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Bari, l’inchiesta su De Laurentiis cambia le multiproprietà nel calcio italiano

Un fascicolo giudiziario che intreccia bilanci, plusvalenze e politica sportiva: il trasferimento del portiere accende i riflettori sul sistema delle multiproprietà.

L’INCHIESTA E LA DIFESA. La Procura di Bari ha aperto un’indagine nei confronti di Aurelio e Luigi De Laurentiis ipotizzando i reati di false comunicazioni sociali e bancarotta fraudolenta. Il fulcro dell’inchiesta è il trasferimento del portiere Elia Caprile, passato dal Bari al Napoli nell’estate 2023 per 2,2 milioni di euro e successivamente rivenduto al Cagliari per 8 milioni, generando una plusvalenza incassata interamente dal club partenopeo. I magistrati contestano la sottostima del cartellino, considerandola una “distrazione” di un asset dal patrimonio del Bari (società in perdita) a favore della capogruppo. L’avvocato della famiglia, Fabio Gino Fulgeri, respinge le accuse, precisando che il prezzo fu stabilito da un perito indipendente e che non sussiste lo stato di insolvenza necessario per configurare la bancarotta, avendo la proprietà sempre ripianato le perdite. L’esito di questa inchiesta potrebbe segnare la fine o il rilancio definitivo del sistema delle multiproprietà nel calcio italiano.

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Perché De Laurentiis è indagato per il trasferimento di Caprile dal Bari al Napoli e cosa rischia?

Il calcio italiano si trova nuovamente a fare i conti con le aule di tribunale. Questa volta, l’asse sotto la lente d’ingrandimento dei magistrati è quello che collega la Campania alla Puglia, unito dal filo conduttore della famiglia De Laurentiis. La Procura della Repubblica di Bari ha infatti iscritto nel registro degli indagati Aurelio e Luigi De Laurentiis, ipotizzando reati di natura societaria e finanziaria legati alla gestione incrociata tra SSC Napoli e SSC Bari. Un’inchiesta che si muove su un doppio binario: quello strettamente penale e quello “politico-sportivo”, capace di ridisegnare le regole del gioco sulle multiproprietà.

Quali sono le accuse della Procura sul trasferimento di Elia Caprile?

Analizzando il nucleo dell’impianto accusatorio, tutto ruota attorno a un’operazione di mercato ben precisa: la cessione del portiere Elia Caprile. Nell’estate del 2023, dopo aver trascinato il Bari a un passo dalla Serie A (finale playoff persa contro il Cagliari), il promettente estremo difensore fu trasferito “in famiglia”, passando al Napoli per una cifra ufficiale di 2,2 milioni di euro. Un corrispettivo che, già all’epoca, suscitò forti malumori nella piazza pugliese, venendo giudicato irrisorio rispetto al reale valore di mercato del ragazzo, già nel giro dell’Under 21.

I sospetti dei tifosi hanno trovato sponda nelle indagini dei magistrati. Il Napoli, dopo aver prestato Caprile a Empoli e Cagliari, lo ha ceduto a titolo definitivo ai sardi nell’estate 2025 per 8 milioni di euro, incassando una plusvalenza netta di circa 7 milioni. Il Bari, in tutto questo, non ha percepito alcuna percentuale sulla rivendita.

Nel decreto di perquisizione (che ha coinvolto anche gli ex ds Ciro Polito, Cristiano Giuntoli e Mauro Meluso), la Procura contesta due reati principali:

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1. False comunicazioni sociali: Il bilancio del Bari non avrebbe evidenziato adeguatamente la natura “infragruppo” dell’operazione, i criteri di valutazione del prezzo e i motivi della rinuncia a una percentuale sulla futura rivendita.

2. Bancarotta fraudolenta: I De Laurentiis avrebbero “distratto” un asset di grande valore (Caprile) dal Bari per arricchire il Napoli, aggravando lo squilibrio economico del club pugliese, che nel periodo 2019-2025 ha accumulato perdite per circa 30 milioni di euro.

Come si difende la famiglia De Laurentiis? Le parole dell’avvocato Fulgeri

Approfondendo la linea difensiva, la famiglia De Laurentiis non è rimasta in silenzio. Attraverso le colonne de La Repubblica, l’avvocato Fabio Gino Fulgeri ha respinto categoricamente ogni addebito, smontando punto per punto le tesi della Procura.

Sul fronte della valutazione di Caprile, il legale ha precisato un dettaglio cruciale: “Il costo di 2,2 milioni è stato definito da un soggetto terzo, una figura autonoma e indipendente, senza alcun legame con i due club. Non c’è mai stata una contrattazione diretta tra Napoli e Bari”. Inoltre, Fulgeri ha chiarito che non esiste alcun obbligo giuridico di inserire una percentuale sulla futura rivendita, trattandosi di libera contrattazione tra privati.

Ancora più netta la smentita sull’accusa più grave, quella di bancarotta fraudolenta: “Senza una sentenza di fallimento non può essere sostenuta. E non c’è una situazione di insolvenza per il Bari. La famiglia De Laurentiis ha sempre sostenuto economicamente il club, ripianando puntualmente le perdite”. La difesa, dunque, si basa sulla solidità finanziaria garantita dalla proprietà, che escluderebbe in radice il rischio di default del club pugliese.

Cosa significa questa inchiesta per il futuro delle multiproprietà?

Valutando le conseguenze di sistema, l’inchiesta barese assume un valore “politico” dirompente. Arriva in un momento storico in cui il Bari è retrocesso in Serie C, la piazza contesta aspramente la proprietà (con il sindaco Leccese che ha minacciato la revoca dello stadio) e, parallelamente, nei palazzi della FIGC si discute di una possibile revisione del divieto di multiproprietà, attualmente fissato al 2028.

Se i magistrati dovessero dimostrare che lo scambio di giocatori tra società dello stesso gruppo configura un reato di distrazione patrimoniale, il sistema delle multiproprietà perderebbe la sua principale utilità economica, decretandone di fatto la fine. Al contrario, un’archiviazione dell’inchiesta (e l’assenza di sanzioni sportive) sdoganerebbe definitivamente queste operazioni “infragruppo”, creando un precedente giuridico che farebbe la gioia dei presidenti favorevoli al modello. In attesa delle sentenze, il calcio italiano resta col fiato sospeso.

 Perché questa notizia conta per il Napoli: Sebbene l’indagine si concentri sui bilanci della SSC Bari, il coinvolgimento diretto di Aurelio De Laurentiis e degli ex dirigenti azzurri espone la SSC Napoli al rischio di deferimenti sportivi per operazioni tra parti correlate. Inoltre, mina la strategia a lungo termine del club, che vedeva nel Bari un bacino di valorizzazione per i propri talenti.

Il quadro riassuntivo delle cifre e delle contestazioni mosse dalla Procura in merito al trasferimento del portiere:

Tabella 1: Dettagli finanziari e legali dell’operazione Elia Caprile tra SSC Bari e SSC Napoli
Entità Coinvolta (Giocatore/Club) Dato Finanziario / Stato Legale Fonte dell’Informazione Impatto sull’Inchiesta
Elia Caprile (Cessione al Napoli) 2,2 Milioni di euro (Estate 2023) Decreto Procura di Bari Cifra ritenuta sottostimata dai magistrati rispetto al valore reale.
Elia Caprile (Rivendita al Cagliari) 8 Milioni di euro (Estate 2025) Dati di Calciomercato Genera una plusvalenza di 7 milioni incassata interamente dal Napoli.
Bilancio SSC Bari (2019-2025) Perdite stimate in 30 Milioni di euro Decreto Procura di Bari Base per l’accusa di bancarotta fraudolenta e depauperamento asset.

Le conseguenze politiche e sportive dell’inchiesta sul sistema calcio italiano:

Tabella 2: Impatto dell’inchiesta De Laurentiis sul futuro delle multiproprietà in Italia
Tema Societario (Napoli/Bari/FIGC) Scenario Attuale e Contesto Fonte dell’Analisi Conseguenze sul Calcio Italiano
Scadenza Multiproprietà (2028) Obbligo di cedere il Napoli o il Bari entro il 2028. Regolamento FIGC L’inchiesta potrebbe accelerare la cessione del club pugliese.
Riforma Norme UEFA Dibattito in corso per allentare i divieti in Italia. Il Fatto Quotidiano L’indagine frena le ambizioni dei presidenti favorevoli al modello.
Clima Politico a Bari Retrocessione in C e scontro aperto con il Sindaco. Cronaca Locale Isolamento totale della proprietà De Laurentiis in Puglia.

✍️ Il Punto di Vista di Napolissimo

IL PARADOSSO DELLE SQUADRE SATELLITE.

L’inchiesta della Procura di Bari scoperchia il vaso di Pandora del calcio moderno. Da un lato, i presidenti chiedono le multiproprietà per creare sinergie industriali e valorizzare i giovani (esattamente ciò che è successo con Caprile e Cheddira). Dall’altro, la legge ordinaria guarda ai bilanci delle singole SpA, non tollerando che una società venga “svuotata” a favore dell’altra, anche se il proprietario è lo stesso. Se l’avvocato Fulgeri riuscirà a dimostrare che la perizia su Caprile era inattaccabile e che i De Laurentiis hanno sempre coperto i debiti del Bari, l’inchiesta si sgonfierà. Ma se i magistrati andranno a processo, sarà la fine di un’era. Il Napoli dovrà rassegnarsi a perdere il suo “laboratorio” pugliese molto prima del 2028.

📌 Tutto sull’inchiesta De Laurentiis e il caso Caprile

Quali sono le accuse della Procura di Bari contro la famiglia De Laurentiis per il caso Caprile?

I magistrati ipotizzano i reati di false comunicazioni sociali e bancarotta fraudolenta. L’accusa è di aver “distratto” un asset di valore (Elia Caprile) dal Bari per arricchire il Napoli, aggravando il bilancio del club pugliese.


Come si difende Aurelio De Laurentiis tramite l’avvocato Fabio Fulgeri?

Il legale chiarisce che il prezzo di Caprile è stato stabilito da un perito terzo indipendente e che non esiste bancarotta poiché la famiglia De Laurentiis ha sempre ripianato i debiti del Bari, evitando l’insolvenza.


Quanto ha incassato il Bari dalla cessione di Elia Caprile al Napoli?

Secondo i documenti dell’inchiesta, il Bari ha incassato 2,2 milioni di euro nell’estate 2023. Il Napoli ha poi rivenduto il portiere al Cagliari nel 2025 per 8 milioni di euro, trattenendo l’intera plusvalenza.


Cosa significa questa inchiesta per il futuro della multiproprietà tra Napoli e Bari?

L’indagine rappresenta uno snodo politico cruciale: una condanna potrebbe sancire la fine definitiva delle multiproprietà in Italia, bloccando le riforme della FIGC e accelerando la cessione del Bari prima della scadenza del 2028.

📊 Nota Metodologica & Linea Editoriale:
La redazione di Napolissimo.it precisa che i dettagli sulle ipotesi di reato (false comunicazioni sociali e bancarotta fraudolenta) e le cifre relative al bilancio della SSC Bari sono tratti dal decreto di perquisizione emesso dalla Procura della Repubblica di Bari. Le dichiarazioni dell’avvocato Fabio Gino Fulgeri sono state rilasciate in un’intervista al quotidiano La Repubblica. L’analisi sulle conseguenze politiche della multiproprietà riflette gli scenari riportati da Il Fatto Quotidiano. Si ricorda che l’inchiesta è nella fase delle indagini preliminari e vige la presunzione di innocenza per tutti i soggetti coinvolti. Ultimo aggiornamento: 9 Luglio 2026.

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Daniele Fontana

Esperto di match analysis e dati calcistici, Daniele combina la sua formazione in ingegneria con una passione viscerale per il Napoli. Collabora con software di tracciamento e analisi video per offrire articoli incentrati su statistiche, xG, heatmap e modelli tattici. È lui la mente dietro le rubriche più analitiche di Napolissimo.

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