Calcio

Totocalcio, 80 anni dalla prima schedina: c'era anche il Napoli nella storia del gioco che fece sognare l'Italia

Il 5 maggio 1946, con 30 lire e dodici pronostici da indovinare, nasceva la schedina. E tra le partite della primissima colonna della storia c'era anche un Bari-Napoli.

📌 In sintesi

Il 5 maggio 1946 nasceva a Milano la prima schedina Sisal, destinata a diventare il celebre Totocalcio. Costava 30 lire e chiedeva di indovinare l’esito di 12 partite. L’intuizione fu di tre giornalisti sportivi (Massimo Della Pergola, Fabio Jegher e Geo Molo) con l’obiettivo di finanziare la ricostruzione dello sport italiano nel dopoguerra. Tra le dodici partite di quella prima, storica colonna, figurava anche Bari-Napoli, terminata in pareggio (segno X). Fu uno dei dodici risultati esatti indovinati da Emilio Biasotti, il primo vincitore assoluto della storia, che si portò a casa 426.826 lire, dando il via a uno dei riti collettivi più longevi d’Italia.

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Quando è nata la prima schedina del Totocalcio, quanto costava e quale partita del Napoli era presente?

Un foglio di carta, tre segni possibili — 1, X, 2 — e dodici partite da indovinare. Bastava questo, il 5 maggio 1946, per dare il via a uno dei riti collettivi più longevi e affascinanti della storia italiana: la schedina. Un pezzo di carta che di lì a due anni avrebbe preso il nome con cui intere generazioni lo conoscono ancora oggi: il Totocalcio. Costava 30 lire, l’esatta cifra di un aperitivo nei bar della Galleria del Duomo a Milano. Una quota pensata appositamente per essere accessibile a tutti: in un’Italia devastata dalla Seconda Guerra Mondiale e appena uscita dal referendum istituzionale, quel piccolo gesto domenicale rappresentava un sogno a portata di mano, una speranza di riscatto sociale racchiusa in una griglia di inchiostro.

Totocalcio Napoli
La prima schedina

Chi ha inventato la schedina del Totocalcio e qual era lo scopo?

Dietro la nascita della schedina non c’è un singolo inventore, ma la visione di tre uomini. Massimo Della Pergola, Fabio Jegher e Geo Molo erano tutti giornalisti sportivi, legati da una profonda amicizia nata prima del conflitto mondiale e da un obiettivo comune: ridare vita allo sport italiano nel momento più buio della sua storia recente. Il 3 settembre 1945 i tre versarono un capitale complessivo di 900mila lire e fondarono a Milano la Sport Italia Società a Responsabilità Limitata, il cui acronimo sarebbe diventato celebre in tutto il Paese: Sisal.

La mente del progetto fu Della Pergola. All’epoca vicecapo della redazione calcio della Gazzetta dello Sport, aveva vissuto anni durissimi: le leggi razziali lo avevano costretto ad abbandonare il giornalismo, radiandolo dall’albo professionale. Fu proprio durante l’esilio in Svizzera, dove trovò rifugio dalle persecuzioni, che iniziò a elaborare l’idea di un concorso a pronostici legato al calcio, capace di generare un montepremi collettivo in cambio di una piccola scommessa. Tornato in Italia a guerra finita, trovò nel CONI un alleato prezioso: il progetto venne accolto con entusiasmo anche perché i ricavi del gioco avrebbero contribuito in modo determinante alla ricostruzione degli stadi distrutti dai bombardamenti.

Quali erano le 12 partite della prima schedina e cosa fece il Napoli?

La prima schedina, quella del concorso numero 1, non era composta semplicemente da incontri di Serie A e Serie B, come si potrebbe pensare oggi. Il campionato italiano, nell’immediato dopoguerra, era ancora organizzato in modo frammentato: la colonna includeva 4 incontri della fase finale della Divisione Nazionale 1945-46, 2 incontri del girone finale della Serie B-C Alta Italia e 6 incontri della Coppa Alta Italia, più due partite di riserva.

Ed è proprio tra quei dodici incontri storici che compare il nome del Napoli. La squadra partenopea era impegnata in trasferta contro il Bari. Il pareggio maturato in terra pugliese non è un dettaglio da poco per gli annali: è uno dei dodici risultati che hanno reso vincente la primissima schedina della storia italiana. Una piccola, grande soddisfazione per i tifosi azzurri, consapevoli che la loro squadra ha contribuito a scrivere la prima colonna vincente del gioco più amato dagli italiani.

Totocalcio Napoli
Massimo Della Pergola

Scheda Dati: La colonna vincente del Concorso n.1 (5 Maggio 1946)
Partita N° Incontro Disputato Segno Vincente
1 Inter – Juventus 1
2 Torino – Milan 1
3 Bari – Napoli X
4 Livorno – Roma X
5 Padova – Vigevano X
6 Cremonese – Alessandria X
7 Como – Genoa X
8 Sampierdarenese – Sestrese X
9 Legnano – Novara 2
10 Bologna – Piacenza 1
11 Cesena – Modena 1
12 Venezia – Mantova 1

Chi fu il primo vincitore e come nacque il nome Totocalcio?

Contrariamente a quanto si potrebbe immaginare oggi, il debutto della schedina non fu un successo travolgente. Quel 5 maggio 1946 parteciparono al concorso circa 34mila giocatori, un numero modesto rispetto alle folle oceaniche che avrebbero affollato le ricevitorie negli anni successivi. Il primo vincitore assoluto fu Emilio Biasotti: indovinando tutti e dodici i risultati (compreso il pareggio del Napoli), si aggiudicò 426.826 lire, una cifra considerevole se paragonata agli stipendi medi dell’epoca.

Il successo di massa arrivò negli anni immediatamente successivi. Il gioco entrò rapidamente nella cultura popolare italiana, diventando un appuntamento fisso della domenica tra bar e tabaccherie. Nel 1948, appena due anni dopo la prima schedina, il concorso venne nazionalizzato e passò sotto la gestione diretta del CONI, assumendo il nome definitivo di Totocalcio. Il formato a dodici risultati rimase invariato fino al 21 gennaio 1951, quando venne introdotta una tredicesima partita. Da quel momento nacque l’espressione “fare tredici”, entrata di prepotenza nel linguaggio comune come sinonimo di colpo di fortuna assoluto.

Totocalcio Napoli
La prima schedina del Totocalcio

✍️ L’Analisi di Napolissimo

Al di là dei numeri e delle date, la storia della schedina racconta l’anima di un’Italia che non c’è più: un Paese povero, in piena ricostruzione, che trovava nel calcio e in un piccolo gesto domenicale una forma di speranza condivisa. La schedina ha ispirato film di culto come Al bar dello sport e ha accompagnato generazioni di tifosi. Oggi, nell’era delle scommesse sportive digitali e delle app sugli smartphone, il gesto rituale della schedina cartacea è stato sostituito da un clic freddo e istantaneo. Eppure, l’idea di fondo — un piccolo investimento per un grande sogno — resta identica. E per noi tifosi azzurri, sapere che il Napoli era lì, in quella prima storica colonna del 1946, aggiunge un tocco di romanticismo a una storia già di per sé meravigliosa.

📊 Nota metodologica:
La ricostruzione storica della nascita della schedina Sisal (poi Totocalcio) si basa sui documenti ufficiali conservati negli archivi del CONI e sulle memorie storiche della Gazzetta dello Sport. L’elenco delle 12 partite del Concorso n.1 del 5 maggio 1946 e il nome del primo vincitore (Emilio Biasotti) sono dati storici certificati dagli annali del giornalismo sportivo italiano.Analisi della Redazione Sportiva di Napolissimo.it. Ultimo aggiornamento: Settembre 2026.

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Domande Frequenti

Quando è nata la prima schedina del Totocalcio e quanto costava?

La prima schedina, inizialmente chiamata concorso Sisal, è nata il 5 maggio 1946 e costava 30 lire, l'equivalente del prezzo di un aperitivo dell'epoca.

Chi ha inventato il Totocalcio?

L'idea è nata da tre giornalisti sportivi: Massimo Della Pergola, Fabio Jegher e Geo Molo, che fondarono la Sisal per finanziare la ricostruzione degli stadi italiani distrutti dalla guerra.

Quale partita del Napoli era presente nella prima schedina?

Nella prima colonna storica del 5 maggio 1946 era presente la sfida Bari-Napoli, terminata con un pareggio (segno X).

Chi è stato il primo vincitore della storia del Totocalcio?

Il primo vincitore assoluto è stato Emilio Biasotti, che indovinando tutti e 12 i pronostici si aggiudicò un premio di 426.826 lire.

Salvatore Bellavista

SangueAzzurro (Salvatore Bellavista): Giornalista per vocazione, tifoso per destino. Salvatore Bellavista porta su Napolissimo.it il racconto autentico del mondo SSC Napoli, con analisi lucide e un amore incondizionato per la maglia.

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