uno strumento al servizio dei compagni, come dimostrano i 5 assist già messi a referto in questa stagione. Politano è diventato un facilitatore di gioco, sacrificando la gloria personale per il bene del collettivo.

Come è cambiato il ruolo di Politano dall’Inter di Conte a oggi?

Approfondendo il contesto storico e il rapporto con l’allenatore, emerge un retroscena affascinante. Quando Antonio Conte sedeva sulla panchina dell’Inter, bocciò di fatto Matteo Politano. Nel rigido 3-5-2 del tecnico leccese, il giocatore romano veniva considerato esclusivamente come una seconda punta, poiché ritenuto privo della propensione al sacrificio necessaria per fare l’esterno a tutta fascia. Quella bocciatura portò alla sua cessione.

Oggi, a distanza di anni, Conte ha ritrovato a Castel Volturno un calciatore con un DNA totalmente rinnovato. Il merito di questa evoluzione va diviso con i predecessori: è stato il lavoro certosino di Gennaro Gattuso prima, e di Luciano Spalletti poi, a inculcare in Politano la cultura della doppia fase. L’ala anarchica si è “riciclata” in un soldato tattico capace di macinare chilometri in lungo e in largo. Un assist al bacio per Conte, che oggi si gode un jolly universale, maturo e tatticamente ineccepibile.

Cosa pensa Antonio Conte della posizione di Politano in campo?

Sviscerando le dichiarazioni e le scelte di formazione, il tecnico azzurro ha speso parole al miele per il suo esterno, chiarendo in modo definitivo quale sia la sua collocazione ideale. Con il recente passaggio al modulo 3-4-2-1, molti addetti ai lavori avevano ipotizzato un impiego di Politano nei due trequartisti alle spalle della punta centrale (Hojlund). Un’ipotesi scartata categoricamente dallo stesso Conte.

“Matteo sulla trequarti non mi fa impazzire – ha sentenziato recentemente l’allenatore leccese – perché lui ha bisogno della fascia, ha bisogno dell’uno contro uno”. Una dichiarazione che certifica come, nonostante i compiti difensivi, Politano debba partire largo per sfruttare la sua capacità di saltare l’uomo e creare superiorità numerica sull’esterno, garantendo ampiezza alla manovra del Napoli.

Qual è la reazione del giocatore a questo sacrificio tattico?

Valutando l’impatto psicologico sul calciatore, si potrebbe pensare che un attaccante viva con frustrazione la lontananza dalla porta. Al contrario, Politano ha sposato la causa con un entusiasmo sorprendente. Intervenuto ai microfoni di Radio CRC a fine febbraio, il diretto interessato ha spazzato via ogni dubbio sul suo nuovo abito tattico.

“Anche l’anno scorso svolgevo questo tipo di lavoro a tutta fascia – ha dichiarato il numero 21 azzurro – Magari devo difendere un po’ di più, ma mi piace giocare lì con questo modulo e sono contento”. Nessun dramma per lo zero alla voce gol, dunque. La maturità di Politano sta tutta in queste parole: la consapevolezza di essere diventato un leader silenzioso, un ingranaggio fondamentale senza il quale il motore del Napoli di Conte non potrebbe girare agli stessi regimi.

Parametro Analizzato Politano Ala Pura (Passato) Politano Quinto di Conte (2025/2026)
Ruolo Tattico Esterno d’attacco nel 4-3-3 Esterno a tutta fascia (3-4-2-1)
Gol Segnati Alta frequenza (Mancino a giro) 0 Gol (Fisiologico calo di lucidità)
Assist Forniti Minore propensione al cross 5 Assist (Facilitatore per le punte)
Lavoro Difensivo Pressing alto occasionale Ripiegamento costante (Aiuto al braccetto)

📊 Nota Metodologica & Fonti:
L’analisi tattica e statistica presente in questo dossier è stata elaborata in esclusiva dalla redazione di Napolissimo.it incrociando i dati ufficiali della Lega Serie A (stagione 2025/2026) relativi ad assist e posizionamento medio in campo. Le dichiarazioni di Matteo Politano sono tratte dall’intervista ufficiale rilasciata a Radio CRC a fine febbraio 2026, mentre le citazioni di Antonio Conte provengono dalle conferenze stampa ufficiali della SSC Napoli.

📌 Tutto sul ruolo di Politano nel Napoli di Conte

Perché Politano non segna più nel Napoli?

L’assenza di gol (zero in questa stagione) è dovuta al suo nuovo ruolo tattico. Giocando come esterno a tutta fascia, Politano è costretto a continui e sfiancanti ripiegamenti difensivi che gli fanno perdere lucidità negli ultimi metri davanti alla porta.

Quanti assist ha fatto Politano in questa stagione?

Nonostante lo zero alla voce gol, l’esterno romano si è trasformato in un formidabile uomo assist: ne ha già messi a referto 5, dimostrando grande utilità al servizio dei compagni di squadra.

Perché Conte non fa giocare Politano trequartista?

Antonio Conte ha dichiarato esplicitamente che Politano sulla trequarti “non lo fa impazzire”. Il tecnico ritiene che il giocatore abbia bisogno della linea laterale per puntare l’avversario, sfruttare l’uno contro uno e garantire ampiezza alla manovra.

Cosa pensava Conte di Politano ai tempi dell’Inter?

All’Inter, Conte bocciò Politano nel suo 3-5-2 perché lo considerava solo una seconda punta, priva della propensione al sacrificio difensivo. Oggi, grazie al lavoro fatto negli anni da Gattuso e Spalletti, Conte ha ritrovato un giocatore tatticamente completo.

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Marco Ascione

Classe 1985, campano verace, racconta da vicino il Napoli, seguendo la squadra in ogni stadio d’Italia. Penna vibrante, cuore da tifoso e occhio da cronista, Marco è la voce sul campo di Napolissimo: dalle conferenze stampa agli allenamenti, dai tunnel agli spogliatoi. Per lui, ogni trasferta è una storia da raccontare.

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