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Mercato e infortuni: Napoli al limite. Conte fissa un obiettivo

Non è più tempo di calcoli, ma di pura sopravvivenza: tra un'infermeria che sembra un ospedale da campo e una classifica che spaventa, Conte chiama a raccolta l'ambiente per evitare il naufragio totale.

CRISI TOTALE: OBIETTIVI A RISCHIO. Il Napoli è ufficialmente in crisi: la sconfitta per 3-0 contro la Juventus e i soli 6 punti nelle ultime 5 gare hanno fatto scivolare gli azzurri a -9 dall’Inter capolista, chiudendo il discorso Scudetto. Ora trema anche la zona Champions: la Juventus è a -1, il Milan e il Como risalgono pericolosamente. Antonio Conte deve gestire un’emergenza storica con 10 infortuni pesanti (tra cui Neres, Politano, Rrahmani e Anguissa) e un mercato che ha fallito con le cessioni premature di Lang e Lucca. Mercoledì c’è il Chelsea, poi un ciclo di ferro che deciderà la stagione.

Perché il Napoli è in crisi, quanti infortunati ci sono e quali sono i prossimi impegni decisivi?

La frittata arbitrale di Torino, con quel doppio rigore negato che grida ancora vendetta al cospetto della logica e del regolamento, è stata solo la ciliegina avvelenata su una torta che il Napoli sta faticando a digerire da settimane. La netta sconfitta per 3-0 contro la Juventus non ha solo certificato la superiorità atletica e nervosa dei bianconeri in questo momento storico, ma ha scoperchiato il vaso di Pandora dei problemi strutturali azzurri. Antonio Conte, con il suo sorriso amaro a bordo campo dopo le decisioni del VAR, aveva già capito l’epilogo: impossibile competere a certi livelli quando ti mancano dieci giocatori chiave, quando le gambe dei superstiti non girano più e quando la luce in fondo al tunnel dell’infermeria sembra un miraggio irraggiungibile.

La classifica, che fino a un mese fa faceva sognare il bis tricolore, oggi fa paura. L’Inter è scappata via a +9, un abisso incolmabile per una squadra in queste condizioni. Ma il vero pericolo, quello che fa tremare i polsi alla società, arriva dalle retrovie: la Juventus è a un solo punto, il Milan avanza, persino il Como sogna l’aggancio. Il Napoli è stato risucchiato nella bagarre per il quarto posto e, come ha ammesso candidamente lo stesso Conte definendo “assurda” la domanda sullo Scudetto, oggi la squadra è molto più vicina a lottare per non finire sesta che per vincere il titolo. La sopravvivenza in zona Champions è diventata l’unica, drammatica priorità.

L’infermeria come una condanna: 10 assenti e zero ricambi

Per capire la profondità del crollo verticale (Livello Contesto), bisogna analizzare i numeri spietati dell’emergenza. Giocare un big match allo Stadium senza Neres, Politano, Anguissa, Rrahmani, De Bruyne, Gilmour, Milinkovic-Savic, Ambrosino, Mazzocchi e Marianucci non è una partita di calcio, è un esercizio di resistenza destinato al fallimento. Conte si è ritrovato a sgranare un “Rosario” di nomi in panchina composto quasi esclusivamente da ragazzini della Primavera (De Chiara, Prisco) e da giocatori non pronti.

La squadra è sulle gambe perché giocano sempre gli stessi, senza possibilità di rifiatare. Lobotka e McTominay, i due pilastri del centrocampo, hanno disputato l’undicesima partita consecutiva in poco più di un mese. Contro la freschezza e la fisicità di Thuram e Locatelli, il loro crollo era fisiologico, quasi inevitabile. Davanti, Hojlund predica nel deserto, unico attaccante rimasto sano e costretto a fare la guerra da solo contro intere difese schierate, in una rosa che ha bocciato e ceduto le alternative estive (Lang e Lucca) senza ancora rimpiazzarle adeguatamente.

Il paradosso Giovane: l’immagine della disperazione

Se c’è un’immagine che fotografa lo stato di confusione e necessità del Napoli attuale, è l’ingresso in campo di Giovane a Torino. L’attaccante prelevato dal Verona è stato buttato nella mischia nell’ultima mezz’ora senza aver mai fatto un solo allenamento con i nuovi compagni. Ha conosciuto Conte e la squadra direttamente nel ritiro pre-partita. Una mossa della disperazione che certifica l’assenza di alternative: non c’è forza, non c’è energia, non c’è lucidità. Aggrapparsi a un ragazzo che non conosce nemmeno gli schemi è la prova che il progetto tecnico è appeso a un filo sottilissimo.

Napoli, crisi nera, infortuni e rischio Champions
Napoli, crisi nera, infortuni e rischio Champions

Il calendario non aspetta: Chelsea e poi l’inferno

Il problema più grande per Conte è che non c’è tempo per piangersi addosso o per recuperare le energie (Livello Conseguenze). Mercoledì al Maradona arriva il Chelsea per una sfida di Champions League che vale la qualificazione diretta o il baratro dei playoff (se non peggio, l’eliminazione). E la conta dei disponibili è impietosa: giocheranno ancora gli stessi di Torino e Copenaghen, gli stessi che non si reggevano in piedi allo Stadium. Anzi, andrà peggio: il neo-acquisto Giovane non è in lista UEFA, quindi le rotazioni saranno ancora più ridotte, praticamente inesistenti.

L’unica, piccola buona notizia è il rientro di Romelu Lukaku dopo cinque mesi di stop. Ma il belga, visto per 10 minuti a Torino, è lontano anni luce dalla forma migliore e non può essere il salvatore della patria immediato. Per il resto, buio totale: Neres si dovrà operare, Anguissa non riesce a tornare, per Politano e Rrahmani c’è bisogno ancora di aspettare.

Dopo il Chelsea, il calendario di Serie A presenta un conto salatissimo che potrebbe affossare definitivamente la stagione:

1. Fiorentina (Casa): I viola cercano punti salvezza e verranno a fare la guerra al Maradona.

2. Genoa (Trasferta): La squadra di De Rossi è in salute e Marassi è un campo trappola.

3. Roma e Atalanta: Due scontri diretti consecutivi che potrebbero decretare l’uscita definitiva dalle prime quattro posizioni se non si inverte la rotta immediatamente.

Mercato e Strategia: gli errori si pagano cari

In questo scenario apocalittico, emergono le crepe di una pianificazione estiva e invernale che non ha pagato. Le bocciature lampo di Noa Lang e Lorenzo Lucca, ceduti a gennaio per fare cassa e rispettare il “saldo zero”, hanno lasciato la rosa corta nel momento del bisogno. Gli acquisti come Beukema e Gutierrez faticano a imporsi come titolari affidabili. Di fatto, tra i nuovi, solo Hojlund e McTominay hanno retto l’urto, ma ora sono spremuti.

Il DS Manna è al lavoro per portare altri rinforzi (si parla di Maldini), ma l’integrazione richiede tempo, e tempo il Napoli non ne ha. Conte ha usato la metafora del “mare aperto con onde altissime”: la barca sta imbarcando acqua da tutte le parti, e l’obiettivo ora non è più raggiungere l’isola del tesoro (lo Scudetto), ma evitare di affondare prima di arrivare al porto sicuro dell’Europa che conta.

IL CALENDARIO

Data Avversario / Competizione Livello di Rischio
Mercoledì 28/01 Chelsea (Champions League) ESTREMO (Senza Giovane, stessi 11 di Torino)
Sabato 31/01 Fiorentina (Serie A) ALTO (Viola a caccia di punti salvezza)
Domenica 08/02 Genoa (Serie A – Trasferta) MEDIO-ALTO (Trasferta insidiosa a Marassi)
Metà Febbraio Roma / Atalanta (Ciclo terribile) DECISIVO (Scontri diretti Champions)

 

📌 Tutto sulla crisi nera del Napoli

Il Napoli può ancora vincere lo Scudetto?

Conte ha definito la domanda “assurda”. Con 9 punti di ritardo dall’Inter e una rosa decimata da 10 infortuni, l’obiettivo realistico è diventato difendere la qualificazione alla prossima Champions League.

Quali giocatori recuperano per il Chelsea?

Nessuno dei big assenti a Torino. Neres, Politano, Anguissa e Rrahmani sono ancora out. Inoltre, il nuovo acquisto Giovane non potrà giocare perché non inserito nella lista UEFA, riducendo ulteriormente le scelte.

Perché il Napoli ha così tanti infortuni?

Si paga lo sforzo di una rosa corta che gioca ogni tre giorni senza rotazioni. I titolari come Lobotka e Hojlund sono spremuti, aumentando esponenzialmente il rischio di problemi muscolari e traumatici.

Lukaku è pronto per giocare titolare?

È rientrato contro la Juve dopo 5 mesi di stop, giocando solo 10 minuti. Non ha ancora i 90 minuti nelle gambe, ma vista l’emergenza potrebbe essere forzato il suo impiego part-time o dal 1′ contro la Fiorentina.

 

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Enrico Greco

Giornalista sportivo, da oltre vent'anni segue con passione le vicende della SSC Napoli e della Serie A. Esperto di tattica, comunicazione sportiva e media digitali, coordina la linea editoriale di Napolissimo con uno sguardo strategico e una penna sempre tagliente. Appassionato di calcio "di posizione", è tra i primi in Italia a parlare di pressing ultra-offensivo nel 2006.

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