
I CONTI DEL CLUB. Il Napoli si conferma una delle società più solide d’Europa, vantando una liquidità di 174 milioni di euro e un patrimonio netto di 190 milioni. Tuttavia, l’avvio del nuovo ciclo tecnico affidato ad Antonio Conte ha comportato un’impennata vertiginosa dei costi di gestione. Secondo l’analisi de La Gazzetta dello Sport, il monte ingaggi è salito a 160 milioni di euro (il terzo più alto della Serie A), mentre gli ammortamenti toccano quota 130 milioni. Questo squilibrio tra costi e ricavi ha portato allo sforamento del parametro UEFA ‘squad cost ratio’, costringendo Aurelio De Laurentiis a imporre un mercato di gennaio a costo zero. Nonostante i ricavi garantiti dal ritorno in Champions League, il bilancio al 30 giugno 2026 viaggia verso un rosso stimato di 30 milioni di euro, imponendo una revisione delle strategie per il prossimo calciomercato estivo.
Qual è la situazione economica del Napoli, a quanto ammontano gli stipendi e perché il mercato di gennaio è stato a costo zero?
Vincere e mantenere i conti in ordine è l’utopia di ogni club calcistico moderno. Il Napoli di Aurelio De Laurentiis, nel corso dell’ultimo decennio, ha rappresentato un’eccezione virtuosa nel panorama europeo, riuscendo a cucirsi sul petto due storici Scudetti senza mai abbandonare la via della sostenibilità aziendale. Tuttavia, l’apertura del nuovo ciclo tecnico nell’estate del 2024, con l’ingaggio di Antonio Conte e una campagna acquisti faraonica, ha inevitabilmente alterato gli equilibri finanziari del club. Oggi, la fotografia economica della SSC Napoli restituisce l’immagine di una cassaforte piena, ma con un rubinetto delle uscite che necessita di essere stretto al più presto.
I numeri del bilancio: stipendi in aumento e rosso in vista
Analizzando le voci di spesa, il dato che balza immediatamente all’occhio è l’escalation del monte ingaggi. Durante la stagione 2024-2025, gli stipendi lordi erano già cresciuti di 25 milioni, assestandosi a quota 133 milioni di euro. In questa stagione (2025-2026), l’asticella si è ulteriormente alzata, toccando la cifra record di 160 milioni di euro. A questo si aggiunge il peso degli ammortamenti dei cartellini, cresciuti fino a 130 milioni.
Oggi il Napoli vanta il terzo monte ingaggi della Serie A, posizionandosi alle spalle delle inarrivabili Inter e Juventus, ma superando corazzate come Milan e Roma. Il problema strutturale, come evidenziato dall’inchiesta de La Gazzetta dello Sport, è che il giro d’affari (fatturato strutturale) non è cresciuto di pari passo con i costi. Nonostante i ricchi premi garantiti dalla nuova Champions League, l’aumento degli introiti da stadio e la spinta del merchandising, le proiezioni indicano che il bilancio al 30 giugno 2026 chiuderà con una perdita stimata di 30 milioni di euro. Un passivo che fa seguito al rosso di 21 milioni registrato lo scorso anno, quando la conquista dello Scudetto non fu sufficiente a colmare la sanguinosa mancata partecipazione alla massima competizione europea.
Il tesoretto di De Laurentiis: liquidità e patrimonio netto
Approfondendo la solidità aziendale, è fondamentale rassicurare la piazza: il Napoli non è un club in crisi. A differenza di molte altre realtà italiane costrette a ricorrere a prestiti obbligazionari o iniezioni di capitale da parte delle proprietà straniere, la società azzurra può assorbire questi urti in totale autonomia.
I dati ufficiali al 30 giugno 2025 certificano un patrimonio netto di 190 milioni di euro e, soprattutto, una liquidità di cassa pari a 174 milioni. È un tesoretto immenso, costruito negli anni d’oro e capace persino di riassorbire il drammatico deficit da 130 milioni generato durante il periodo Covid (ripianato in un solo biennio con utili per 143 milioni). Il Napoli può gestire le perdite attuali senza battere ciglio, ma De Laurentiis, da abile imprenditore, sa perfettamente che intaccare le riserve per pagare stipendi non è una strategia sostenibile a lungo termine.

Il blocco UEFA: cos’è lo ‘squad cost ratio’ e l’impatto sul mercato
Sviscerando le dinamiche regolamentari, c’è un motivo tecnico ben preciso che spiega l’immobilismo (o quasi) del Napoli nell’ultima sessione di mercato invernale. Il club ha superato la soglia imposta dalla UEFA relativa allo ‘squad cost ratio’. Si tratta del parametro fondamentale del nuovo Fair Play Finanziario, che impone alle società di non spendere più di una determinata percentuale dei propri ricavi (attualmente il 70%) per gli stipendi di giocatori e allenatori, i diritti d’immagine e gli ammortamenti dei trasferimenti.
Avendo sforato questo limite, la dirigenza si è vista costretta a imporre un mercato di gennaio a saldo zero: ogni entrata doveva essere rigorosamente finanziata da un’uscita di pari peso a bilancio. Un vincolo che ha impedito a Giovanni Manna di regalare a Conte ulteriori pedine costose, limitando le operazioni a scambi o prestiti mirati.
Le strategie future: come cambierà il calciomercato del Napoli
Proiettando gli scenari per l’estate, la strada tracciata dalla presidenza è chiara: si tornerà al rigore. Il saldo netto per gli acquisti è stato tenuto sotto controllo (circa 100 milioni) solo grazie alle maxi-cessioni di Victor Osimhen e Khvicha Kvaratskhelia, ma il player trading non può essere l’unica ancora di salvezza.
Questo non significa che il Napoli smetterà di investire o che ridimensionerà le ambizioni del progetto Conte. Significa, piuttosto, che la spesa annua complessiva (la somma tra stipendi lordi e ammortamenti) non potrà subire ulteriori incrementi, ma andrà razionalizzata e ridotta. Ci si aspetta un mercato estivo fatto di cessioni strategiche di esuberi ad alto ingaggio, per liberare spazio salariale e rientrare nei rigidi parametri UEFA, garantendo così un futuro lungo e prospero al club partenopeo.
| Voce Finanziaria | Stagione 2024/2025 | Stagione 2025/2026 (Stima) |
|---|---|---|
| Monte Ingaggi Lordo | 133 Milioni € | 160 Milioni € |
| Ammortamenti | – | 130 Milioni € |
| Risultato d’Esercizio | – 21 Milioni € | – 30 Milioni € |
| Liquidità / Cassa | 174 Milioni € | Solida (Copre le perdite) |
📊 Nota Metodologica & Fonti:
I dati economico-finanziari riportati in questo dossier (monte ingaggi, ammortamenti, liquidità e patrimonio netto) sono stati elaborati dalla redazione di Napolissimo.it incrociando i bilanci ufficiali depositati dalla SSC Napoli SpA e l’inchiesta giornalistica pubblicata da La Gazzetta dello Sport. Le proiezioni sul bilancio al 30 giugno 2026 sono stime basate sull’attuale costo della rosa e sui parametri UEFA.
Ultimo aggiornamento: Giovedì 5 Marzo 2026.
📌 Tutto sul bilancio e gli stipendi del Napoli
A quanto ammonta il monte ingaggi del Napoli?
Nella stagione 2025/2026, il monte ingaggi lordo del Napoli ha raggiunto i 160 milioni di euro. È il terzo più alto della Serie A, dietro a Inter e Juventus, ma davanti a Milan e Roma.
Il Napoli ha debiti o problemi economici?
Assolutamente no. Nonostante le perdite a bilancio, il club è solidissimo: vanta un patrimonio netto di 190 milioni di euro e una liquidità in cassa di 174 milioni, che permette di ripianare i passivi senza prestiti esterni.
Perché il mercato di gennaio è stato a costo zero?
Il Napoli ha dovuto bloccare gli investimenti invernali perché ha superato lo ‘squad cost ratio’, un parametro della UEFA che vieta di spendere per la rosa (stipendi e ammortamenti) oltre una certa percentuale dei ricavi totali.
Quanto ha perso il Napoli nell’ultimo bilancio?
Il bilancio 2024/2025 si è chiuso con un rosso di 21 milioni di euro (pesa la mancata qualificazione in Champions). Per l’esercizio in corso (chiusura 30 giugno 2026), si stima un’ulteriore perdita di circa 30 milioni.
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