
SHOW IN DIRETTA TV. Dopo il pareggio contro l’Inter, Rasmus Hojlund è stato protagonista di un divertente scambio con Diletta Leotta su DAZN. Pungolato dalla conduttrice sul suo italiano ancora incerto, l’attaccante ha sorpreso tutti rispondendo in dialetto: “Ciao guagliò… fratm”. Ha poi coniato un nuovo soprannome per l’eroe di giornata, Scott McTominay, chiamandolo “McFratm”. Tra risate e analisi tecnica, Hojlund ha ammesso la stanchezza con un tipico “Mamma mia” e ha parlato del suo ritorno in Serie A.
La tensione di San Siro, i duelli fisici con Akanji e il palo colpito sono ormai alle spalle. Nel post-partita di Inter-Napoli, Rasmus Hojlund si è tolto l’armatura da gladiatore per indossare i panni dello showman, regalando ai tifosi un momento di leggerezza diventato subito virale sui social. Intervistato da Diletta Leotta su DAZN, l’attaccante danese ha dimostrato di essersi integrato perfettamente all’ombra del Vesuvio, forse anche più di quanto ci si aspettasse.
“Guagliò, Fratm e… McFratm”: il siparietto
Il bomber ex United, arrivato per sostituire l’infortunato Lukaku, fatica ancora a esprimersi in un italiano fluido. Ma quando Diletta Leotta, con un sorriso complice, gli ha chiesto se avesse imparato almeno qualche parola nella nostra lingua, Hojlund ha spiazzato tutti virando direttamente sul dialetto partenopeo.
“Yes, I can say… Ciao guagliò… fratm”, ha esordito il danese, scatenando le risate in studio, dove era presente anche Ciro Ferrara. Ma il colpo di genio è arrivato poco dopo, quando ha voluto elogiare il compagno di squadra Scott McTominay, autore della doppietta decisiva: “McFratm… ha giocato bene oggi”. Un neologismo che fonde il cognome dello scozzese con il termine “fratello” in napoletano, sancendo un legame fortissimo nello spogliatoio.
“Mamma mia”: la stanchezza e l’analisi del match
Prima delle battute, c’è stata l’ammissione sincera della fatica. Alla domanda su come si sentisse dopo 90 minuti di battaglia, Hojlund ha sospirato un eloquente “Mamma mia…”, espressione che Ferrara ha subito sottolineato come tipica della “vulgata” napoletana per indicare uno sforzo immane. E in effetti, il lavoro svolto dal danese è stato enorme: Conte lo ha “lukakizzato”, trasformandolo in un punto di riferimento fisico capace di reggere l’attacco da solo.
Il palo e il duello con Akanji: “Fifty-fifty”
Tornando al calcio giocato, Hojlund ha analizzato con lucidità la sua prestazione. Sul duello rusticano con il difensore interista Akanji, ha mostrato fair play: “Direi che è stato un 50-50… fifty-fifty. Il bello dei big match è affrontare difensori così forti”. Più severo, invece, sull’occasione da gol avuta a inizio ripresa, quando il suo diagonale si è stampato sul legno: “Sì, forse potevo fare meglio. Dovevo metterci più qualità, ma era difficile angolarla di più col sinistro”.
Infine, un bilancio sulla sua seconda vita in Serie A dopo l’Atalanta: “Sento di essere migliorato rispetto alla prima volta. Quell’esperienza con Gasperini mi ha aiutato a inserirmi subito nei meccanismi di Conte”. Un inserimento che, a giudicare dal suo vocabolario, procede a gonfie vele anche fuori dal campo. Ciao guagliò!
| Espressione Usata | Significato / Contesto |
|---|---|
| “Ciao Guagliò” | Saluto tipico napoletano (“Ciao ragazzi”), usato per salutare lo studio. |
| “Fratm” | “Mio fratello”, termine affettuoso per indicare un amico stretto. |
| “McFratm” | Soprannome di McTominay, unendo “Mc” e “Fratm”. |
| “Mamma mia…” | Esclamazione per sottolineare l’estrema stanchezza fisica post-partita. |
📌 Hojlund e il napoletano: le curiosità
Cosa ha detto Hojlund a Diletta Leotta?
L’attaccante ha scherzato sul suo italiano scarso, rispondendo in dialetto napoletano con frasi come “Ciao guagliò” e “Fratm”, sorprendendo la conduttrice e lo studio.
Qual è il soprannome di McTominay?
Hojlund ha coniato in diretta il soprannome “McFratm” per il compagno di squadra, unendo il cognome scozzese alla parola napoletana per “fratello”.
Hojlund parla italiano?
Non ancora fluentemente. Nonostante la precedente esperienza all’Atalanta, preferisce l’inglese per le interviste tecniche, ma sta imparando velocemente le espressioni locali napoletane.
Cosa ha detto sul palo colpito?
Ha ammesso con onestà: “Potevo fare meglio, dovevo metterci più qualità”. Ha però sottolineato la difficoltà di angolare il tiro con il piede sinistro in corsa.
© 2026 Napolissimo.it. Tutti i diritti riservati. Riproduzione riservata.