
LA FURIA E IL DOPPIO PESISMO. Ivan Zazzaroni, direttore del Corriere dello Sport, ha firmato un editoriale di fuoco dopo le polemiche di Inter-Juventus. Nel mirino c’è l’arbitro La Penna per l’espulsione ingiusta di Kalulu (fallo inesistente, simulazione di Bastoni) e il protocollo VAR che ha impedito la correzione dell’errore. Zazzaroni ha definito il calcio italiano “ridotto a un cesso” a causa di queste dinamiche. Tuttavia, l’analisi di Napolissimo.it evidenzia un’amara verità: l’indignazione delle grandi firme esplode solo quando vengono toccate le strisciate del Nord, mentre per anni i torti subiti dal Napoli sono stati trattati con ben altra “diplomazia”.
Cosa ha detto Ivan Zazzaroni su arbitri e VAR dopo Inter-Juve?
C’è un momento in cui anche la diplomazia della stampa sportiva nazionale salta, e solitamente quel momento coincide con un errore arbitrale ai danni di una delle “grandi” del Nord. L’ultimo editoriale di Ivan Zazzaroni sulle colonne del Corriere dello Sport è un manifesto di rabbia e frustrazione che, paradossalmente, ci trova d’accordo nel merito tecnico ma ci lascia perplessi per la tempistica e la selettività dell’indignazione. Il direttore ha usato termini fortissimi – “stiamo riducendo il calcio a un cesso” – per commentare i disastri di Inter-Juventus, una partita che ha visto protagonisti in negativo l’arbitro La Penna e il protocollo VAR.
Cosa ha scritto Zazzaroni sull’errore di La Penna in Inter-Juve?
Analizzando l’editoriale nel dettaglio, Zazzaroni non usa mezzi termini per descrivere quanto accaduto a San Siro. Il focus è sull’espulsione di Kalulu, arrivata per un secondo giallo comminato per un fallo inesistente. Secondo la ricostruzione, non solo il difensore bianconero non ha commesso infrazione, ma sarebbe stato vittima di una simulazione di Bastoni (che, essendo già ammonito, avrebbe dovuto essere espulso a sua volta). Un errore che ha cambiato il volto del match sull’1-1, costringendo la squadra di Spalletti a giocare in inferiorità numerica contro l’Inter di Chivu.
La critica di Zazzaroni si sposta poi sul VAR, definito “tacitato dal protocollo”. Il paradosso è servito: la tecnologia c’è, vede l’errore clamoroso, ma non può intervenire perché si tratta di un’ammonizione (seppur decisiva per l’espulsione). “Il Var c’è quando non serve e non c’è quando serve”, tuona il direttore, sottolineando come otto anni di tecnologia non abbiano risolto il “bordello” (testuale) ma abbiano creato generazioni di moviolisti che interpretano il regolamento ad personam.

Perché il paragone con il “cesso” e il bidet?
Approfondendo il linguaggio colorito del direttore, Zazzaroni chiude il suo pezzo con una metafora che farà discutere. Rivendicando l’unicità culturale italiana (“Noi abbiamo il bidet, gli altri no”), lancia l’accusa finale: “Stiamo riducendo il calcio a un cesso”. Una frase forte, che denuncia un sistema arbitrale incapace di garantire giustizia sportiva e schiavo di protocolli burocratici che vanno contro il buon senso. La domanda che pone è legittima: siamo disposti ad accettare l’errore nell’era della tecnologia? La risposta, evidentemente, è no.
L’editoriale di Napolissimo: dov’è questa rabbia quando tocca al Napoli?
Esprimendo la nostra posizione editoriale, non possiamo che accogliere con un sorriso amaro lo sfogo di Zazzaroni. Ha ragione? Tecnicamente sì. Il protocollo VAR è spesso una gabbia ridicola. Ma la domanda che poniamo noi è un’altra: dove sono questi editoriali di fuoco quando a subire i torti è il Napoli?
Sono anni che da queste pagine lanciamo l’allarme su direzioni di gara a senso unico, su rigori negati e su protocolli VAR che, magicamente, contro gli azzurri diventano rigidissimi o impalpabili a seconda della convenienza. Quando il Napoli subisce uno “scippo”, la narrazione nazionale parla spesso di “episodi dubbi”, di “accettazione dell’errore”, invitando a non fare vittimismo. Quando invece l’errore tocca Juventus, Inter o Milan, si parla di “calcio ridotto a un cesso”, di scandalo, di campionato falsato.
Manca l’equilibrio. Manca il rispetto per una piazza che merita la stessa tutela mediatica delle strisciate. Ben venga l’indignazione di Zazzaroni, perché il problema arbitrale è reale e va risolto, ma ci piacerebbe leggere la stessa veemenza anche quando i colori penalizzati sono l’azzurro del Napoli e non il bianconero o il nerazzurro. Il “cesso” di cui parla Zazzaroni esiste da tempo, ma sembra che qualcuno se ne accorga solo quando ci finisce dentro con le scarpe di lusso.
📊 Nota Metodologica & Fonti:
Questo articolo riporta e analizza i contenuti dell’editoriale firmato da Ivan Zazzaroni pubblicato sull’edizione odierna del Corriere dello Sport. Le considerazioni sul trattamento mediatico riservato al Napoli rappresentano l’opinione della redazione di Napolissimo.it, basata sull’osservazione storica della rassegna stampa nazionale.
Ultimo aggiornamento: Domenica 15 Febbraio 2026.
📌 Tutto sulle polemiche di Zazzaroni post Inter-Juve
Cosa ha detto Ivan Zazzaroni sugli arbitri?
Il direttore del Corriere dello Sport ha attaccato duramente la classe arbitrale e il VAR, sostenendo che errori come quello di La Penna in Inter-Juve stanno “riducendo il calcio a un cesso”.
Qual è l’errore contestato in Inter-Juve?
L’episodio chiave è l’espulsione di Kalulu per doppia ammonizione. Secondo Zazzaroni, il fallo era inesistente e frutto di una simulazione di Bastoni, ma il VAR non è potuto intervenire per protocollo.
Perché il VAR non è intervenuto sull’espulsione di Kalulu?
Il protocollo attuale impedisce al VAR di intervenire sulle ammonizioni (cartellini gialli), anche se queste portano a un’espulsione per somma di ammonizioni. Zazzaroni definisce questa regola assurda.
Qual è la posizione di Napolissimo su queste polemiche?
Napolissimo condivide la critica tecnica al VAR, ma denuncia il doppio pesismo dei media nazionali: quando errori simili colpiscono il Napoli, i toni sono spesso molto più pacati rispetto a quando vengono toccate Inter o Juve.
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