
DOSSIER CONTI: LA VERITÀ. L’ultimo report di Calcio e Finanza ha attribuito al Napoli un debito lordo di 299,7 milioni di euro, un dato che necessita di una profonda contestualizzazione per non risultare fuorviante. L’inchiesta di Napolissimo.it svela che il club azzurro gode di una salute finanziaria opposta a quella delle rivali. Il dato cruciale è la Posizione Finanziaria Netta: grazie a una liquidità record di 174,4 milioni in cassa, il Napoli vanta un surplus positivo di +137 milioni. Al contrario, l’Inter sprofonda con un indebitamento netto negativo di -248 milioni e un patrimonio netto in rosso (-99 milioni), una condizione di insolvenza tecnica tamponata solo da leggi statali. Anche la Juventus (-248 milioni netti) vive grazie alle ricapitalizzazioni della proprietà. Il Napoli è l’unico top club strutturalmente sano.
Dati chiave
- Debito Lordo Napoli: 299,7 milioni € (Tecnico)
- Liquidità Immediata Napoli: 174,4 milioni € (Record)
- Posizione Finanziaria Netta Napoli: +137 milioni € (Surplus)
- Posizione Finanziaria Netta Inter: -248,4 milioni € (Deficit)
- Patrimonio Netto Inter: -99,7 milioni € (Tecnicamente insolvente)
- Debito Lordo Juventus: 740+ milioni € (Record negativo)
- Debito Bancario Reale Napoli: 37 milioni € (Prestito SACE)

Qual è la reale situazione patrimoniale del Napoli rispetto a Inter e Juventus e cosa significano i 300 milioni di debiti?
Nel calcio contemporaneo, dove i trofei si alzano sul campo ma la sopravvivenza si decide nelle stanze dei bottoni, la narrazione mediatica gioca spesso brutti scherzi. Nelle ultime ore, la pubblicazione dei dati aggregati sull’indebitamento della Serie A ha generato un’ondata di panico ingiustificato tra i tifosi del Napoli e, parallelamente, una falsa sensazione di “mal comune mezzo gaudio” tra le tifoserie avversarie. Leggere che il Napoli ha quasi 300 milioni di euro di debiti lordi è un titolo forte, d’impatto, ma che nasconde una realtà finanziaria diametralmente opposta a quella che suggerisce.
Per capire davvero lo stato di salute del club azzurro e confrontarlo con i giganti come Inter e Juventus, non basta leggere la prima riga del bilancio. Bisogna immergersi in un’analisi strutturale profonda. Quello che emerge da questa inchiesta è il ritratto di un’anomalia virtuosa: il Napoli di Aurelio De Laurentiis non solo non è in crisi, ma è oggi l’unica vera superpotenza economica del calcio italiano, capace di guardare tutti dall’alto in basso non per i punti in classifica, ma per la solidità della cassaforte.
L’equivoco del Debito Lordo: perché i 299 milioni non fanno paura
Il primo mito da sfatare è quello del “Debito Lordo” come indicatore di crisi. La cifra di 299,7 milioni di euro riportata nei documenti ufficiali rappresenta la somma totale di tutte le passività del club. Tuttavia, in economia, il debito non è necessariamente un male, a patto che sia sostenibile e finalizzato alla crescita. Analizzando la composizione di questo passivo, scopriamo che la fetta più grande (circa 173 milioni) è costituita dai debiti verso altri club per l’acquisto di calciatori. In un mercato che si muove quasi esclusivamente attraverso pagamenti rateali pluriennali, avere debiti per acquisti è fisiologico: è il costo degli investimenti tecnici (come i colpi Buongiorno, Lukaku o McTominay).
Ciò che è fondamentale notare è che questi debiti commerciali sono bilanciati dai crediti che il Napoli vanta verso altre società per le proprie cessioni (circa 109 milioni). Il saldo reale di questa voce è quindi assolutamente gestibile. Ma il dato che dovrebbe tranquillizzare ogni tifoso partenopeo è l’esposizione bancaria: i debiti verso le banche ammontano a soli 37 milioni di euro. Si tratta quasi esclusivamente del residuo di un finanziamento SACE garantito dallo Stato, acceso durante l’emergenza Covid a tassi agevolati e con scadenza nel 2027. Non ci sono mutui soffocanti, non ci sono linee di credito scoperte che tengono in ostaggio la società.
Il Tesoro di Castel Volturno: 174 milioni di liquidità immediata
Se il debito lordo è il fumo, la liquidità è l’arrosto. Ed è qui che il Napoli umilia, finanziariamente parlando, la concorrenza. Al 30 giugno 2025, il club azzurro aveva in cassa la cifra monstre di 174,4 milioni di euro cash. Per comprendere la portata di questo dato, basti pensare che la maggior parte dei club di Serie A fatica a pagare gli stipendi trimestrali senza ricorrere all’anticipo dei diritti TV (il cosiddetto factoring). Il Napoli, invece, ha una disponibilità liquida che gli permetterebbe di coprire quasi due anni di monte ingaggi senza incassare un solo euro in più.
Questo ci porta al parametro finanziario più importante di tutti: la Posizione Finanziaria Netta (PFN). Sottraendo i debiti finanziari dalla liquidità disponibile, il Napoli registra un surplus positivo di +137 milioni di euro. In parole povere: se domani mattina De Laurentiis decidesse di azzerare ogni debito con le banche e i fornitori finanziari, gli resterebbero in tasca 137 milioni da investire. Nessun altro top club in Italia ha il segno “più” davanti a questa voce. Il Napoli è una banca solida in un sistema che vive di “pagherò”.
Inter e Juventus: il baratro del Patrimonio Netto Negativo
Il confronto con le storiche rivali del Nord è impietoso e svela le fragilità strutturali del sistema calcio italiano. Prendiamo l’Inter campione d’Italia. I nerazzurri hanno un debito lordo di 680 milioni, ma il vero dramma è strutturale. L’Inter ha un Patrimonio Netto Negativo di -99,7 milioni. In termini aziendali puri, una società con patrimonio netto negativo è tecnicamente insolvente: i suoi debiti superano il valore complessivo dei suoi asset (giocatori, marchio, immobili, crediti). In un qualsiasi altro settore industriale, l’Inter avrebbe dovuto portare i libri in tribunale.
Il club nerazzurro sopravvive solo grazie a una deroga governativa (il Decreto Liquidità post-Covid) che permette di “spalmare” le perdite e rimandare la ricapitalizzazione obbligatoria fino al 2027. Inoltre, l’Inter è gravata da un bond da 350 milioni (scadenza 2030) che costa alle casse del club circa 40 milioni l’anno di soli interessi passivi. Sono soldi bruciati, sottratti al mercato e allo sviluppo, che finiscono nelle tasche dei fondi d’investimento.
La situazione della Juventus non è meno critica. Con il record assoluto di debiti lordi (oltre 740 milioni) e una posizione finanziaria netta negativa di -248 milioni (identica a quella dell’Inter), il club bianconero è una macchina che brucia cassa a ritmi insostenibili. La differenza sostanziale è che alle spalle della Juve c’è Exor (la holding della famiglia Agnelli-Elkann) che negli ultimi anni ha iniettato quasi un miliardo di euro per coprire i buchi. Il Napoli, invece, si autofinanzia dal 2004. De Laurentiis non ha mai dovuto mettere mano al portafoglio personale per “salvare” il club: è il club che genera ricchezza per sé stesso.
Scenari Futuri: perché il modello Napoli è destinato a dominare
Guardando al futuro, questa disparità di bilancio avrà effetti devastanti sulle strategie di mercato. Le nuove regole del Fair Play Finanziario UEFA (il cosiddetto Squad Cost Ratio) penalizzeranno severamente chi ha alti costi di gestione del debito. Inter e Roma (che ha debiti pari al 226% del fatturato!) saranno costrette a un’eterna rincorsa: dovranno vendere i loro pezzi pregiati ogni estate entro il 30 giugno per generare plusvalenze vitali e pagare gli interessi sul debito. Basterà mancare la qualificazione alla Champions League per un solo anno per innescare una crisi di liquidità potenzialmente letale.
Il Napoli, forte del suo tesoretto e della sua struttura snella, potrà agire da predatore. Con 137 milioni di surplus e zero costi finanziari parassiti, De Laurentiis ha una libertà di manovra totale. Potrà permettersi di rifiutare offerte mostruose per i suoi campioni (come già fatto per Kvaratskhelia o Osimhen in passato) o di investire cash su nuovi talenti senza dover prima vendere. Inoltre, è l’unico club che avrebbe la forza economica per affrontare in autonomia la costruzione di un nuovo stadio o di un centro sportivo all’avanguardia. In un calcio che sta scoppiando sotto il peso dei debiti, chi ha i soldi in cassa detta le regole. E oggi, in Italia, il banco lo tiene saldamente il Napoli.
| Indicatore Chiave | Napoli | Inter | Juventus |
|---|---|---|---|
| Debito Lordo | 299,7 Mln € | 680 Mln € | 740 Mln € |
| Liquidità (Cash) | 174,4 Mln € | Minima | Minima |
| Posizione Finanziaria Netta* | +137 Mln € (Verde) | -248 Mln € (Rosso) | -248 Mln € (Rosso) |
| Patrimonio Netto | +190,2 Mln € | -99,7 Mln € (Negativo) | Positivo |
*Posizione Finanziaria Netta = Liquidità disponibile meno Debiti Finanziari. Se positivo, il club è ricco. Se negativo, vive a credito.
📌 Capire i conti del Napoli: Guida Rapida
Qual è la differenza tra debito lordo e debito netto?
Il debito lordo è la somma di tutto ciò che devi pagare (rate, mutui, tasse). Il debito netto sottrae da questa somma i soldi che hai già in banca. Il Napoli ha debiti lordi, ma ha così tanti soldi in cassa (174 milioni) che il suo netto è positivo (+137 milioni). È come avere un debito di 10 euro ma averne 20 nel portafoglio.
Perché l’Inter ha un patrimonio netto negativo?
Significa che i suoi debiti superano il valore totale dei suoi beni. In un’economia normale, sarebbe fallita. Nel calcio, l’Inter utilizza deroghe statali (Decreto Liquidità) per non ricapitalizzare subito le perdite, ma dovrà farlo entro il 2027 o rischia sanzioni gravissime.
Il Napoli rischia sanzioni UEFA per i 300 milioni di debiti?
Assolutamente no. Il Fair Play Finanziario guarda la capacità di ripagare i debiti e la sostenibilità tra costi e ricavi. Il Napoli è il club più virtuoso d’Italia sotto questo aspetto, perché non spende mai più di quanto incassa e ha zero debiti finanziari strutturali (bond).
Come fa la Juventus a spendere con 740 milioni di debiti?
La Juventus si affida alle continue iniezioni di capitale della proprietà (Exor/Agnelli) e a complessi meccanismi finanziari. Tuttavia, il peso del debito la costringe a vendere spesso i suoi giovani migliori o a fare plusvalenze per non soffocare sotto gli interessi passivi.
Nota Metodologica e Fonti:
Questa analisi è stata elaborata dalla redazione di Napolissimo.it basandosi esclusivamente su dati pubblici ufficiali (Bilanci depositati al 30 giugno 2025, Report FIGC/UEFA) e sulle rielaborazioni di testate specializzate come Calcio e Finanza e Gazzetta dello Sport. I termini “insolvenza tecnica” o “patrimonio netto negativo” sono utilizzati nella loro accezione economico-finanziaria e fanno riferimento ai parametri contabili standard, al netto delle deroghe governative (es. Decreto Liquidità) di cui i club usufruiscono legalmente.
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