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De Laurentiis e i cent'anni del Napoli: il retroscena del 1999, i due scudetti, l'omaggio a Maradona e l'obiettivo Champions con Allegri

Dal tribunale fallimentare al tetto d'Italia, fino all'ossessione europea: il presidente azzurro ripercorre ventidue anni di presidenza nel giorno più solenne della storia del club, fissando l'ultimo, grande traguardo.

📌 SINTESI ESECUTIVA (TL;DR)

Nel giorno del Centenario del Napoli, Aurelio De Laurentiis ha ripercorso la sua presidenza iniziata nel 2004 dopo il fallimento. Il patron ha celebrato Diego Armando Maradona come “unico nella storia del calcio mondiale” e ha fissato l’ultimo grande obiettivo del suo ciclo: vincere la Champions League con Massimiliano Allegri. Sul palco di Piazza del Plebiscito sarà affiancato dall’ex presidente Corrado Ferlaino e dall’AD Andrea Chiavelli.

Cosa ha detto Aurelio De Laurentiis sul Centenario del Napoli, su Maradona e sull’obiettivo Champions League con Allegri?

Cento anni di storia non si cancellano, ma si possono salvare dall’oblio. Quando stasera Aurelio De Laurentiis salirà sul palco di Piazza del Plebiscito per celebrare il Centenario della SSC Napoli, non festeggerà solo un secolo di vita del club, ma anche il compimento di un miracolo imprenditoriale e sportivo iniziato ventidue anni fa tra le aule polverose di un tribunale. In una lunga e sentita intervista rilasciata al Tg3 Campania, il patron azzurro ha tracciato un bilancio intimo e ambizioso, mescolando i ricordi del fallimento con l’ossessione per il futuro europeo.

Come ha acquistato il Napoli Aurelio De Laurentiis nel 2004?

Dopo un primo tentativo fallito nel 1999, De Laurentiis rilevò il titolo sportivo dal tribunale fallimentare nell’agosto 2004 versando assegni circolari per 28 milioni di euro.

La storia d’amore tra De Laurentiis e il Napoli non è nata nel 2004, ma cinque anni prima. Era il 1999, gli azzurri avevano appena fallito il ritorno in Serie A, e il produttore cinematografico (convinto dall’ex presidente Roberto Fiore) mise sul tavolo di Corrado Ferlaino un’offerta pubblica da 100 miliardi di lire. Una trattativa che non fu mai realmente aperta.

Il destino, però, aveva solo rimandato l’appuntamento. A inizio agosto del 2004, con la morte sportiva del club decretata dalla Settima sezione Fallimentare del tribunale, De Laurentiis tornò alla carica. Studiò una strategia lampo con l’avvocato Geppy Cipriani Marinelli e si presentò a Castel Capuano mettendo sul tavolo assegni circolari per 28 milioni di euro. Una mossa che spiazzò una concorrenza folta ma economicamente debole, garantendogli il titolo sportivo e l’onere di far risorgere la squadra dalle ceneri della Serie C.

Scheda Dati: I numeri chiave dell’era De Laurentiis alla guida della SSC Napoli
Data di Acquisizione Agosto 2004 (Tribunale Fallimentare)
Cifra Investita Inizialmente 28 Milioni di Euro
Scudetti Vinti (Gestione ADL) 2 (Spalletti, Conte)
Qualificazioni Europee Consecutive 16 stagioni di fila
Allenatori Top Ingaggiati Benitez, Ancelotti, Spalletti, Conte, Allegri

Cosa ha detto De Laurentiis su Diego Armando Maradona e sulla città di Napoli?

Il presidente ha definito Maradona “unico nella storia del calcio mondiale” e ha descritto Napoli come una città divisa tra paradiso e inferno, in un purgatorio continuo.

Nel giorno in cui si celebra la storia, non poteva mancare il tributo al giocatore che ha reso il Napoli un mito globale. “Maradona è stato grande, irripetibile, unico nella storia non del Napoli ma del calcio mondiale”, ha dichiarato De Laurentiis. Un omaggio doveroso che farà da preludio all’incontro sul palco del Plebiscito con Corrado Ferlaino, il presidente che nel 1984 portò il Pibe de Oro in azzurro dopo 55 giorni di estenuanti trattative condotte dal compianto Antonio Juliano.

Ma le parole più profonde il patron le ha riservate al legame viscerale tra la squadra e il tessuto sociale partenopeo: “Napoli calcio si confonde con Napoli città, una città molto particolare divisa tra paradiso e inferno, dunque in un purgatorio continuo che abbiamo toccato solo ai tempi della serie C. Per noi è stato poi sempre un Paradiso”. Un legame che la società ha voluto onorare concretamente: alle 19:26, mentre suoneranno le campane di cento chiese, il club consegnerà doni nelle mense dei poveri delle parrocchie, un pensiero per gli “invisibili” della città.

⚡ Perché questa notizia conta per il Napoli: L’immagine di De Laurentiis sul palco insieme a Corrado Ferlaino è un atto di pacificazione storica. Per anni, la gestione pre-fallimento e quella post-fallimento sono state vissute quasi in contrapposizione. Unirle nella notte del Centenario significa ricucire lo strappo generazionale, riconoscendo che i due Scudetti di Ferlaino (con Maradona) e i due di De Laurentiis (con Spalletti e Conte) appartengono alla stessa, gloriosa linea di sangue azzurra.

Qual è l’obiettivo del Napoli con Massimiliano Allegri in panchina?

De Laurentiis ha fissato la vittoria della Champions League come ultimo traguardo per completare il suo ciclo, affidandosi all’esperienza europea di Allegri.

Se il passato è motivo di orgoglio (“Siamo riusciti ad avere un Napoli mai così vincente, con una presenza fissa in Europa per sedici stagioni”), il futuro è un’ossessione dichiarata. De Laurentiis non si accontenta dei due Scudetti vinti in tre anni. Vuole la consacrazione definitiva.

Sul palco del Plebiscito ci sarà anche Massimiliano Allegri, l’ultimo grande colpo di una presidenza che ha portato a Napoli tecnici del calibro di Benitez, Ancelotti, Spalletti e Conte. Il presidente ha ricordato il curriculum del livornese (“Sei scudetti e due finali di Champions League”) per lanciare la sfida più grande: “In 22 anni di calcio ho sempre indovinato quello che sarebbe successo. Al mio ciclo manca la Champions League, chissà se Max Allegri ce la porterà. È sempre un obiettivo, si deve andare per i massimi obiettivi. Per completare i successi manca solo la vittoria della Champions”.

Quale errore ha ammesso di aver commesso De Laurentiis in questi anni?

Il presidente ha confessato di essersi lasciato talvolta trascinare più dal cuore e dalla passione che dalla fredda responsabilità imprenditoriale.

In un’intervista dai toni trionfali, c’è stato spazio anche per un momento di rara autocritica. Alla domanda su quale fosse stato l’errore più grande commesso in questi ventidue anni di gestione, De Laurentiis ha risposto in modo inaspettato: “Mi sono talvolta lasciato trascinare dal cuore più che dalla responsabilità imprenditoriale”.

Una dichiarazione che suona quasi paradossale per un presidente spesso accusato dalla piazza di essere un freddo calcolatore, attento solo ai bilanci. Eppure, questa ammissione svela il lato più umano del patron azzurro, quello che in passato lo ha portato a trattenere giocatori oltre il loro ciclo naturale per affetto, o a ingaggiare battaglie donchischiottesche contro i poteri forti del calcio per puro senso di giustizia sportiva.

✍️ Il Punto di Vista di Napolissimo

L’OSSESSIONE CHAMPIONS E IL PESO DELLA STORIA.

Le parole di Aurelio De Laurentiis al Tg3 Campania non sono semplici dichiarazioni di facciata, ma il testamento programmatico di un uomo che sa di aver già vinto la sua scommessa. Prendere una squadra fallita in Serie C e portarla a vincere due Scudetti in tre anni, garantendo 16 anni consecutivi di Europa, è un’impresa che non ha eguali nel calcio moderno. Ma De Laurentiis è un produttore cinematografico: sa che ogni grande film ha bisogno di un finale epico. L’ossessione per la Champions League, dichiarata apertamente affidandosi a Massimiliano Allegri, è l’ultimo tassello per trasformare un’ottima presidenza in una leggenda immortale. Il Napoli del Centenario non si nasconde più: non è più la provinciale che sogna di dar fastidio alle grandi, ma una superpotenza europea che pretende il suo posto sul tetto del mondo.

📌 Tutto sulle dichiarazioni di De Laurentiis per il Centenario

Come ha acquistato il Napoli Aurelio De Laurentiis nel 2004?

Dopo un primo tentativo fallito nel 1999, De Laurentiis rilevò il titolo sportivo dal tribunale fallimentare nell’agosto 2004 versando assegni circolari per 28 milioni di euro.


Cosa ha detto De Laurentiis su Diego Armando Maradona e sulla città di Napoli?

Il presidente ha definito Maradona “unico nella storia del calcio mondiale” e ha descritto Napoli come una città divisa tra paradiso e inferno, in un purgatorio continuo.


Qual è l’obiettivo del Napoli con Massimiliano Allegri in panchina?

De Laurentiis ha fissato la vittoria della Champions League come ultimo traguardo per completare il suo ciclo, affidandosi all’esperienza europea di Allegri.


Quale errore ha ammesso di aver commesso De Laurentiis in questi anni?

Il presidente ha confessato di essersi lasciato talvolta trascinare più dal cuore e dalla passione che dalla fredda responsabilità imprenditoriale.

📊 Nota Metodologica & Fonti:
La redazione di Napolissimo.it precisa che le dichiarazioni di Aurelio De Laurentiis analizzate in questo articolo sono state rilasciate in esclusiva al Tg3 Campania in occasione delle celebrazioni per il Centenario della SSC Napoli (1° agosto 2026). I dati storici relativi all’acquisizione del club nel 2004 (28 milioni di euro) e alle 16 qualificazioni europee consecutive sono fatti accertati e documentati. Ultimo aggiornamento: 1 Agosto 2026.

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Ludovica De Santis

Classe 1998, è la più giovane della redazione. Cura le tendenze social legate al Napoli e alla Serie A, intercettando umori, meme, tormentoni e dinamiche virali. Con lei, Napolissimo parla anche su TikTok, Instagram e nelle community Telegram. Il calcio è racconto, ma anche immagine. Ludovica lo sa bene.

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