
IL PARADOSSO CONTE. L’eliminazione del Napoli dalla Champions League (chiusa al 30° posto) conferma il difficile rapporto tra Antonio Conte e l’Europa. Il tecnico, capace di vincere lo Scudetto al primo colpo con tre club diversi, ha superato i gironi solo 3 volte su 6 tentativi in carriera. L’analisi del flop azzurro evidenzia tre cause principali: l’incapacità delle sue squadre di reggere il doppio impegno ad alta intensità, un’emergenza infortuni “inspiegabile” (13 assenti col Chelsea) e soprattutto un mercato da 150 milioni di euro che ha deluso (casi Beukema, Lucca e Lang). Il confronto è impietoso: il Qarabag, con una rosa da 28 milioni, va ai playoff; il Napoli è a casa.

Perché le squadre di Conte faticano in Champions League e com’è andato il Napoli?
C’è un confine netto che separa la carriera di Antonio Conte in due tronconi distinti, quasi inconciliabili. Da una parte c’è il “Re Mida” dei campionati nazionali, l’uomo capace di prendere Juventus, Chelsea e Inter (e Napoli) dalle ceneri e portarle al titolo al primo tentativo. Dall’altra c’è l’allenatore che in Europa si smarrisce, che fatica a imporre la sua legge quando il livello si alza e i tempi di recupero si accorciano. L’eliminazione del Napoli dalla Champions League, sancita dalla sconfitta interna contro il Chelsea e dal 30° posto finale nella classifica unica, non è un fulmine a ciel sereno, ma l’ennesima conferma di una statistica che inizia a diventare una sentenza.
I numeri sono freddi ma inappellabili: su sei partecipazioni alla Champions League, Conte è uscito alla fase a gironi (o fase campionato) per ben tre volte. Solo in un’occasione, tredici anni fa con la Juventus, è riuscito a spingersi fino ai quarti di finale. Per il resto, il suo cammino si è sempre fermato agli ottavi o prima. Ma perché il “Lionel Messi degli allenatori” (definizione di Bastoni) non riesce a replicare il suo dominio in campo internazionale? Analizziamo le cause profonde di questo fallimento azzurro, che va oltre la sfortuna della singola partita.
Perché le squadre di Conte soffrono in Champions? Il limite dell’intensità
La prima risposta va cercata nel DNA stesso del calcio di Conte. Le sue squadre sono programmate per andare “a 200 all’ora”. Il tecnico richiede un’applicazione fisica e mentale totalizzante: pressing asfissiante, movimenti codificati ripetuti alla nausea, aggressività su ogni pallone. Questo sistema funziona a meraviglia quando si ha una settimana intera per preparare la partita, studiare l’avversario e recuperare le energie. Non è un caso che i suoi capolavori (Juve 2011/12, Chelsea 2016/17, Inter 2020/21, Napoli attuale in campionato) siano arrivati in stagioni senza coppe o con uscite premature dall’Europa.
In Champions League, dove si gioca ogni tre giorni contro avversari tecnicamente eccelsi che non ti permettono di rifiatare, il “metodo Conte” mostra la corda. La stanchezza si accumula più velocemente che altrove. Contro il Chelsea, giocatori cardine come McTominay o Di Lorenzo sono apparsi in riserva di ossigeno nel finale, incapaci di mantenere quell’intensità che è il marchio di fabbrica del tecnico. Senza la benzina super, la macchina perfetta di Conte si ingolfa.
Quanto ha speso il Napoli sul mercato? L’analisi dei 150 milioni
Se in passato Conte ha spesso utilizzato l’alibi degli scarsi investimenti (la celebre frase del “ristorante da 100 euro”), questa volta la scusa regge poco. L’eliminazione del Napoli è anche un fallimento economico e gestionale. Il presidente Aurelio De Laurentiis, per accontentare il tecnico e puntare al bis Scudetto, ha investito in estate una cifra monstre: oltre 150 milioni di euro tra acquisti e obblighi di riscatto.
Il problema è la resa di questi investimenti. Il caso più eclatante è quello di Sam Beukema: pagato 31 milioni dal Bologna per blindare la difesa, è finito spesso in panchina, bocciato nelle gerarchie. Altri investimenti onerosi come Lucca e Lang non si sono integrati e sono stati spediti in prestito per non svalutare il capitale. Ritrovarsi fuori dall’Europa a gennaio con una spesa del genere è un dato allarmante, soprattutto se confrontato con le altre realtà.
Il confronto impietoso: Qarabag ai playoff, Napoli a casa
A rendere ancora più amara la pillola è il confronto con le “piccole” d’Europa. Mentre il Napoli delle stelle e dei milioni saluta la compagnia, squadre con budget infinitamente inferiori festeggiano. Il Qarabag, la cui intera rosa ha un valore di mercato stimato intorno ai 28 milioni di euro (meno del solo costo di Beukema), ha centrato la qualificazione ai playoff. Lo stesso hanno fatto club come Bodo/Glimt, Bruges e l’Olympiacos.
Persino il Benfica di José Mourinho, partito malissimo e dato per “bollito”, è riuscito a raddrizzare la barca all’ultima giornata. Conte, invece, non ce l’ha fatta. E proprio Mourinho non ha perso occasione per pungere: “Dire che gli altri sono più freschi è una scusa. Anch’io ho assenze, ma non mi lamento”. Una stoccata che fa male, perché colpisce nel vivo dell’orgoglio di un allenatore che ora, senza l’Europa, ha l’obbligo morale di difendere almeno il quarto posto in campionato dagli assalti di Juventus e Como.
| Stagione | Squadra | Risultato |
|---|---|---|
| 2012-13 | Juventus | Quarti di Finale |
| 2013-14 | Juventus | Fase a Gironi (Eliminato) |
| 2017-18 | Chelsea | Ottavi di Finale |
| 2020-21 | Inter | Fase a Gironi (4° posto) |
| 2022-23 | Tottenham | Ottavi di Finale |
| 2025-26 | Napoli | Fase Campionato (30° posto) |
📈 Dati chiave: Il flop europeo del Napoli
- Posizione finale Champions: 30° posto (su 36)
- Investimenti mercato estivo: Oltre 150 milioni €
- Costo Beukema (panchinaro): 31 milioni €
- Valore rosa Qarabag (qualificato): 28 milioni €
- Assenti contro il Chelsea: 13 giocatori
- Vittorie Conte in Champions: 17 su 50 partite (34%)
- Distacco dall’Inter in Serie A: 9 punti
📌 Tutto sull’eliminazione del Napoli e Conte in Champions
Quante volte Conte è uscito ai gironi di Champions?
È successo tre volte su sei partecipazioni totali: con la Juventus nel 2013-14 (Galatasaray), con l’Inter nel 2020-21 (ultimo posto nel girone) e ora con il Napoli nel 2025-26 (30° posto nella fase campionato).
Quanto ha speso il Napoli sul mercato estivo?
Il presidente De Laurentiis ha investito oltre 150 milioni di euro (compresi obblighi di riscatto). Tra gli acquisti più costosi figura Beukema (31 mln), che però non ha trovato spazio da titolare fisso.
Perché le squadre di Conte faticano in Europa?
Il motivo principale è l’intensità fisica richiesta dal suo gioco (“200 km/h”). Le sue squadre performano al meglio con una settimana di riposo, mentre faticano a reggere il doppio impegno ravvicinato contro avversari di alto livello tecnico.
Cosa ha detto Conte dopo l’eliminazione col Chelsea?
Il tecnico ha rifiutato la parola “disastro”, ricordando i successi in campionato e Supercoppa. Ha sottolineato l’emergenza infortuni (13 assenti) come causa principale e ha elogiato la squadra per aver tenuto testa al Chelsea.
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