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Maresca è il preferito per il post-Conte al Napoli: chi è, cosa ha vinto e cosa frena l’accordo

Mentre il futuro di Antonio Conte resta in bilico tra il rinnovo e la Nazionale, De Laurentiis prepara il piano B: un campione del mondo con il DNA tattico di Pep Guardiola.

IL PROFILO DEL NUOVO NAPOLI. Il futuro della panchina del Napoli è legato alla decisione di Antonio Conte, tentato dalla Nazionale italiana ma frenato da un ingaggio da 8 milioni netti. Se il tecnico dovesse partire, il DS Giovanni Manna ha già individuato il sostituto: Enzo Maresca. Salernitano, 45 anni, Maresca è un ex centrocampista giramondo diventato un maestro della tattica alla corte di Pep Guardiola al Manchester City. Attualmente svincolato dopo aver dominato la Championship col Leicester e vinto il Mondiale per Club 2025 col Chelsea (battendo il PSG 3-0), rappresenta il profilo ideale per De Laurentiis: giovane, propositivo e svincolato, anche se su di lui resta l’ombra del City per il futuro post-Guardiola.

Chi è Enzo Maresca il tecnico che piace al Napoli se parte Conte

Il valzer delle panchine è pronto a infiammare l’estate calcistica italiana, e l’epicentro del terremoto potrebbe essere proprio Castel Volturno. Le sirene di Coverciano suonano forti per Antonio Conte, individuato dalla FIGC come il salvatore della patria dopo il disastro Mondiale. Tuttavia, il Napoli non ha alcuna intenzione di farsi trovare impreparato come accadde nell’estate del 2023 dopo l’addio di Luciano Spalletti. La dirigenza azzurra ha già tracciato l’identikit del perfetto erede, puntando tutto su un nome che unisce radici campane, visione internazionale e un palmares già pesantissimo.

Perché Antonio Conte potrebbe lasciare il Napoli per la Nazionale?

Antonio Conte è il candidato principale per la panchina dell’Italia, ma il suo addio al Napoli è frenato dal contratto in scadenza nel 2027 da 8 milioni netti a stagione. Una cifra attualmente fuori portata per le casse della FIGC, che necessiterebbe dell’intervento di sponsor esterni.

La situazione attorno all’attuale tecnico azzurro è estremamente fluida. Conte ha ammesso pubblicamente che l’accostamento alla Nazionale è motivo di grande orgoglio, ma ha ribadito con franchezza la centralità del summit di fine stagione con Aurelio De Laurentiis per definire il futuro. Il vero ostacolo, come evidenziato da un’inchiesta di Calcio e Finanza, è di natura prettamente economica. Il Napoli garantisce a Conte uno stipendio di 8 milioni di euro netti l’anno, una cifra impensabile per la Federazione (che in passato pagava Gattuso 800mila euro, Spalletti 2,8 milioni e Mancini 3 milioni).

L’unico precedente storico risale al 2014, quando Conte accettò l’Italia solo grazie all’intervento dello sponsor tecnico Puma, che coprì circa la metà del suo ingaggio complessivo da 3,5 milioni. Se la FIGC non troverà una soluzione creativa simile, o se De Laurentiis deciderà di blindare il suo allenatore, il matrimonio azzurro proseguirà. In caso contrario, il Napoli ha già pronto il piano di riserva, e porta la firma di un salernitano doc.

Chi è Enzo Maresca e qual è la sua storia da calciatore?

Enzo Maresca è un ex centrocampista nato a Pontecagnano Faiano nel 1980. Ha giocato 490 partite in 5 Paesi diversi, vincendo due Coppe UEFA col Siviglia. In Italia è ricordato per il record di 9 gol col Piacenza e per l’esultanza con le “corna del toro” nel derby di Torino con la Juventus.

La storia di Maresca è molto più affascinante di un semplice curriculum sportivo. Nato nella provincia di Salerno il 10 febbraio 1980, in una famiglia di solida cultura calcistica, cresce nelle giovanili di Milan e Cagliari. La prima vera svolta arriva a soli 18 anni: compie una scelta bizzarra e coraggiosa per l’epoca, lasciando l’Italia per attraversare la Manica. Firma con il West Bromwich Albion in Division One (l’equivalente della Serie B inglese), diventando il primo italiano a sfondare nelle Midlands e guadagnandosi l’affetto dei tifosi con una tecnica fuori categoria.

Tornato in Italia, veste le maglie di Bologna, Juventus, Piacenza e Fiorentina. L’aneddoto che lo lega indissolubilmente al folklore calcistico italiano risale ai tempi della Juventus: segna nel derby contro il Torino e celebra mimando le corna del toro, una goliardata che racconta molto del suo carattere sanguigno e autentico. La sua miglior stagione realizzativa la vive a Piacenza (9 gol nel 2002-03 in una squadra che poi retrocesse), ma è al Siviglia che matura la sua mentalità europea, vincendo la Coppa UEFA e la Supercoppa Europea nel 2006 a stretto contatto con Juande Ramos. Una curiosità fondamentale per capire la sua mente: Maresca è un grande appassionato di scacchi. Il suo calcio riflette esattamente quella logica: anticipare le mosse dell’avversario, dominare il tempo della partita e creare sorprese con varianti studiate.

Qual è la carriera da allenatore di Enzo Maresca fino al trionfo col Chelsea?

Ritiratosi nel 2017, Maresca ha iniziato come vice all’Ascoli, Siviglia e West Ham. Dopo aver guidato l’Under 23 del Manchester City, ha fallito a Parma in Serie B. Tornato al City come vice di Guardiola (vincendo il Treble), ha poi trionfato col Leicester e vinto il Mondiale per Club col Chelsea.

La gavetta in panchina inizia immediatamente dopo il ritiro dal calcio giocato nel 2017. I primi anni sono oscuri ma fondamentali: fa il vice di Fulvio Fiorin all’Ascoli in Serie B, poi entra nello staff di Vincenzo Montella al Siviglia e di Manuel Pellegrini al West Ham in Premier League. Sono anni in cui studia, assorbe e costruisce il suo credo. La svolta arriva quando il Manchester City gli affida la Elite Development Squad (l’Under 23): vince la Premier League 2 e strega Pep Guardiola. Il legame intellettuale tra i due si cementa sulla visione del calcio come sistema dinamico.

Nel 2021 arriva la prima grande delusione: il Parma, appena retrocesso, lo chiama in Serie B per un progetto esplicitamente ribattezzato “guardiolismo”. Il meccanismo si inceppa: viene esonerato il 23 novembre dopo 13 partite e soli 17 punti. La goccia che fa traboccare il vaso è il secondo tempo contro il Cosenza al Tardini, dove il Parma viene dominato da una squadra ripescata dalla Serie C. Maresca paga per tutti, ma impara una lezione preziosa sull’adattamento tattico. Torna al City come vice di Guardiola, partecipando attivamente al Treble del 2023 (Premier, FA Cup, Champions contro l’Inter). Forte di questa esperienza, firma col Leicester City: domina la Championship vincendola con 97 punti e due giornate d’anticipo. Questo capolavoro gli vale la chiamata del Chelsea, dove compie un miracolo: quarto in Premier, vittoria in Conference League e trionfo nel Mondiale per Club 2025. A dicembre 2025, per tensioni interne sulla gestione della rosa, rescinde consensualmente, diventando lo svincolato di lusso del mercato con un win rate totale ai Blues del 59,8%.

Come gioca Enzo Maresca e perché è considerato l’allievo di Guardiola?

La tattica di Maresca si basa sui principi di Pep Guardiola: costruzione dal basso con il coinvolgimento del portiere, possesso palla elaborato e pressing altissimo. Al Chelsea ha dimostrato grande evoluzione tattica, neutralizzando il pressing altissimo del PSG nella finale del Mondiale per Club (3-0).

Maresca è l’erede diretto del guardiolismo, ma con un pragmatismo adattato alle situazioni. Al Leicester ha costruito un sistema di possesso elaborato, verificato anche dagli analisti indipendenti di Coaches’ Voice: il portiere partecipa attivamente alla costruzione, i centrocampisti si muovono in coppia per bloccare il gioco avversario su un lato e i terzini attaccano precocemente per creare superiorità numerica.

Tuttavia, il capolavoro che ha zittito i critici è stata la finale del Mondiale per Club contro il PSG di Luis Enrique. Tutti davano i francesi per favoriti dopo aver dominato il Real Madrid in semifinale, ma Maresca ha studiato il loro pressing altissimo e lo ha neutralizzato: ha ordinato uscite basse e passaggi corti per attirare l’avversario, aspettando il momento del recupero palla per colpire in ripartenza negli spazi aperti. Il risultato è stato un 3-0 senza appello (doppietta di Palmer nel primo tempo e tris di Joao Pedro), dimostrando che il suo calcio non è solo possesso sterile, ma scacchi applicati al prato verde.

Perché Enzo Maresca è il profilo perfetto per il Napoli di De Laurentiis?

Enzo Maresca risponde a tutti i requisiti del Napoli: è svincolato (nessun costo di rescissione), propone un calcio offensivo, ha esperienza internazionale vincente ed è nel pieno della maturità (45 anni). Inoltre, la sua gestione valorizza i giovani talenti, in linea con la politica del club.

Secondo le indiscrezioni riportate da Tuttomercatoweb, il nome di Maresca è in cima alla lista del Direttore Sportivo Giovanni Manna. Aurelio De Laurentiis ha sempre avuto un debole per gli allenatori “affamati” e in rampa di lancio, preferendoli spesso ai profili già sazi. L’esperienza negativa dell’anno post-Scudetto (con la scelta improvvisa di Rudi Garcia) ha insegnato che la piazza partenopea ha bisogno di un leader carismatico ma con idee tattiche moderne e codificate.

Maresca, assistito dal potentissimo agente Jorge Mendes, rappresenta l’incastro perfetto. È un campano doc, conosce le pressioni del calcio italiano e ha dimostrato di saper gestire spogliatoi complessi e rose sovraffollate come quella del Chelsea. Se il nodo Conte dovesse sciogliersi in direzione Coverciano, il Napoli ha già in mano la carta per aprire un nuovo, affascinante ciclo tecnico.

✍️ Il Punto di Vista di Napolissimo

MARESCA È L’UNICO EREDE CREDIBILE DI SPALLETTI, MA IL NAPOLI DEVE BATTERE IL CITY SUL TEMPO. L’addio di Luciano Spalletti nel 2023 fu un trauma perché il Napoli scelse Rudi Garcia, un tecnico senza un’idea di gioco compatibile con quella rosa. Oggi, se Conte dovesse salutare, De Laurentiis non può ripetere l’errore. Enzo Maresca non è una scommessa, è l’unico profilo sul mercato in grado di riprendere il filo del discorso tattico interrotto due anni fa: dominio del gioco, costruzione dal basso e valorizzazione del talento offensivo. Ma c’è un ostacolo enorme: l’ombra di Pep Guardiola. Come confermato da Fabrizio Romano, il Manchester City ha già individuato nel salernitano l’erede naturale del catalano (in scadenza nel 2027). Se il Napoli vuole davvero aprire un ciclo con Maresca, deve offrirgli un progetto sportivo inattaccabile prima che il City decida di blindarlo per il proprio futuro.

LA CARRIERA DA CALCIATORE DI ENZO MARESCA

Stagione Club Campionato Note e Traguardi
1998-2000 West Bromwich Albion Division One (ING) Primo italiano a sfondare nelle Midlands
2001-2004 Juventus Serie A Celebre gol nel derby col Torino (esultanza “corna”)
2002-2003 Piacenza Serie A Record personale di marcature (9 gol in stagione)
2005-2007 Siviglia La Liga (SPA) Vittoria Coppa UEFA 2006 e Supercoppa UEFA

LA CARRIERA DA ALLENATORE E I TROFEI

Periodo Squadra Ruolo Risultati e Trofei
2020-2021 Manchester City EDS Allenatore U23 Vittoria Premier League 2
2021 Parma Allenatore Esonero dopo 13 partite (Serie B)
2022-2023 Manchester City Vice Allenatore (Guardiola) Treble: Premier League, FA Cup, Champions League
2023-2024 Leicester City Allenatore Vittoria Championship (97 punti) e Promozione
2024-2025 Chelsea Allenatore Mondiale per Club 2025, Conference League, 4° in Premier

📌 Tutto su Enzo Maresca e la panchina del Napoli

Perché Antonio Conte potrebbe lasciare il Napoli per la Nazionale?

Antonio Conte è il candidato principale per la panchina dell’Italia, ma il suo addio al Napoli è frenato dal contratto in scadenza nel 2027 da 8 milioni netti a stagione. Una cifra attualmente fuori portata per le casse della FIGC, che necessiterebbe dell’intervento di sponsor esterni.

Chi è Enzo Maresca e qual è la sua storia da calciatore?

Enzo Maresca è un ex centrocampista nato a Pontecagnano Faiano nel 1980. Ha giocato 490 partite in 5 Paesi diversi, vincendo due Coppe UEFA col Siviglia. In Italia è ricordato per il record di 9 gol col Piacenza e per l’esultanza con le “corna del toro” nel derby di Torino con la Juventus.

Qual è la carriera da allenatore di Enzo Maresca fino al trionfo col Chelsea?

Ritiratosi nel 2017, Maresca ha iniziato come vice all’Ascoli, Siviglia e West Ham. Dopo aver guidato l’Under 23 del Manchester City, ha fallito a Parma in Serie B. Tornato al City come vice di Guardiola (vincendo il Treble), ha poi trionfato col Leicester e vinto il Mondiale per Club col Chelsea.

Come gioca Enzo Maresca e perché è considerato l’allievo di Guardiola?

La tattica di Maresca si basa sui principi di Pep Guardiola: costruzione dal basso con il coinvolgimento del portiere, possesso palla elaborato e pressing altissimo. Al Chelsea ha dimostrato grande evoluzione tattica, neutralizzando il pressing altissimo del PSG nella finale del Mondiale per Club (3-0).

📊 Nota Metodologica & Fonti:
Le informazioni relative al futuro della panchina del Napoli e all’interesse per Enzo Maresca sono state verificate incrociando le indiscrezioni pubblicate da Calcio e Finanza, Tuttomercatoweb e dal giornalista Fabrizio Romano. I dati biografici, statistici e tattici sulla carriera di Maresca (inclusi i trofei vinti con Leicester e Chelsea e i dettagli della finale contro il PSG) sono stati estratti dai database di Sky Sport, Wikipedia e dalle analisi tecniche di Coaches’ Voice. L’analisi sull’eredità tattica di Luciano Spalletti (“Il Punto di Vista”) rappresenta un’elaborazione editoriale originale della redazione di Napolissimo.it.
Ultimo aggiornamento: Sabato 11 Aprile 2026.

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Enrico Greco

Giornalista sportivo, da oltre vent'anni segue con passione le vicende della SSC Napoli e della Serie A. Esperto di tattica, comunicazione sportiva e media digitali, coordina la linea editoriale di Napolissimo con uno sguardo strategico e una penna sempre tagliente. Appassionato di calcio "di posizione", è tra i primi in Italia a parlare di pressing ultra-offensivo nel 2006.

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