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Conferenza Conte e De Laurentiis dopo Napoli-Udinese: le parole dell’addio, il futuro e la Nazionale

Una conferenza stampa destinata a fare la storia del calcio italiano: tra retroscena intimi, accuse politiche feroci e verità scomode, si chiude il biennio del tecnico salentino.

📋 In Sintesi

Antonio Conte e Aurelio De Laurentiis hanno ufficializzato la risoluzione consensuale del contratto in una lunghissima conferenza stampa allo Stadio Maradona. Il tecnico lascia il Napoli con un anno di anticipo, rinunciando a 7 milioni di euro netti senza pretendere alcuna buonuscita. Conte ha svelato i retroscena della crisi post-Bologna, attaccando duramente i “falliti” che hanno seminato zizzania per “massacrare il Napoli per like”. De Laurentiis ha confermato l’amicizia decennale nata alle Maldive, svelando di avergli offerto 8 giorni sabbatici per riposarsi. Il presidente ha poi lanciato un attacco senza precedenti al Governo, citando la maglia del Southampton sulla scrivania del Ministro Giorgetti, e ha criticato il sistema del “paracadute” gestito da Claudio Lotito, elogiando invece il modello dell’Arsenal finanziato dallo Stato inglese. Per il futuro di Conte, con le panchine europee blindate, non si esclude un clamoroso ritorno alla Juventus.

Cosa hanno detto Antonio Conte e Aurelio De Laurentiis nella conferenza stampa di addio al Napoli?

La fine di un’era sportiva si è consumata nella sala stampa dello Stadio Diego Armando Maradona, subito dopo la vittoria sull’Udinese. Antonio Conte ha scelto di lasciare il Napoli un anno prima della scadenza naturale del suo contratto (fissata al 30 giugno 2027), e lo ha fatto da gran signore. Nessuna penale d’uscita, nessuna buonuscita pretesa: il tecnico salentino esce dalla porta principale lasciando sul tavolo i 7 milioni di euro netti previsti per la prossima stagione. La decisione, comunicata ad Aurelio De Laurentiis già un mese fa, ha portato a una risoluzione consensuale pacifica, ma la conferenza stampa congiunta si è trasformata in un fiume in piena di retroscena, accuse e verità scomode.

La verità di Conte: la crisi post-Bologna, i “falliti” e il gruppo traumatizzato

Il tecnico dopo la vittoria contro l’Udinese  ha svelato le dinamiche difficili dello spogliatoio e ha attaccato chi ha cercato di “massacrare il Napoli per like”, difendendo i meriti dell’Inter.

Antonio Conte ha preso la parola riavvolgendo il nastro fino alla crisi scoppiata dopo la sconfitta contro il Bologna. “Quello che ho avvertito e denunciato a livello giornalistico è che c’erano situazioni che non mi piacevano. Bisogna avere le palle di dirle le cose”, ha tuonato il tecnico. “Non ho mai fatto campionati anonimi e mai penserò di accompagnare il famoso morto. Ero pronto a farmi da parte. Qualche innesto della campagna acquisti non è entrato in sintonia col vecchio gruppo e si erano create dinamiche molto difficili”.

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Dopo un chiarimento a quattr’occhi con la squadra, la situazione è rientrata, ma un mese fa Conte ha chiamato il presidente: “Non ho chiesto nulla e non ho voluto sapere niente del progetto. Ho detto: ‘Ho percepito che il mio percorso qui sta per terminare'”. Il motivo? Un’autocritica feroce unita a un attacco all’ambiente: “Sul Napoli ho fallito in una cosa, non sono riuscito a compattarvi. Ho visto tanti veleni, tanta zizzania contro me e i calciatori. Quelli che spargono veleno sono dei falliti, Napoli non ha bisogno di loro. Mi auguro che in futuro questa cosa possa dare la spinta ai falliti di non massacrare il Napoli per like”.

Conte ha poi difeso il lavoro psicologico fatto su un gruppo “traumatizzato dopo l’anno post-Scudetto” e ha zittito chi cercava alibi per il mancato titolo: “Scudetto senza infortuni? Bisogna dare i meriti all’Inter, ha meritato di vincere. Appigliarsi a queste cose non mi piace”. Infine, una stoccata ai critici: “Ancelotti bollito? Ancelotti comunque non ha vinto”.

Il futuro di Conte: le panchine europee blindate e l’ombra della Juventus

Con Real, City, PSG, Bayern, Liverpool e United inaccessibili, il tecnico consiglia Guardiola alla Nazionale. Sullo sfondo, l’ipotesi di un ritorno a Torino.

Dove allenerà Antonio Conte la prossima stagione? Al momento, non c’è alcun accordo con altre squadre. Il mercato delle panchine europee è saturo: Real Madrid, Manchester City e PSG sono saldamente occupate, mentre Bayern Monaco, Liverpool e Manchester United risultano blindate. In questo scenario, le indiscrezioni non escludono un clamoroso ritorno alla Juventus, nonostante il recente rinnovo contrattuale firmato da Luciano Spalletti con i bianconeri.

Sull’ipotesi Nazionale Italiana, Conte ha liquidato la questione come “chiacchiere”: “Ho detto che se fossi il presidente della FIGC ci metterei Conte tra i candidati, ma manca ancora il presidente federale. Il mio consiglio è di prendere Guardiola, ma ci sono i fondi per farlo? Toglietevelo dalla testa, posso stare a riposarmi e vengo a trovare Aurelio a Los Angeles perché mi ha invitato”.

La versione di De Laurentiis: le Maldive, i giorni sabbatici e i limiti di budget

Il presidente ha svelato i retroscena della loro amicizia quindicennale e ha spiegato l’impossibilità di competere economicamente con i club inglesi o il PSG.

Aurelio De Laurentiis ha confermato la totale serenità dell’addio, svelando dettagli intimi del loro rapporto. Dopo il ko col Bologna, il patron provò a proteggere il tecnico: “Lo pregai di prendersi otto giorni sabbatici, gli dissi di stare tranquillo e a casa per riposarsi, doveva creare una barriera con il proprio cervello”.

L’amicizia tra i due è profonda: “Siamo amici dai tempi delle Maldive quindici anni fa. Gli chiedevo sempre di un nutrizionista, quando è venuto mi sono portato questa persona come consigliere”. Tuttavia, la realtà economica ha imposto la separazione: “Se non ti senti più sereno con una modalità di campionato che il Napoli ti costringe a fare… non siamo il PSG, il Real, il Barcellona o le squadre inglesi. Dobbiamo rispettare determinati budget”. De Laurentiis ha poi difeso a spada tratta Conte: “Senza infortuni avresti rivinto di nuovo e te lo dico io”.

 

L’attacco al Governo: la maglia di Giorgetti, Lotito e i miliardi dell’Arsenal

Un monologo durissimo contro la politica italiana, i ministri, il “paracadute” della Serie B e l’elogio al modello inglese che ha permesso ad Arteta di vincere.

La parte finale della conferenza si è trasformata in un feroce atto d’accusa di De Laurentiis contro il sistema Italia. Il presidente ha puntato il dito contro i procuratori e la politica: “Ci si mette il ministro dello Sport che crea casino per le giovanili, poi il ministro Giorgetti che sulla sua scrivania ha la maglia del Southampton: cosa gliene frega del calcio italiano? Il governo italiano da decenni è così miope da disattendere 28 milioni di elettori? I politici rompono le scatole per venire a vedere le partite e fare gli allenatori: è straordinario”.

Il patron ha poi rivelato di aver parlato con Giovannino Malagò (presidente del CONI), avvertendolo della “gatta da pelare” per rifondare il calcio. L’attacco si è spostato sulle dinamiche di Lega: “Lotito all’epoca controllava i voti della B, il paracadute è qualcosa di maledetto. Se vieni dalla B con grande fisicità rischi di spaccare le ossa ai miei calciatori. Pensi che investendo 10-15 milioni puoi competere, in realtà rompi solo le scatole”.

Infine, l’elogio al modello inglese: “Il Governo inglese diede un miliardo e mezzo di sterline all’Arsenal per costruire lo stadio, sorrido quando leggo le cifre di Milano e Roma. Gli hanno dato il permesso di costruire edilizia urbana nel centro di Londra. Il signore che ha vinto, Arteta, ci ha messo tre-quattro anni e se lo sono potuti permettere perché avevano questa cifra da parte”.

Per il futuro del Napoli, De Laurentiis ha rassicurato tutti: “Abbiamo trenta calciatori capaci, con pochi nuovi innesti la squadra sarà estremamente competitiva”.

I Dettagli della Risoluzione Contrattuale
Scadenza Naturale del Contratto 30 Giugno 2027
Ingaggio Rinunciato da Conte 7 milioni di euro netti
Penali o Buonuscite Nessuna (Risoluzione Consensuale)
Tempistiche della Comunicazione Un mese fa (Aprile 2026)

✍️ Il Punto di Vista di Napolissimo

UN MANIFESTO SULLO STATO DEL CALCIO ITALIANO.

La conferenza stampa di addio di Antonio Conte si è trasformata in un trattato di sociologia sportiva e politica economica. Da un lato, la rinuncia a 7 milioni di euro da parte del tecnico dimostra un’integrità morale rara nel calcio moderno, accompagnata da una lucida analisi sulle pressioni tossiche (i “falliti a caccia di like”) che inquinano l’ambiente partenopeo. Dall’altro, lo sfogo di Aurelio De Laurentiis ha scoperchiato il vaso di Pandora del sistema Italia. Citare la maglia del Southampton sulla scrivania del Ministro Giorgetti o i miliardi concessi dal Governo inglese all’Arsenal non è una semplice polemica: è la fotografia spietata di un Paese che ostacola chi vuole fare impresa nel calcio. Il Napoli perde un grande allenatore, ma il calcio italiano rischia di perdere la sua competitività internazionale se non ascolterà il grido d’allarme lanciato oggi dal Maradona.

📌 Tutto sulla conferenza di Conte e De Laurentiis

Perché Antonio Conte ha lasciato il Napoli?

Il tecnico ha spiegato di aver percepito la fine del suo percorso e ha ammesso di aver fallito nel compattare l’ambiente, criticando duramente i “falliti” che hanno seminato zizzania per “massacrare il Napoli per like”.


A quanti soldi ha rinunciato Conte con la risoluzione?

Risolvendo consensualmente il contratto in scadenza nel 2027, Antonio Conte ha rinunciato a 7 milioni di euro netti di ingaggio, senza pretendere alcuna buonuscita dal club.


Cosa ha detto De Laurentiis contro il Governo italiano?

Il presidente ha attaccato i ministri Abodi e Giorgetti (citando la maglia del Southampton sulla sua scrivania), accusando la politica di essere miope e invocando il modello inglese che ha finanziato l’Arsenal con 1,5 miliardi di sterline.


Antonio Conte diventerà il nuovo allenatore della Juventus?

Con le panchine dei top club europei blindate, le indiscrezioni non escludono un clamoroso ritorno alla Juventus, nonostante il recente rinnovo di Luciano Spalletti con i bianconeri.

📊 Nota Metodologica & Fonti:
Le dichiarazioni di Antonio Conte e Aurelio De Laurentiis riportate in questo articolo sono state trascritte integralmente dalla conferenza stampa congiunta tenutasi presso la sala stampa dello Stadio Diego Armando Maradona al termine di Napoli-Udinese. I dettagli economici relativi alla risoluzione contrattuale (7 milioni netti) sono stati verificati tramite le fonti finanziarie vicine alla SSC Napoli. Le informazioni sulle panchine europee riflettono lo stato attuale del calciomercato internazionale. Ultimo aggiornamento: 25 Maggio 2026.



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Ludovica De Santis

Classe 1998, è la più giovane della redazione. Cura le tendenze social legate al Napoli e alla Serie A, intercettando umori, meme, tormentoni e dinamiche virali. Con lei, Napolissimo parla anche su TikTok, Instagram e nelle community Telegram. Il calcio è racconto, ma anche immagine. Ludovica lo sa bene.

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