
📋 In Sintesi
Con l’addio di Antonio Conte ormai metabolizzato, Aurelio De Laurentiis ha dato il via al casting per il nuovo allenatore del Napoli. Il grande favorito è Maurizio Sarri: per lui è pronto un contratto triennale da 2,6 milioni di euro (fino a 3,2 con i bonus) e la trattativa è agevolata dalle sue imminenti dimissioni dalla Lazio. Tuttavia, conoscendo l’imprevedibilità del presidente azzurro, la pista non è ancora chiusa. Sullo sfondo si muovono diverse alternative e potenziali “Mister X”: da Raffaele Palladino a Stefano Pioli, passando per la suggestione Massimiliano Allegri e i sondaggi esplorativi per Pippo Inzaghi e Fabio Grosso.
Chi sarà il nuovo allenatore del Napoli dopo Conte e quali sono i candidati di De Laurentiis?
Il dado è tratto. Dopo aver ascoltato le parole di Antonio Conte a Pisa, che hanno di fatto sancito la fine del suo ciclo partenopeo, Aurelio De Laurentiis non ha perso tempo. Il presidente del Napoli, che aveva atteso fino all’ultimo un improbabile ripensamento del tecnico leccese, ha ufficialmente aperto il casting per la panchina della stagione 2026/2027. Una ricerca che, secondo le indiscrezioni filtrate da Castel Volturno, ha un grande favorito in pole position, ma che nasconde le solite, immancabili insidie legate all’imprevedibilità presidenziale.
Le scelte che Aurelio De Laurentiis si appresta a compiere saranno tra le più decisive della sua ultraventennale gestione del club. Siamo nell’anno del centenario del Napoli: sbagliare il casting del prossimo allenatore non è un’opzione contemplabile.
La strategia del club, secondo quanto filtra, prevede un abbattimento del monte ingaggi di circa 50 milioni e un approccio al mercato diverso rispetto alle ultime due campagne acquisti — quelle faraoniche che avevano portato De Bruyne, Hojlund e molti altri. Stavolta meno investimenti, ma più orientati al futuro: profili giovani, margini di crescita, sostenibilità economica a lungo termine.
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Il punto di partenza di questo nuovo ciclo sarà inevitabilmente il nome del nuovo allenatore. La short list sulla quale stanno ragionando De Laurentiis e il direttore sportivo Manna include, secondo le indiscrezioni circolate, i nomi di Maurizio Sarri, Vincenzo Italiano e Fabio Grosso. Il casting, però, è ancora in corso e non va escluso niente: non si esclude nemmeno la suggestione Massimiliano Allegri, profilo divisivo ma con un curriculum di titoli difficile da ignorare.
Maurizio Sarri in pole: le cifre del contratto e la rottura con la Lazio
Il tecnico toscano è la prima scelta: pronto un triennale da 2,6 milioni netti. L’intesa è vicina grazie anche all’intermediazione dell’agenzia CAA Base LTD.
Il nome in cima alla lista è quello di Maurizio Sarri. Curiosamente, i due si sono già passati il testimone al Chelsea, in un’epoca in cui l’addio di Conte fu traumatico e culminò in una causa milionaria contro Roman Abramovich (stravinta dall’allenatore italiano). Oggi la staffetta potrebbe ripetersi. Le call tra la dirigenza azzurra e lo staff di Sarri, a quanto pare mai del tutto interrotte, hanno subito una forte accelerata.
A curare gli interessi del tecnico, oltre allo storico agente Alessandro Pellegrini, c’è Frank Trimboli, potente intermediario australiano della CAA Base LTD. Sul tavolo c’è una proposta concreta: un contratto triennale con una base fissa di 2,6 milioni di euro netti, che grazie ai premi legati alla Champions League può lievitare fino a 3,2 milioni.
A facilitare l’operazione c’è la situazione esplosiva nella Capitale. Sarri è ai ferri corti con Claudio Lotito dopo una stagione da incubo ed è pronto a dimettersi dalla Lazio. Un epilogo che conviene anche al club biancoceleste, le cui condizioni finanziarie rendono auspicabile un risparmio sull’ingaggio senza pretendere penali.
La pace con De Laurentiis e il piano per rilanciare la rosa
I vecchi rancori del 2018 sono superati. Sarri ha già indicato i giocatori da valorizzare: Noa Lang, Rafa Marín, Beukema, Marianucci e Gilmour.
Il ritorno di Sarri rappresenterebbe una vera e propria rivoluzione copernicana rispetto al calcio di Conte, ma richiederebbe anche di superare le scorie del passato. L’addio del 2018 fu burrascoso: esonerato per far spazio ad Ancelotti e accusato di non fare turnover, Sarri lasciò Napoli tra le lacrime del Bernabeu e una penale da 8 milioni pagata dal Chelsea (con l’obbligo di acquistare Jorginho). Celebre la sua frase al quotidiano Il Mattino: “L’unico De Laurentiis che mi manca è Edo”.
Oggi, però, la pace è fatta. I due si sono chiariti nel corso degli anni, e la sintonia sul nuovo progetto è totale. Sarri è lusingato dall’idea di costruire una nuova “grande bellezza” e, soprattutto, ha sposato la linea societaria: valorizzare gli acquisti rimasti in ombra. Il tecnico avrebbe già indicato in Noa Lang, Marianucci, Rafa Marín, Sam Beukema e Billy Gilmour le basi da cui ripartire. Un assist perfetto per il bilancio azzurro, che rende ininfluente persino l’interessamento dell’Atalanta (dove Cristiano Giuntoli potrebbe fare il ds).
L’imprevedibilità di De Laurentiis: chi sono i “Mister X” e le alternative?
Il presidente ama depistare. Sullo sfondo restano Palladino, Allegri, Pioli e i sondaggi esplorativi per Pippo Inzaghi e Fabio Grosso.
Tutto fatto, quindi? Assolutamente no. Chi conosce Aurelio De Laurentiis sa che l’imprevedibilità è il suo marchio di fabbrica. Come ricorda giustamente Il Mattino, dopo l’esonero di Rudi Garcia tutti davano per certo l’arrivo di Igor Tudor, e invece dal cilindro presidenziale spuntò Walter Mazzarri. Il presidente ama depistare, e per questo il casting resta aperto a diversi “Mister X”.
La prima alternativa reale è Raffaele Palladino, che vive un’attesa snervante da giorni. La vera suggestione, però, porta il nome di Massimiliano Allegri, qualora dovesse consumarsi il divorzio dal Milan. Non mancano le autocandidature, come quella di Stefano Pioli, desideroso di rilancio dopo l’esperienza alla Fiorentina.
Infine, emergono nomi a sorpresa dai contatti presidenziali. Ci sono stati incontri con l’agente Tullio Tinti per sondare la disponibilità di Pippo Inzaghi (attualmente al Palermo). È bene precisare che si tratta di “Super Pippo”, poiché il fratello Simone è totalmente fuori dai parametri azzurri: l’ex tecnico dell’Inter è blindato in Arabia Saudita all’Al Hilal con un contratto faraonico da 26 milioni a stagione fino al 2027. Occhio anche a Fabio Grosso, per il quale si registra qualche chiamata esplorativa. Il casting è vivo, e il colpo di scena è sempre dietro l’angolo.
| Il Casting per la Panchina del Napoli 2026/2027 | ||
|---|---|---|
| Allenatore | Status Attuale | Dettagli e Cifre |
| Maurizio Sarri | Favorito Assoluto | Pronto triennale da 2,6 mln (fino a 3,2 mln con bonus). Dimissioni in vista dalla Lazio. |
| Raffaele Palladino | Prima Alternativa | In attesa di sviluppi, profilo giovane gradito alla dirigenza. |
| Massimiliano Allegri | Suggestione | Opzione percorribile solo in caso di addio al Milan. Ingaggio elevato. |
| Stefano Pioli | Autocandidatura | In uscita dalla Fiorentina, cerca un progetto di rilancio. |
| Pippo Inzaghi / Grosso | Sondaggi | Contatti esplorativi con l’agente Tullio Tinti per valutare la disponibilità. |
✍️ Il Punto di Vista di Napolissimo
IL GIOCO DELLE PARTI DI DE LAURENTIIS.
Tenere aperte più porte contemporaneamente è la strategia classica di Aurelio De Laurentiis. Far trapelare i nomi di Palladino, Allegri o Inzaghi serve a due scopi precisi: non farsi prendere per il collo in fase di trattativa economica e mantenere alta l’attenzione mediatica. Tuttavia, la convergenza tecnica ed economica con Maurizio Sarri è troppo forte per essere ignorata. Il tecnico toscano ha accettato di lavorare con il materiale umano già a disposizione, togliendo al presidente l’ansia di dover finanziare un mercato faraonico. A meno di clamorosi colpi di teatro (sempre possibili a Napoli), il casting sembra destinato a chiudersi con un romantico e pragmatico ritorno al passato.
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📌 Tutto sul casting per il nuovo allenatore del Napoli
Chi è il favorito per diventare il nuovo allenatore del Napoli?
Maurizio Sarri è attualmente in pole position. Per lui è pronto un contratto triennale da 2,6 milioni di euro netti a stagione, che può salire a 3,2 milioni con i bonus legati alla Champions League.
Chi sono gli altri candidati nella lista di De Laurentiis?
Oltre a Sarri, il presidente valuta le alternative: Raffaele Palladino, Massimiliano Allegri (se lascia il Milan), Stefano Pioli e ha effettuato sondaggi per Pippo Inzaghi e Fabio Grosso.
Quali giocatori del Napoli attuale vuole rilanciare Sarri?
Il tecnico toscano ha garantito a De Laurentiis di voler puntare sulla valorizzazione di elementi già in rosa, tra cui Noa Lang, Rafa Marín, Sam Beukema, Marianucci e Billy Gilmour.
Simone Inzaghi può allenare il Napoli?
No, Simone Inzaghi è fuori dai parametri economici del club. Attualmente allena l’Al Hilal in Arabia Saudita con un contratto faraonico da 26 milioni di euro a stagione valido fino al 2027.
Le indiscrezioni relative al casting per la panchina del Napoli sono state elaborate dalla redazione di Napolissimo.it incrociando i report della stampa sportiva nazionale, tra cui le analisi del quotidiano Il Mattino. Le cifre del contratto di Maurizio Sarri e i contatti con l’agenzia CAA Base LTD provengono da fonti vicine agli ambienti finanziari del calciomercato. I dati sul contratto di Simone Inzaghi all’Al Hilal sono di dominio pubblico. Ultimo aggiornamento: 19 Maggio 2026.



