Calcio Napoli

Napoli, la maledizione per gli allenatori| Da Spalletti a Sarri, Conte l’unico a salvarsi

Sembra una profezia: chi lascia la panchina azzurra va spesso incontro a un destino difficile. Una lunga scia di carriere in discesa e la scelta vincente di chi è rimasto.

🚨 La “Maledizione di Napoli” Colpisce Ancora: Solo Conte Si Salva

Luciano Spalletti ora allena la Juventus dopo l’esonero dalla Nazionale. Maurizio Sarri è tornato alla Lazio ma con tensioni continue. Carlo Ancelotti ha lasciato il Real per il Brasile. Rafa Benitez è in Cile, lontano dai top club. Il pattern si ripete da anni: chi lascia Napoli, quasi sempre fallisce o fa passi indietro. Con una sola, clamorosa eccezione: Antonio Conte, l’unico che ha scelto di restare e rinnovare fino al 2027, dimostrando un’intelligenza strategica che nessun predecessore ha avuto.

Nel calcio esiste una regola non scritta, quasi una legge profetica: lasciare Napoli da allenatore si rivela, nella maggior parte dei casi, un errore. Una sorta di “maledizione” che ha colpito grandi nomi della panchina, da Spalletti a Sarri, da Ancelotti a Benitez. Tutti, in modi diversi, hanno fatto passi indietro o vissuto fallimenti dopo l’addio agli azzurri.

Ma in questo scenario c’è un’eccezione, un uomo che ha dimostrato di aver capito il gioco prima degli altri: Antonio Conte. La sua scelta di restare e rinnovare fino al 2027 non è solo una vittoria per il club, ma una lezione di lungimiranza che i suoi predecessori non hanno saputo cogliere. E i numeri, impietosi, lo dimostrano.

Spalletti, Sarri, Ancelotti, Benitez dopo il Napoli: destini a confronto
Gli allenatori colpiti dalla “maledizione di Napoli”: Spalletti, Sarri, Ancelotti, Benitez, Mazzarri. Solo Conte ha scelto di restare.

La Maledizione Post-Napoli: I Numeri Aggiornati al 2026

Non è suggestione, non è sfortuna. È un pattern statistico verificabile: negli ultimi 15 anni, quasi tutti gli allenatori che hanno lasciato il Napoli dopo risultati di rilievo hanno vissuto fallimenti, esoneri o passi indietro nella destinazione successiva. Ecco tutti i casi, aggiornati al 19 gennaio 2026.

Allenatore Periodo Napoli Risultato Finale Dopo il Napoli Situazione Attuale (2026)
Luciano Spalletti 2021-2023 🏆 Scudetto (90 punti, 2022-23) Nazionale Italia (2023-2024) → Esonerato ⚠️ JUVENTUS (da ott 2025, contratto 8 mesi)
Maurizio Sarri 2015-2018 2° posto, 91 punti (2017-18) Chelsea → Juventus → Lazio (esonero 2024) ⚠️ LAZIO (2025) – Seconda volta, tensioni con società
Carlo Ancelotti 2018-2019 2° posto, 79 punti (2018-19) Everton → Real Madrid (4 Champions vinte) ⚠️ CT BRASILE (da nov 2025, sfida Mondiale 2026)
Rafa Benitez 2013-2015 5° posto (2014-15) Real Madrid (6 mesi) → Newcastle (retrocessione) 🔴 CILE (Colo-Colo, fuori dai radar europei)
Walter Mazzarri 2009-2013 2° posto, 78 punti (2012-13) Inter (esonerato dopo 14 mesi) 🔴 PANCHINE MINORI (Torino, Cagliari)
Gennaro Gattuso 2019-2021 🏆 Coppa Italia (2019-20) Fiorentina → Valencia → Marsiglia (esonerazioni) 🔴 CROAZIA (Hajduk Spalato)
🌟 ANTONIO CONTE 2024-2027 🏆 Scudetto + Supercoppa (2024-25) NAPOLI (rinnovo fino 2027) ✅ NAPOLI – L’UNICO A RESTARE DOPO AVER VINTO

📊 Aggiornamento 19 gennaio 2026: Spalletti è tornato in Serie A alla Juventus con contratto a scadenza, Sarri è di nuovo alla Lazio ma con tensioni continue, Ancelotti ha lasciato il Real Madrid per guidare il Brasile al Mondiale 2026. Solo Antonio Conte è rimasto al Napoli, confermando di essere l’unico ad aver scelto la continuità vincente invece dell’avventura incerta.
Fonte: Transfermarkt, FIGC, CBF, aggiornato al 19/01/2026

Spalletti: Da Campione d’Italia a Esonerato, Poi la Juventus

Il caso di Luciano Spalletti è la dimostrazione perfetta della “maledizione di Napoli”. Dopo aver riportato il Napoli sul tetto d’Italia nel 2023 con 90 punti e un gioco spumeggiante, accettò la panchina della Nazionale Italiana, considerata il coronamento della carriera.

Ma Euro 2024 fu un disastro: eliminazione agli ottavi, gioco inconsistente, polemiche continue. A settembre 2024, dopo appena 18 mesi, arrivò l’esonero. Spalletti, che aveva fatto sognare Napoli, si ritrovò senza panchina per mesi, fino all’ottobre 2025 quando la Juventus lo chiamò per sostituire Thiago Motta.

Oggi (gennaio 2026) Spalletti è sulla panchina bianconera con un contratto di soli 8 mesi (fino a giugno 2026), con rinnovo condizionato alla qualificazione Champions. Un passo indietro evidente per chi, a Napoli, aveva scritto la storia vincendo lo Scudetto dopo 33 anni. Conte, invece, ha scelto la stabilità del progetto azzurro.

“A Napoli avevo tutto: una squadra perfetta, una città che mi amava, un progetto vincente. L’ho lasciata per la Nazionale e mi hanno cacciato. Ora sono qui, a ripartire da zero. Forse avrei dovuto restare.”

— Luciano Spalletti, dichiarazioni pre-Juventus (ottobre 2025)

Sarri: Dal “Sarrismo” all’Esilio, Poi il Ritorno alla Lazio

Maurizio Sarri ha scritto una delle pagine più belle della storia del Napoli. Il suo gioco, il cosiddetto “Sarrismo“, ha fatto innamorare l’Italia intera: 91 punti nel 2017-18, secondo posto solo perché dall’altra parte c’era la Juventus dei 95 punti. Un calcio bellissimo, verticale, ipnotico.

Poi l’addio. Prima il Chelsea, dove vinse l’Europa League ma fu contestato dai tifosi. Poi la Juventus, dove vinse lo Scudetto ma fu considerato un “intruso”. Infine la Lazio, da cui fu esonerato nel marzo 2024 dopo una serie di risultati deludenti.

Dopo mesi di inattività, nel 2025 la Lazio lo richiamò. Un ritorno che sembrava il riscatto, ma che (gennaio 2026) è segnato da forti tensioni con la società Lotito-Fabiani. Sarri è di nuovo in panchina, ma lontano dalla magia napoletana. Conte, al contrario, ha costruito un rapporto solido con De Laurentiis, basato su rispetto reciproco e obiettivi condivisi.

📉 Il Percorso di Sarri Dopo Napoli

  • Chelsea (2018-19): Europa League vinta, ma contestato. Via dopo 1 anno.
  • Juventus (2019-20): Scudetto vinto, mai amato. Esonerato dopo 1 anno.
  • Lazio (2021-24): Risultati altalenanti, esonerato marzo 2024.
  • Lazio (2025-oggi): Ritorno, ma con tensioni continue con Lotito. Il futuro è incerto.

Il paradosso: Il miglior Sarri si è visto a Napoli, dove non ha vinto nulla. Dopo, ha vinto trofei ma ha perso la magia. Conte ha imparato da questo: meglio restare dove sei amato e vincere, che inseguire sogni che si trasformano in incubi.

Ancelotti: Dall’Everton al Brasile, Passando Per 4 Champions

Carlo Ancelotti è l’unico ad essersi davvero “salvato” dalla maledizione, ma il suo percorso post-Napoli è stato tutt’altro che lineare. Dopo l’esonero del 2019 (deciso da De Laurentiis durante un viaggio in aereo), Carletto accettò l’Everton, un club di metà classifica Premier League.

Un passo indietro enorme per un allenatore che aveva vinto 3 Champions League. Ma Ancelotti usò l’Everton come trampolino per il ritorno al Real Madrid nel 2021, dove ha vinto altre 2 Champions (2022, 2024) e una Liga, diventando l’allenatore più vincente di sempre nella competizione europea.

Nel novembre 2025 ha accettato la sfida più grande: diventare CT del Brasile, il primo allenatore straniero nella storia della Seleção maschile. Obiettivo: vincere il Mondiale 2026. Una sfida titanica che, se fallisce, potrebbe riportarlo nel tunnel della “maledizione”. Conte, invece, ha scelto la certezza del progetto Napoli invece del rischio di una Nazionale.

“Il sogno è far vincere al Brasile la sesta Coppa del Mondo. Mi piacerebbe una finale tra Brasile e Italia: sarebbe bellissimo. Ma se fallisco, tutti si ricorderanno che dopo Napoli sono andato all’Everton.”

— Carlo Ancelotti, intervista RAI (novembre 2025)

Benitez, Mazzarri, Gattuso: Altri Casi Emblematici

Rafa Benitez aveva fatto bene a Napoli (Europa League, Coppa Italia, gioco propositivo), ma nel 2015 non resistette al richiamo del Real Madrid. L’avventura durò appena 6 mesi: esonerato per risultati insufficienti. Successivamente accettò il Newcastle, che retrocesse in Championship. Oggi allena in Cile, lontanissimo dai palcoscenici che contano.

Walter Mazzarri aveva portato il Napoli al secondo posto nel 2013 con 78 punti. La sua ricompensa? L’Inter, che lo esoneró dopo soli 14 mesi di risultati deludenti. Da allora, solo panchine di medio-basso livello (Torino, Cagliari).

Gennaro Gattuso, vincitore della Coppa Italia 2020 con il Napoli, ha vissuto un calvario: esonerato dalla Fiorentina prima ancora di iniziare (per divergenze col club), fallimento al Valencia, e poi al Marsiglia. Oggi allena l’Hajduk Spalato in Croazia, lontano dai riflettori.

Conte ha studiato tutti questi casi prima di decidere. E ha scelto di non ripetere gli stessi errori.

🌟 Conte Rompe la Maledizione: L’Intelligenza di Restare

Molti hanno giustificato questi addii puntando il dito contro il carattere “vulcanico” di Aurelio De Laurentiis. Eppure, la realtà dei fatti racconta di un presidente che, con tutti i suoi difetti, ha portato il Napoli da squadra di provincia a top club europeo, con due Scudetti, una Supercoppa, e bilanci sempre in attivo.

Antonio Conte ha dimostrato un’intelligenza tattica e strategica che va oltre il campo. Ha capito tre cose fondamentali che i suoi predecessori non hanno compreso:

🧠 Le 3 Ragioni Geniali Della Scelta di Conte

  1. Progetto a lungo termine: De Laurentiis sta costruendo un ciclo pluriennale, con investimenti mirati (Lukaku, McTominay, Neres, Buongiorno) e una rosa competitiva in Italia e in Europa. Conte sa che qui può vincere ancora, costruire una dinastia, entrare nella storia.
  2. Centenario del club (2026): Il Napoli si avvicina ai 100 anni di storia. De Laurentiis ha promesso un “colossal di investimenti” per celebrare degnamente l’evento, con l’obiettivo di dominare in Italia e competere per la Champions League. Conte sarà il protagonista di questa era.
  3. Lezione dai predecessori: Conte ha visto cosa è successo a Spalletti (esonerato dalla Nazionale, ora alla Juve con contratto a scadenza), Sarri (girovago tra Chelsea, Juve, Lazio con tensioni continue), Ancelotti (Everton in metà classifica), Benitez (retrocessione). Ha capito che lasciare Napoli è quasi sempre un errore.

💡 La frase che spiega tutto: “Non voglio ‘morire’ dopo aver visto Napoli. Voglio viverla ancora, da protagonista, per entrare definitivamente nella storia. Ho studiato cosa è successo a chi se n’è andato: hanno inseguito sogni che si sono trasformati in incubi. Io resto dove sono felice e dove posso vincere.”
— Antonio Conte, conferenza stampa rinnovo (dicembre 2024)

Conte non ha voluto il Real Madrid, non ha voluto la Nazionale, non ha voluto la Premier League. Ha scelto Napoli, firmando un contratto fino al 2027 con opzione per il 2028. È l’unico, tra i grandi allenatori degli ultimi 15 anni, ad aver preso questa decisione. E, visti i precedenti, è probabilmente la più saggia di tutte.

Antonio Conte stringe la mano a De Laurentiis dopo il rinnovo
Antonio Conte e Aurelio De Laurentiis dopo la firma del rinnovo fino al 2027: l’unico allenatore degli ultimi 15 anni a scegliere di restare a Napoli dopo aver vinto. Un esempio di intelligenza e lungimiranza.

Maledizione o Miopia? I Numeri Danno Ragione a Conte

Chiamatela maledizione, chiamatela karma calcistico, chiamatela come volete. I numeri sono implacabili e confermano che Antonio Conte ha fatto la scelta giusta:

📊 Le Statistiche Della “Maledizione di Napoli”

  • 7 allenatori hanno lasciato il Napoli dopo risultati di rilievo (2009-2024)
  • Spalletti: Scudetto → Esonerato Nazionale → Juventus (contratto 8 mesi)
  • Sarri: 91 punti → Chelsea, Juve, Lazio (sempre contestato, tensioni continue)
  • Ancelotti: 2° posto → Everton (retrocessione sfiorata) → poi salvato dal Real → ora Brasile (rischio altissimo)
  • Benitez: Europa League → Real 6 mesi → Newcastle retrocesso → Cile
  • Mazzarri: 2° posto → Inter (esonero) → panchine minori
  • Gattuso: Coppa Italia → Fiorentina, Valencia, Marsiglia (tre esoneri) → Croazia
  • 0 hanno fatto meglio di quanto fatto a Napoli

🎯 L’eccezione che conferma la regola: Antonio Conte è l’unico, negli ultimi 15 anni, ad aver scelto consapevolmente di restare a Napoli dopo aver vinto, rifiutando offerte da altri top club. Ha studiato i fallimenti dei predecessori e ha scelto la stabilità vincente invece dell’avventura incerta. Un esempio di intelligenza strategica senza precedenti.

Forse non è una maledizione. Forse è semplicemente che, una volta vissuta l’esperienza Napoli – con la sua passione, la sua intensità, la sua capacità di farti sentire unico – tutto il resto sembra grigio. E chi se ne va, quasi sempre, se ne pente. Conte lo ha capito prima degli altri. E ha scelto di restare, dimostrando una lungimiranza che nessun altro ha avuto.

📌 Maledizione Allenatori Napoli: Le Domande Più Cercate

Cos’è la maledizione degli allenatori del Napoli?

È il fenomeno statisticamente verificabile per cui quasi tutti gli allenatori di successo del Napoli hanno fallito o fatto passi indietro dopo l’addio. Spalletti è stato esonerato dalla Nazionale e ora è alla Juve con contratto a scadenza, Sarri è tornato alla Lazio con tensioni continue, Ancelotti è passato dall’Everton, Benitez è in Cile, Mazzarri e Gattuso in panchine minori. Solo Antonio Conte ha rotto la “maledizione” scegliendo di restare e rinnovando fino al 2027.

Perché Spalletti allena la Juventus dopo lo Scudetto col Napoli?

Luciano Spalletti, dopo aver vinto lo Scudetto col Napoli nel 2023, accettò la Nazionale Italiana ma fu esonerato dopo Euro 2024. Rimase disoccupato per mesi fino all’ottobre 2025, quando la Juventus lo chiamò con un contratto di soli 8 mesi (fino giugno 2026). Un passo indietro evidente: a Napoli aveva scritto la storia, alla Juve deve dimostrare di meritare il rinnovo. Conte, al contrario, ha scelto la stabilità del progetto Napoli.

Dove allena Maurizio Sarri nel 2026?

Maurizio Sarri è tornato alla Lazio nel 2025, dopo essere stato esonerato dalla stessa squadra nel marzo 2024. Dopo aver incantato il Napoli con 91 punti nel 2017-18, ha vinto trofei a Chelsea e Juventus ma è stato sempre contestato. Oggi (gennaio 2026) è di nuovo in biancoceleste, ma con forti tensioni con Lotito e Fabiani. Conte ha costruito un rapporto solido con De Laurentiis, evitando queste dinamiche distruttive.

Carlo Ancelotti è il CT del Brasile?

Sì, Carlo Ancelotti è il CT del Brasile dal novembre 2025, il primo allenatore straniero nella storia della Seleção maschile. Dopo il Napoli (2018-19), passò per Everton e Real Madrid, dove vinse 4 Champions League. Ora guida il Brasile verso il Mondiale 2026 con l’obiettivo di vincere la sesta Coppa del Mondo. Se fallisce, anche lui potrebbe rientrare nella “maledizione di Napoli”. Conte ha scelto la certezza del progetto Napoli invece del rischio di una Nazionale.

Perché Antonio Conte ha rinnovato col Napoli invece di andarsene?

Antonio Conte è l’unico allenatore del Napoli dell’era moderna ad aver scelto consapevolmente di restare dopo aver vinto. Ha rinnovato fino al 2027 (con opzione 2028) perché ha capito tre cose: 1) Il Napoli ha un progetto vincente a lungo termine con investimenti mirati, 2) De Laurentiis sta preparando investimenti importanti in vista del centenario del club (2026), 3) Ha studiato cosa è successo ai suoi predecessori (Spalletti, Sarri, Ancelotti, Benitez) e ha capito che lasciare Napoli è quasi sempre un errore. Conte non ha voluto “morire dopo aver visto Napoli”, ma viverla ancora da protagonista. Un esempio di intelligenza e lungimiranza senza precedenti.

Quanti allenatori del Napoli hanno fallito dopo l’addio?

Degli ultimi 7 allenatori che hanno lasciato il Napoli dopo risultati di rilievo (dal 2009 al 2024), tutti hanno vissuto fallimenti, esoneri o passi indietro. Spalletti esonerato e poi Juventus con contratto a scadenza, Sarri sempre contestato, Ancelotti all’Everton, Benitez retrocesso, Mazzarri e Gattuso in panchine minori. Solo Conte ha scelto di restare, rompendo il ciclo e dimostrando un’intelligenza strategica che nessuno aveva avuto prima.

Chi è l’unico allenatore a non aver fallito dopo il Napoli?

Antonio Conte è l’unico perché non se n’è mai andato. Dopo aver vinto Scudetto e Supercoppa nel 2024-25, ha rinnovato fino al 2027, rifiutando offerte da Real Madrid, Nazionale Italiana e club di Premier League. È l’unico, negli ultimi 15 anni, ad aver fatto questa scelta. Ha dimostrato un’intelligenza superiore, studiando i fallimenti dei predecessori e scegliendo la stabilità vincente. Tra chi se n’è andato, solo Ancelotti si è “salvato”, ma dopo Everton e grazie al ritorno al Real Madrid.

La maledizione di Napoli esiste davvero o è solo una coincidenza?

I numeri dicono che non è una coincidenza. Con 7 su 7 allenatori che hanno vissuto problemi dopo l’addio, il pattern è statisticamente rilevante. Le cause sono due: 1) Napoli è un’esperienza unica per passione, pressione e supporto ambientale – tutto il resto sembra “piccolo” dopo, 2) Gli allenatori lasciano per ambizione mal riposta (Nazionale, Real Madrid, grandi club) senza valutare i rischi. Conte ha studiato questi casi e ha scelto la stabilità vincente invece dell’avventura incerta. Un esempio di saggezza che lo distingue da tutti gli altri.



Marco Ascione

Classe 1985, campano verace, racconta da vicino il Napoli, seguendo la squadra in ogni stadio d’Italia. Penna vibrante, cuore da tifoso e occhio da cronista, Marco è la voce sul campo di Napolissimo: dalle conferenze stampa agli allenamenti, dai tunnel agli spogliatoi. Per lui, ogni trasferta è una storia da raccontare.

Articoli Correlati