
📋 In Sintesi
Il 24 maggio 2026 Antonio Conte ha ufficializzato il suo addio al Napoli dopo aver conquistato uno Scudetto, una Supercoppa e un secondo posto. Per la successione, prende quota il nome di Andoni Iraola, reduce da un miracolo sportivo con il Bournemouth (portato per la prima volta in Europa). Il tecnico basco porterebbe una rivoluzione tattica: dal 3-4-2-1 prudente di Conte a un 4-2-3-1 basato su pressing altissimo, PPDA estremo e transizioni fulminee. Giocatori come Scott McTominay, Alessandro Buongiorno e David Neres sarebbero esaltati dal nuovo sistema, così come i giovani Alisson Santos e Vergara. Andrebbe invece valutato l’impatto fisico su Stanislav Lobotka e Giovanni Di Lorenzo. Una scelta che rappresenta una vera scommessa per Aurelio De Laurentiis, ma che garantirebbe un’identità europea moderna e aggressiva.
Come giocherebbe il Napoli con Andoni Iraola e quali sono le differenze tattiche con Antonio Conte?
Il 24 maggio 2026 resterà una data scolpita nella memoria dei tifosi partenopei. Pochi minuti dopo il fischio finale della vittoria sull’Udinese, che ha certificato il secondo posto in classifica, Antonio Conte ha annunciato ufficialmente il suo addio in conferenza stampa. Un bilancio straordinario (uno Scudetto, una Supercoppa e un argento) che chiude un ciclo e ne apre immediatamente un altro. Le principali testate internazionali hanno confermato la separazione, aprendo il casting per la panchina. Tra i nomi sul tavolo di Aurelio De Laurentiis, quello di Andoni Iraola è senza dubbio il più affascinante. Non stiamo parlando di un semplice “nome da mercato”, ma di un tecnico che ha cambiato la storia di un club di Premier League e che possiede un’identità tattica fortissima.
Chi è Andoni Iraola: la costruzione di un miracolo sportivo
Da bandiera dell’Athletic Bilbao a scienziato della panchina: il percorso di crescita dal Mirandés fino alla storica qualificazione europea del Bournemouth.
Andoni Iraola Sagarna nasce nel 1982 a Usurbil, nei Paesi Baschi. Da calciatore è stato un simbolo assoluto dell’Athletic Club Bilbao, superando le 500 presenze. La sua carriera da allenatore non è frutto di improvvisazione, ma di una costruzione lenta e metodica attraverso passaggi chiari: Mirandés, Rayo Vallecano e infine Bournemouth. Al Rayo si è fatto notare per un calcio di pressione e coraggio, ma è in Inghilterra che la sua idea si è trasformata in un caso di studio europeo.
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Il Bournemouth che eredita nel 2023 era una squadra bassa, prudente, poco aggressiva e con numeri offensivi poveri. Con Iraola in panchina, i Cherries sono diventati un laboratorio di pressione alta e transizione rapida. Il percorso è stato netto: un primo anno di adattamento, un secondo anno chiuso con 56 punti e il 9° posto (record storico in Premier League), e un terzo anno culminato con la qualificazione europea per la prima volta nella storia del club. L’ultimo atto è stato il saluto commosso del pubblico a un allenatore che ha letteralmente cambiato il destino della società.
La filosofia tattica: aggressività organizzata e transizioni letali
Il suo 4-2-3-1 si trasforma in un 3-2-5 in fase di possesso. I numeri lo incoronano tra i migliori in Europa per PPDA, high recoveries e gol da high turnovers.
Il calcio di Iraola è fondato su una parola chiave: aggressività organizzata. Non si tratta solo di correre, ma di correre con una logica precisa. Il pressing è coordinato, sincronizzato, costruito per indirizzare l’avversario verso zone scelte in anticipo, per poi soffocarlo al primo errore. Il suo modulo di base è il 4-2-3-1, che in fase di possesso si trasforma in una struttura fluida, spesso un 3-2-5: un terzino sale o si accentra, i due mediani fanno copertura e la linea offensiva diventa estremamente mobile.
In fase di non possesso, la squadra si alza in modo feroce, tentando il recupero alto e togliendo il respiro al portatore avversario. I dati statistici sono inequivocabili: il Bournemouth di Iraola è stato tra le migliori squadre della Premier League per PPDA (Passes Allowed Per Defensive Action), per high recoveries (recuperi offensivi), per gol derivanti da high turnovers e tra le più rapide in assoluto nelle transizioni dirette. L’obiettivo non è il possesso palla sterile, ma il recupero aggressivo per colpire in pochi secondi.
Il bivio filosofico: le differenze tra Antonio Conte e Andoni Iraola
Si passerebbe dalla gestione del rischio e dalla prudenza del tecnico salentino a un calcio verticale, alto e aggressivo. Conte abbassa il caos, Iraola lo usa come arma.
Il Napoli di Iraola sarebbe diametralmente opposto al Napoli di Conte. Il tecnico salentino ha costruito una squadra prudente, controllata, orientata alla compattezza del blocco basso e alla gestione rigorosa del rischio. Iraola spingerebbe la squadra verso la direzione opposta: baricentro alto, verticalità estrema e propensione a stazionare stabilmente nella metà campo avversaria.
In fase di possesso, il portiere parteciperebbe alla prima uscita, la difesa salirebbe, i terzini avrebbero un peso enorme nella creazione della superiorità e il trequartista diventerebbe il nodo di connessione vitale. In fase di non possesso, il cambio sarebbe radicale: pressing altissimo, punte che orientano la costruzione avversaria e linea difensiva a ridosso del centrocampo. Ma è nelle transizioni che Iraola cambierebbe il volto del Napoli: la squadra diventerebbe capace di andare in porta con tre o quattro passaggi al massimo, sfruttando la qualità dei giocatori veloci.

Come cambierebbe la rosa: chi sale, chi scende e i profili da monitorare
McTominay, Buongiorno e Neres sarebbero esaltati. Spazio a Vergara e Alisson Santos. Da valutare il dispendio fisico per Lobotka e Di Lorenzo.
La forza di questa ipotesi è che il Napoli possiede già diversi profili perfettamente compatibili con il calcio di Iraola. Scott McTominay sarebbe uno dei più valorizzati: ha corsa, fisicità, inserimento e la capacità di lavorare ad alta intensità in entrambe le fasi. È praticamente un giocatore nato per questo sistema. Alessandro Buongiorno sarebbe perfetto per una linea alta, avendo letture, anticipo e qualità nel difendere a campo aperto. David Neres, arma letale in transizione, verrebbe innescato in modo molto più diretto, mentre Mathias Olivera troverebbe la sua dimensione ideale per atletismo e spinta.
Attenzione alle sorprese: Alisson Santos non va considerato un bocciato di Conte, anzi. I suoi numeri offensivi indicano che può essere una risorsa concreta in un sistema verticale. Anche Vergara è un nome da osservare: la sua mobilità e l’attacco dello spazio sono fondamentali per il tecnico basco. Se confermato, Kevin De Bruyne sarebbe il trequartista perfetto: più libertà creativa, meno obblighi di protezione e compiti di connessione tra le linee.
Ci sono però dei profili da monitorare attentamente. Stanislav Lobotka sarebbe centrale per qualità tecnica, ma il sistema gli chiederebbe un enorme sforzo senza palla. Giovanni Di Lorenzo resterebbe importantissimo, ma andrebbe gestito con attenzione per i carichi fisici richiesti. Infine, i profili incompatibili: il calcio di Iraola non ama i giocatori statici. Un centravanti che non attacca la profondità (come Lukaku) o un difensore troppo lento rischiano di perdere centralità. Il mercato, in questo senso, sarà fondamentale.
| La Probabile Formazione del Napoli di Iraola (4-2-3-1) | |
|---|---|
| Portiere | Meret |
| Difesa a 4 | Di Lorenzo, Beukema (o altro centrale di gamba), Buongiorno, Olivera |
| Doppio Mediano | Lobotka (Regista), McTominay (Box-to-box) |
| Trequarti | Politano (Dx), De Bruyne / Vergara (Centro), Neres / Alisson Santos (Sx) |
| Attacco | Hojlund |
| Il Bivio Filosofico: Conte vs Iraola | ||
|---|---|---|
| Aspetto Tattico | Antonio Conte | Andoni Iraola |
| Modulo Base | 3-4-2-1 | 4-2-3-1 |
| Idea di Gioco | Controllo, compattezza, gestione del rischio | Pressing alto, aggressività, verticalità |
| Baricentro | Medio-basso | Alto |
| Fase Difensiva | Blocco squadra, protezione | Riaggressione e pressione continua |
| Transizioni | Ragionate, preparate | Immediate, dirette |
| Rischio | Contenuto | Alto per scelta |
| Identità | Struttura forte e prudente | Ritmo, ritmo, ritmo |
Che tipo di giocatore servirebbe a Iraola
Il profilo ideale per Iraola è abbastanza preciso.
Gli servono giocatori che sappiano correre tanto, pressare alto, difendere in avanti e soprattutto ripartire subito dopo il recupero palla.
Per questo nel Napoli di Iraola sarebbero fondamentali almeno quattro tipologie di calciatore:
Un centravanti mobile, che attacchi la profondità e partecipi al primo pressing.
Terzini di corsa, capaci di sostenere una linea alta e di coprire grandi spazi.
Una mezzala box-to-box, in grado di correre, recuperare e accompagnare l’azione.
Un trequartista intelligente, che sappia legare le due fasi senza diventare un semplice rifinitore.
In altre parole, Iraola non vuole un Napoli statico e posizionale.
Vuole una squadra che viva di ritmo, riaggressione e verticalità continua.
I rinforzi più urgenti
La rosa attuale è già abbastanza adatta a diversi principi di Iraola, ma ci sono ruoli che andrebbero ancora migliorati.
Il primo nodo riguarda i terzini, perché il sistema chiede esterni che spingano e difendano con grande continuità.
Il secondo nodo è il vice-Højlund o comunque un altro attaccante con caratteristiche simili: il Napoli, infatti, ha già pianificato il futuro offensivo e sta lavorando proprio su una struttura che ruoti attorno a Højlund e Alisson Santos.
Il terzo nodo è un centrocampista di corsa, perché il doppio mediano di Iraola deve garantire copertura e aggressione costante.
Chi potrebbe partire
Qui bisogna distinguere tra chi sarebbe sacrificabile e chi invece diventerebbe ancora più importante.
Giocatori destinati a restare centrali
Højlund: Per caratteristiche, è molto compatibile con il calcio di Iraola.
Alisson Santos: Già molto dentro il progetto, è una pedina perfetta per un gioco verticale.
De Bruyne: salvo sorprese, resterà per dare qualità e leadership al sistema.
Buongiorno: fondamentale per la linea alta.
McTominay: quasi ideale per il lavoro richiesto al centrocampo.
Giocatori che potrebbero diventare sacrificabili o ridimensionati
Profili troppo statici in attacco, se presenti in rosa o sul mercato.
Centrali poco rapidi, perché Iraola difende alto.
Esterni senza gamba o senza pressione, che nel suo sistema rischiano di perdere importanza.
Nodi di mercato possibili
Il Napoli, come già indicato da alcune cronache di primavera, stava già valutando il futuro dell’attacco e un nuovo vice-Højlund per il 2026-27.
Se Iraola arrivasse, il club potrebbe orientarsi su un altro attaccante mobile invece di un centravanti più statico.
Anche il reparto esterni potrebbe cambiare, soprattutto se qualche profilo non garantisse il lavoro difensivo richiesto.
Chi potrebbe partire davvero
Non c’è ancora un elenco definitivo e sarebbe scorretto inventarlo, ma si può dire questo:
se arriva Iraola, il Napoli tenderà a tenere i giocatori dinamici e a cedere o non confermare quelli meno funzionali al pressing alto.
Questo significa che il mercato non sarà solo “chi entra”, ma anche “chi non serve più al nuovo progetto”.
✍️ Il Punto di Vista di Napolissimo
NON CERCARE UN ALTRO CONTE, MA CAMBIARE PELLE.
La risposta alla domanda se Iraola sia un grande colpo o una scommessa è semplice: è entrambe le cose. Sarebbe un grande colpo perché ha dimostrato di saper cambiare la storia di un club con un calcio moderno, intenso e riconoscibile. Sarebbe una scommessa perché la Serie A non è la Premier League, Napoli non è Bournemouth e il tempo per assimilare i suoi principi non sarebbe infinito. La partenza potrebbe non essere immediata. Tuttavia, la nostra visione è netta: dopo Conte, il Napoli non deve cercare un altro Conte. Deve scegliere un allenatore che cambi davvero il modo di stare in campo. Iraola non promette una gestione tranquilla, ma promette una squadra più alta, più verticale e più riconoscibile. Se De Laurentiis vuole aprire un ciclo nuovo, questo è il profilo che dà un senso reale alla parola “rifondazione”.
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📌 Tutto su Andoni Iraola e la tattica del Napoli
Chi è Andoni Iraola e cosa ha fatto al Bournemouth?
Ex bandiera dell’Athletic Bilbao, Iraola ha trasformato il Bournemouth portandolo a conquistare 56 punti (record storico in Premier League) e la prima qualificazione europea della sua storia.
Quali sono le differenze tattiche tra Conte e Iraola?
Conte basa il suo gioco sul controllo, la prudenza e il blocco basso (3-4-2-1). Iraola propone un calcio aggressivo, verticale e ad alto rischio (4-2-3-1), basato su pressing alto e transizioni immediate.
Quali giocatori del Napoli sarebbero valorizzati da Iraola?
Il sistema esalterebbe giocatori dinamici come McTominay (perfetto box-to-box), Buongiorno (ideale per la linea alta), Neres, Olivera e i giovani talenti come Vergara e Alisson Santos.
Come giocherebbe il Napoli con Andoni Iraola?
La probabile formazione vedrebbe un 4-2-3-1 con Meret; Di Lorenzo, Beukema, Buongiorno, Olivera; Lobotka, McTominay; Politano, De Bruyne (o Vergara), Neres; Hojlund.
L’analisi tattica di Andoni Iraola è stata elaborata dalla redazione di Napolissimo.it incrociando i dati statistici ufficiali della Premier League (PPDA, high recoveries, transizioni) relativi al triennio del tecnico alla guida del Bournemouth. Le proiezioni sulla probabile formazione del Napoli si basano sull’attuale rosa a disposizione della società e sulle caratteristiche tecniche richieste dal modulo 4-2-3-1. Ultimo aggiornamento: 25 Maggio 2026.



