
DENTRO O FUORI. Il pesante ko contro la Juventus ha certificato l’addio ai sogni di bis Scudetto (Inter a +9), ma il Napoli non ha tempo per leccarsi le ferite. Mercoledì al Maradona arriva il Chelsea per l’ultima giornata della fase campionato di Champions League: gli azzurri, attualmente 25esimi, sono obbligati a vincere per rientrare nelle prime 24 e accedere ai playoff. Un pareggio condannerebbe quasi certamente all’eliminazione. Antonio Conte affronta la sfida più delicata della sua gestione in piena emergenza: Milinkovic-Savic è in forte dubbio (pronto Meret), mentre Anguissa, Politano, Rrahmani, Neres e De Bruyne sono out. Lukaku non ha i 90 minuti nelle gambe, il peso dell’attacco sarà ancora su uno stremato Hojlund.
Napoli, incubo gennaio: dopo il ko Juve c’è il Chelsea. Conte senza 7 big si gioca la stagione
C’è un confine sottile, quasi invisibile, tra una stagione difficile e una stagione fallimentare. Il Napoli si trova esattamente su quella linea, in equilibrio precario sopra un baratro che nessuno, fino a poche settimane fa, avrebbe osato immaginare. La sconfitta netta, dolorosa e senza appello subita a Torino contro la Juventus non ha solo cancellato le velleità di rimonta Scudetto – con l’Inter scappata ormai a 52 punti e gli azzurri fermi a 43 – ma ha minato le certezze psicologiche di un gruppo che ora si trova con le spalle al muro. Mercoledì sera, al Diego Armando Maradona, non arriva solo il Chelsea: arriva il destino di un’intera annata.
Antonio Conte, un vincente per definizione, si trova a vivere un inedito assoluto nella sua carriera: rischiare di perdere tutti gli obiettivi stagionali (campionato e Champions) già nel mese di gennaio. La sfida contro i Blues non è una semplice partita di girone, ma una finale secca, un “dentro o fuori” senza appello che non ammette repliche né vie di mezzo. Analizziamo nel dettaglio perché questa partita vale molto più dei tre punti e come il Napoli ci arriva nelle peggiori condizioni possibili.
Come arriva il Napoli: emergenza totale e scelte obbligate
Per comprendere la drammaticità sportiva del momento, bisogna guardare freddamente i numeri della nuova Champions League. Il Napoli occupa attualmente la 25esima posizione nella classifica unica. Il regolamento è spietato: le prime 8 vanno agli ottavi, dalla 9ª alla 24ª vanno ai playoff, dalla 25ª in giù si torna a casa, senza nemmeno il “paracadute” dell’Europa League che esisteva in passato.
La situazione è critica e non lascia spazio a calcoli conservativi. Per scavalcare chi sta davanti e rientrare nel treno dei playoff (top 24), il Napoli deve battere il Chelsea. I calcoli sono complessi e dipendono anche dagli altri campi, ma la sostanza non cambia: un pareggio, con ogni probabilità, non basterebbe a recuperare le posizioni necessarie. Hojlund e compagni sono condannati alla vittoria contro una delle corazzate della Premier League, in un momento storico in cui le energie fisiche e mentali sono ai minimi termini. Sarebbe un fallimento europeo clamoroso uscire così presto, specialmente per una squadra partita con ambizioni ben diverse.
Infortuni Napoli: 7 assenti contro il Chelsea
Se la situazione di classifica è allarmante, quella dell’infermeria è tragica. Antonio Conte non sta facendo pretattica quando parla di “emergenza totale”. L’analisi dei disponibili per mercoledì è un conto alla rovescia doloroso che priva il tecnico di quasi tutte le sue certezze tattiche.
Il caso portiere e la difesa: Vanja Milinkovic-Savic, fermatosi nel riscaldamento contro la Juve per un problema muscolare, ha evitato lesioni gravi, salterà Chelasea e Fiorentina. Toccherà ancora ad Alex Meret. Il friulano, subentrato a Torino raccogliendo tre palloni in fondo al sacco, quest’anno non ha giocato nemmeno un minuto in Europa. Affidarsi a un portiere freddo e fuori dalle rotazioni in una gara da “vita o morte” è un rischio enorme, ma obbligato. In difesa mancherà anche il leader Rrahmani, costringendo Conte a scelte forzate.
Il mistero Anguissa e il centrocampo: Le speranze di rivedere Frank Anguissa a centrocampo si sono spente con le parole di Conte post-Juve. “Doveva tornare, ma ha rallentato i ritmi per nuove problematiche”, ha ammesso il tecnico, visibilmente preoccupato. Traduzione: il camerunense non ci sarà. A lui si aggiungono le assenze certe di Politano, De Bruyne e dello sfortunato David Neres, fresco di operazione. In pratica, al Napoli mancano 5-6 titolari potenziali, togliendo ogni possibilità di turnover o di cambi di passo a gara in corso.
Come gestire l’attacco: Lukaku fuori forma e il caso Giovane
Il problema non è solo chi manca, ma come sta chi c’è. Il focus mediatico e tattico è tutto su Romelu Lukaku. Il belga è tornato in campo a Torino per uno spezzone, ma la sua condizione è lontana anni luce da quella accettabile per questi livelli. “Per i miracoli ci stiamo attrezzando”, ha ironizzato amaramente Conte in conferenza. Big Rom ha 10-15 minuti di autonomia nelle gambe, non di più. Pensare che possa caricarsi la squadra sulle spalle contro la sua ex squadra (il Chelsea) è utopia pura.
Di conseguenza, tutto il peso dell’attacco graverà ancora sulle spalle di Rasmus Hojlund. Il danese sta “tirando la carretta” da mesi, senza un attimo di sosta. È stremato, ma non ha alternative. Conte non può nemmeno pescare dal mercato di gennaio: il nuovo acquisto Giovane, arrivato per dare freschezza, non è inserito nella lista UEFA consegnata a settembre e quindi guarderà la partita dalla tribuna. Un paradosso burocratico che costringe il tecnico a scelte obbligate: Lobotka e McTominay dovranno fare gli straordinari in mediana, con la coppia Elmas-Vergara (quest’ultimo vera sorpresa positiva in mezzo al disastro) a supporto della punta.
Il Napoli è all’angolo, ferito e contato. Mercoledì sera il Maradona dovrà spingere la squadra oltre i limiti fisici e tecnici, perché l’alternativa è chiudere la stagione a gennaio e aprire un processo sportivo che nessuno, a Castel Volturno, vuole nemmeno immaginare.
PROBABILI FORMAZIONI
| Ruolo | NAPOLI (3-4-2-1) | CHELSEA (4-2-3-1) |
|---|---|---|
| Portiere | Meret | Sanchez |
| Difesa | Beukema, Buongiorno, Juan Jesus | James, Fofana, Chalobah, Cucurella |
| Centrocampo | Di Lorenzo, Lobotka, McTominay, Spinazzola | Caicedo, Fernandez |
| Trequarti | Vergara, Elmas | Estevao, Palmer, Neto |
| Attacco | Hojlund | Joao Pedro |
| Allenatore | Antonio Conte | Liam Rosenior |
📌 Tutto su Napoli-Chelsea (Champions League)
Cosa serve al Napoli per qualificarsi ai playoff?
Il Napoli è attualmente 25° in classifica. Per rientrare nelle prime 24 e accedere ai playoff, deve obbligatoriamente vincere contro il Chelsea. Un pareggio renderebbe la qualificazione quasi impossibile matematicamente, condannando gli azzurri all’eliminazione diretta.
Chi gioca in porta nel Napoli: Meret o Milinkovic?
C’è un forte dubbio su Milinkovic-Savic, fermatosi per un problema muscolare prima della Juve. Se non dovesse recuperare in tempo record, toccherà ad Alex Meret difendere i pali, nonostante non abbia minuti europei in stagione.
Lukaku giocherà titolare contro il Chelsea?
No, Conte è stato chiaro in conferenza: Lukaku non ha i 90 minuti nelle gambe e non è in condizione fisica accettabile. Partirà dalla panchina, con Hojlund confermato titolare al centro dell’attacco per “tirare la carretta”.
Perché Giovane non può giocare in Champions?
Il nuovo acquisto non può scendere in campo perché non è inserito nella lista UEFA del Napoli, che è stata consegnata a settembre e non può essere modificata fino alla fine di questa fase a gironi.
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