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Conte, l’addio alla Champions è un urlo: “Vittoria bugiarda! Con 13 assenti abbiamo dominato”

L'amarezza per il risultato non cancella l'orgoglio di un condottiero: Conte difende i suoi uomini e individua nel pareggio in Danimarca il vero peccato originale dell'eliminazione.

ORGOGLIO E RIMPIANTI. Al termine di Napoli-Chelsea (2-3), che sancisce l’eliminazione degli azzurri dalla Champions League, Antonio Conte ha analizzato la gara con lucidità e amarezza ai microfoni di Sky Sport. Il tecnico ha definito il risultato “bugiardo”, sottolineando come il Napoli, nonostante 13 assenti, abbia giocato alla pari se non meglio dei Campioni del Mondo per Club. La differenza l’ha fatta il cinismo e la qualità di Joao Pedro. Il vero rimpianto di Conte, però, non è la serata del Maradona, ma il pareggio di Copenaghen, che ha costretto gli azzurri a giocarsi tutto contro una corazzata.

Cosa ha detto Conte dopo l’eliminazione del Napoli contro il Chelsea?

C’è un modo di perdere che vale quanto una vittoria, almeno sul piano morale. Il Napoli saluta la Champions League tra gli applausi del Maradona e con le parole fiere del suo condottiero, Antonio Conte. Nonostante il 2-3 finale contro il Chelsea e l’eliminazione prematura (30° posto in classifica), il tecnico salentino si è presentato ai microfoni nel post-partita non per cercare scuse, ma per rivendicare l’identità della sua squadra. Una squadra che, falcidiata da un’emergenza infortuni senza precedenti, ha guardato negli occhi una delle rose più costose del pianeta senza abbassare lo sguardo.

L’analisi di Conte parte da un concetto forte, quasi provocatorio: la “vittoria bugiarda”. Secondo l’allenatore, il risultato del campo non rispecchia quanto visto nei 90 minuti. Il Napoli ha rimontato, ha creato, ha spinto, ma è stato punito oltre i propri demeriti dalla qualità individuale degli avversari. “Abbiamo onorato l’impegno facendo una partita da Champions”, ha tuonato Conte, sottolineando come i suoi ragazzi abbiano giocato “se non alla pari, anche meglio del Chelsea” in molti frangenti della gara.

Perché il Napoli è stato eliminato: il rimpianto Copenaghen e il fattore Joao Pedro

Se la prestazione contro il Chelsea è stata eroica, dove ha sbagliato il Napoli? Conte non ha dubbi e punta il dito contro il passato recente. Il vero peccato mortale di questa campagna europea non è la sconfitta contro i Blues, ma il pareggio maturato in Danimarca. “Il rammarico è a Copenaghen. Non puoi pareggiare in quel modo”, ha ammesso candidamente il tecnico. Quei due punti persi hanno costretto il Napoli a un’impresa disperata all’ultima giornata contro un top club mondiale, trasformando una partita difficile in una finale senza appello.

Sul campo, invece, la differenza ha un nome e un cognome: Joao Pedro. Conte ha reso l’onore delle armi all’attaccante del Chelsea, definendolo un giocatore di “livello altissimo” capace di spaccare la partita con la sua qualità nell’ultimo terzo di campo. È lì, nella zona nevralgica dove si decidono i match, che il Chelsea è stato più cinico. “Loro non hanno avuto molte occasioni, ma quando arrivano lì fanno male”, ha spiegato Conte, evidenziando il gap di concretezza tra le due formazioni.

La filosofia di Conte: “Uomo su uomo anche con 13 assenti”

L’aspetto più interessante dell’intervista riguarda l’analisi tattica e la mentalità. Nonostante l’assenza di ben 13 giocatori (tra infortuni e lista UEFA), Conte non ha snaturato il suo Napoli. Niente barricate, niente “pullman davanti alla porta”. La squadra ha accettato i duelli a tutto campo, giocando uomo su uomo e lasciando spesso 50 metri di campo alle spalle della difesa. Un rischio calcolato che fa parte del DNA vincente che l’allenatore ha trasmesso al gruppo.

“Grazie a questa mentalità abbiamo vinto uno Scudetto e la Supercoppa”, ha ricordato Conte, difendendo la scelta di giocare a viso aperto anche in Europa. Il tecnico ha poi lanciato una stoccata al tatticismo esasperato del calcio italiano, contrapponendolo ai ritmi europei a cui il Napoli ha dimostrato di sapersi adeguare. “Mi sarebbe piaciuto continuare a confrontarmi con squadre di questo livello”, ha concluso con un velo di tristezza, consapevole che questa squadra, al completo, avrebbe potuto dire la sua anche nella fase a eliminazione diretta.

LE FRASI CHIAVE DI CONTE

Tema Dichiarazione Chiave
Sul Risultato “La vittoria del Chelsea è bugiarda, ma la dobbiamo accettare. Meritavamo i playoff.”
Sull’Eliminazione “Il vero rammarico è Copenaghen. Non puoi pareggiare lì e poi doverti giocare tutto col Chelsea.”
Sugli Avversari “Joao Pedro ha fatto la differenza, è un giocatore di livello altissimo. Loro più cinici.”
Sulla Mentalità “Non esiste mettere il pullman davanti alla porta. Abbiamo giocato uomo su uomo con 13 assenti.”

📈 Dati chiave post-partita

  • Definizione risultato (Conte): “Vittoria bugiarda”
  • Numero assenti Napoli: 13 giocatori
  • Giocatore decisivo Chelsea: Joao Pedro
  • Partita del rimpianto: Copenaghen-Napoli (1-1)
  • Stile di gioco adottato: Uomo su uomo a tutto campo
  • Verdetto finale: Eliminazione dalla Champions League

📌 Tutto sulle parole di Conte dopo Napoli-Chelsea

Perché Conte ha definito la vittoria del Chelsea “bugiarda”?

Il tecnico ritiene che il risultato non rispecchi l’andamento della gara. Secondo Conte, il Napoli ha giocato alla pari se non meglio degli inglesi, creando presupposti pericolosi (cross) ma pagando dazio per il minor cinismo sotto porta.

Qual è il più grande rimpianto del Napoli in Champions?

Conte ha indicato chiaramente il pareggio contro il Copenaghen nel turno precedente. Quei punti persi hanno costretto il Napoli a dover battere obbligatoriamente il Chelsea, un’impresa resa impossibile dalle assenze.

Cosa ha detto Conte sulla tattica usata?

Ha difeso la scelta di giocare “uomo su uomo” a viso aperto, accettando i duelli con 50 metri di campo alle spalle. Ha ribadito che questa mentalità aggressiva è la stessa che ha portato allo Scudetto e alla Supercoppa.

Chi ha fatto la differenza secondo Conte?

L’allenatore ha elogiato Joao Pedro, definendolo un giocatore di livello altissimo capace di decidere la partita con le sue giocate individuali e il suo cinismo.

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Ludovica De Santis

Classe 1998, è la più giovane della redazione. Cura le tendenze social legate al Napoli e alla Serie A, intercettando umori, meme, tormentoni e dinamiche virali. Con lei, Napolissimo parla anche su TikTok, Instagram e nelle community Telegram. Il calcio è racconto, ma anche immagine. Ludovica lo sa bene.

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