
IL PATTERN CHE SI RIPETE. Il Napoli vive un déjà-vu preoccupante nel mercato di gennaio. Un anno fa: cessione di Kvaratskhelia al PSG (17 gennaio 2025, 70-75 milioni), infortunio di David Neres, acquisto emergenziale di Noah Okafor dal Milan (6 presenze, 1 gol in 5 mesi, ora al Leeds). Oggi, gennaio 2026: cessione di Noa Lang al Galatasaray (22 gennaio, prestito con diritto), nuovo infortunio di Neres al menisco, trattativa per Alisson Santos dello Sporting (29 presenze, 2 gol in Champions questa stagione). Giovanni Manna accelera per il brasiliano classe 2002, con Kamaldeen Sulemana (Atalanta) come alternativa. Il vincolo del mercato a saldo zero impone cessione-acquisto bilanciato. Antonio Conte resta con il solo Elmas disponibile come esterno sinistro, mentre De Bruyne e Politano sono lungodegenti.
La storia del Napoli sembra intrappolata in un loop temporale. Gennaio 2026 ricalca con precisione millimetrica gennaio 2025, in un copione che si ripete atto per atto: cessione eccellente, infortunio di David Neres, corsa contro il tempo sul mercato per tamponare l’emergenza. Dodici mesi fa fu Noah Okafor, arrivato il 3 febbraio 2025 dal Milan dopo i nulla di fatto per Adeyemi e Garnacho. Oggi è il turno di Alisson Santos, esterno offensivo brasiliano dello Sporting Lisbona, con Giovanni Manna che ha accelerato nelle ultime 48 ore per chiudere l’operazione prima della chiusura della sessione invernale.
Ma è il contesto a rendere questo déjà-vu inquietante: le stesse identiche dinamiche, gli stessi problemi irrisolti, la medesima gestione emergenziale che trasforma ogni gennaio in una corsa affannosa per colmare vuoti prevedibili. Il Napoli sembra condannato a ripetere gli stessi errori strategici, con l’aggravante che stavolta il precedente Okafor doveva fungere da monito: sei presenze e un solo gol in cinque mesi, prima del prestito al Leeds dove ha trovato continuità (20 presenze e 2 gol in Premier League nella stagione attuale).
Il copione di gennaio: da Kvaratskhelia a Lang
Un anno fa, esattamente il 17 gennaio 2025, il Napoli salutava Khvicha Kvaratskhelia. Il georgiano, simbolo dello Scudetto 2023, volava al PSG per una cifra tra 70 e 75 milioni di euro, lasciando un vuoto enorme sulla fascia sinistra. Antonio Conte aveva già preventivato l’addio, ma la dirigenza si era fatta trovare impreparata: i tentativi per Dortmund e Manchester United fallirono, e alla fine arrivò Okafor in prestito oneroso dal Milan (1,5 milioni più diritto di riscatto a 23,5 milioni), una toppa emergenziale che si rivelò poco efficace.
Gennaio 2026 replica il copione con una variante: stavolta il sacrificato non è un big assoluto come Kvara, ma Noa Lang, ceduto al Galatasaray il 22 gennaio in prestito con diritto di riscatto. L’olandese, arrivato in estate dal PSV come rinforzo sulla trequarti, non aveva convinto Conte e la cessione è stata inevitabile per liberare spazio salariale e rispettare i vincoli del Fair Play Finanziario. Ma la tempistica è identica: fine gennaio, rosa decimata, necessità di sostituire subito un elemento offensivo.
Il problema non è la cessione in sé, quanto la mancanza di programmazione. In entrambi i casi, il Napoli si è ritrovato a operare sul mercato con l’acqua alla gola, costretto ad accettare profili non di prima fascia perché i top player non si muovono a fine gennaio senza clausole rescissorie o situazioni particolari.

David Neres, l’infortunato seriale di gennaio
Se c’è un filo rosso che lega gennaio 2025 e gennaio 2026, quello si chiama David Neres. Il brasiliano ex Benfica è stato protagonista involontario di entrambe le emergenze di mercato degli azzurri, fermato da problemi fisici proprio nei momenti più delicati della stagione.
Gennaio 2025: Neres si infortuna a metà mese, proprio quando doveva sostituire l’appena ceduto Kvaratskhelia. Stop di tre settimane per una lesione muscolare che costringe Conte a chiedere rinforzi immediati. Arriva Okafor il 3 febbraio, ma il suo impatto resta limitato: appena 36 minuti complessivi distribuiti in sei presenze, con un solo gol a referto prima che il prestito venisse interrotto a fine stagione.
Gennaio 2026: Neres si ferma di nuovo, questa volta per un problema al menisco che richiederà almeno quattro settimane di stop. La beffa è doppia: perde Lang (ceduto il 22 gennaio) e perde Neres (infortunato), ritrovandosi con il solo Elmas come esterno sinistro disponibile, considerando che De Bruyne e Politano sono ai box.
La fragilità fisica di Neres è un dato di fatto: nelle ultime due stagioni ha saltato complessivamente 34 partite per infortuni muscolari, un problema cronico che il Napoli conosceva già al momento dell’acquisto. Eppure, la società non ha costruito alternative credibili, affidandosi alla speranza che il brasiliano restasse integro. Un azzardo che si è rivelato perdente in entrambe le sessioni di gennaio.
Da Noah Okafor ad Alisson Santos: stessa emergenza, stessa soluzione?
Noah Okafor è il fantasma che aleggia su questa trattativa. L’attaccante svizzero arrivò a Napoli il 3 febbraio 2025 in prestito oneroso dal Milan (1,5 milioni più diritto di riscatto a 23,5 milioni), accolto come il salvatore dopo il fallimento delle piste Adeyemi (Borussia Dortmund) e Garnacho (Manchester United). Le aspettative erano moderate, ma il rendimento fu deludente: sei presenze in Serie A per un totale di appena 36 minuti, con un solo gol segnato. Prestazioni anonime che convinsero il Napoli a non esercitare il diritto di riscatto, rispedendolo al Milan che lo girò al Leeds dove ha trovato maggiore continuità (20 presenze e 2 gol in Premier League nella stagione attuale).
L’errore di valutazione fu evidente: Okafor arrivò , in un momento di massima pressione. Un profilo inadatto alle esigenze immediate di Conte, che aveva bisogno di un giocatore pronto e integrato, non di un progetto da sviluppare.
Alisson Santos rischia di seguire lo stesso percorso? Le premesse sono simili: arriva a fine gennaio, in una situazione emergenziale, per colmare un vuoto improvviso. Il brasiliano ha 24 anni, gioca nello Sporting Lisbona dove in questa stagione ha collezionato 29 presenze complessive tra tutte le competizioni (17 in campionato, 7 in Champions League, 5 tra coppe nazionali) con 2 gol segnati, entrambi nella massima competizione europea. Non è un titolare inamovibile nella formazione di Ruben Amorim, che lo utilizza principalmente a gara in corso o nelle rotazioni. Il rischio è che Manna stia ripetendo lo stesso errore di dodici mesi fa: acquistare un “piano B” sotto pressione invece di aspettare giugno per un colpo di qualità superiore.

Chi è Alisson Santos e perché Giovanni Manna lo vuole
Alisson Santos è un’ala sinistra brasiliana classe 2002, cresciuto nel settore giovanile del Santos (omonimia casuale) e approdato in Europa nel 2023 proprio allo Sporting Lisbona. Alto 1,78 metri, è un esterno rapido e tecnico, abile nell’uno contro uno e nel cross, caratteristiche che lo rendono un profilo compatibile con il 3-4-2-1 di Conte come trequartista sinistro con licenza di convergere.
Le statistiche della stagione 2025/2026 parlano di 29 presenze totali: 17 in campionato portoghese, 7 in Champions League e 5 tra coppe nazionali. Ha segnato 2 gol, entrambi nella competizione europea più importante, ma nessuna rete nel campionato domestico. Numeri che evidenziano un giocatore ancora in fase di crescita, non esploso definitivamente a livello internazionale. Nello Sporting fatica a scalzare i titolari: Amorim lo utilizza principalmente come alternativa nei finali di partita o nelle rotazioni di coppa. La valutazione si aggira sui 12-15 milioni di euro, una cifra accessibile per il Napoli che però dovrà prima cedere Lang per bilanciare i conti.
Giovanni Manna lo ha individuato come profilo ideale per tre motivi: giovane età (margini di crescita), compatibilità tattica (può giocare sia da esterno nel 3-5-2 sia da trequartista nel 3-4-2-1), costo contenuto. Ma la vera domanda è: è il giocatore giusto o è solo il giocatore possibile in una situazione di emergenza?
Il vincolo del saldo zero e l’alternativa Kamaldeen Sulemana
A complicare le operazioni di mercato del Napoli c’è il famigerato vincolo del saldo zero, una regola imposta dalla proprietà per mantenere l’equilibrio dei conti dopo l’eliminazione dalla Champions League e la conseguente perdita di 30-40 milioni di euro di introiti UEFA. In pratica, ogni acquisto deve corrispondere a una cessione di pari valore: dentro Giovane (10 milioni), fuori Lucca (10 milioni); dentro Alisson Santos (15 milioni), fuori Lang (prestito con diritto di riscatto).
Questo paletto ha impedito a Manna di coltivare la suggestione Ademola Lookman, l’attaccante dell’Atalanta che sarebbe stato il colpo top della sessione invernale. Il nigeriano, però, costa oltre 50 milioni e richiederebbe cessioni multiple per essere finanziato, un’operazione impossibile negli ultimi giorni di mercato.
Ecco perché il Napoli ha virato sui cosiddetti “piani B”, profili più accessibili economicamente. Oltre ad Alisson Santos, sul taccuino di Manna figura anche Kamaldeen Sulemana, esterno offensivo ghanese classe 2002 di proprietà dell’Atalanta. Anche lui è in uscita dalla Dea, anche lui ha caratteristiche simili (ala sinistra rapida), anche lui costerebbe sui 12-15 milioni. La Roma nelle ultime ore ha messo la freccia per il ghanese, ma mancano 48 ore alla chiusura del mercato e ogni scenario resta aperto.
La sensazione è che Manna stia navigando a vista, cercando di chiudere il primo nome che si rende disponibile nelle condizioni economiche imposte. Un approccio lontano dalla programmazione strategica che servirebbe a una piazza ambiziosa come Napoli.
OKAFOR 2025 vs ALISSON SANTOS 2026
| CONFRONTO MERCATO GENNAIO | ||
|---|---|---|
| Elemento | Gennaio 2025 (Okafor) | Gennaio 2026 (Alisson Santos) |
| Cessione big | Kvaratskhelia al PSG (17/01/25, 70-75M€) | Lang al Galatasaray (22/01/26, prestito) |
| Infortunio chiave | Neres (3 settimane, lesione muscolare) | Neres (4 settimane, menisco) |
| Obiettivo primario | Adeyemi/Garnacho (falliti) | Lookman (impossibile) |
| Piano B scelto | Noah Okafor (Milan) | Alisson Santos (Sporting) |
| Formula | Prestito oneroso 1,5M + diritto 23,5M | Acquisto definitivo (~12-15M€) |
| Statistiche precedenti | – | 29 presenze, 2 gol (stagione 2025/26) |
| Risultato Okafor Napoli | 6 presenze, 36 minuti, 1 gol in 5 mesi | Da valutare |
| Dopo Napoli | Leeds (20 presenze, 2 gol in Premier 25/26) | – |
| Alternativa | – | Sulemana (Atalanta) |
📊 Dati chiave mercato Napoli gennaio
- Cessione Kvaratskhelia: 17 gennaio 2025 al PSG (70-75 milioni)
- Cessione Lang: 22 gennaio 2026 al Galatasaray (prestito con diritto)
- Infortunati gennaio 2026: Neres (menisco, 4 settimane), De Bruyne, Politano
- Obiettivo primario: Alisson Santos (Sporting Lisbona, 24 anni)
- Alternativa: Kamaldeen Sulemana (Atalanta, 22 anni)
- Costo Alisson Santos: 12-15 milioni di euro
- Statistiche Alisson 2025/26: 29 presenze (17 campionato, 7 Champions, 5 coppe), 2 gol in Champions
- Okafor al Napoli 2025: 6 presenze, 36 minuti, 1 gol
- Okafor al Leeds 2025/26: 20 presenze, 2 gol in Premier League
- Vincolo mercato: Saldo zero (cessione = acquisto)
❓ Domande frequenti sul mercato Napoli
Chi è Alisson Santos e perché il Napoli lo vuole?
Alisson Santos è un’ala sinistra brasiliana dello Sporting Lisbona, classe 2002. Ha giocato 29 partite questa stagione (2 gol in Champions). Il Napoli lo vuole per sostituire Lang (ceduto) e coprire l’assenza di Neres (infortunato). Costa 12-15 milioni.
Come è andata con Noah Okafor al Napoli nel 2025?
Okafor arrivò il 3 febbraio 2025 dal Milan in prestito per sostituire Kvaratskhelia. Rese poco: 6 presenze, 36 minuti totali, 1 gol in 5 mesi. Il prestito non fu rinnovato. Ora gioca nel Leeds (20 presenze, 2 gol in Premier).
Perché il Napoli ripete sempre lo stesso schema a gennaio?
Mancanza di programmazione e vincoli di bilancio. Il Napoli opera sempre in emergenza (cessione + infortunio Neres), costretto ad acquistare profili non di prima fascia perché i top player non si muovono a fine gennaio senza clausole.
Qual è l’alternativa ad Alisson Santos?
Kamaldeen Sulemana, esterno offensivo ghanese dell’Atalanta (classe 2002). Anche lui costa 12-15 milioni, ma la Roma è in vantaggio nella trattativa. Il Napoli deve chiudere entro 48 ore.
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