Napoli e Fiorentina, 100 anni di storie intrecciate: da Maradona e Baggio ad Allegri e Vanoli
Nati a quattro giorni di distanza nell’agosto 1926, Napoli e Fiorentina hanno attraversato trionfi, coppe europee, fallimenti e rinascite. Un secolo di campioni, passioni e destini che spesso si sono incrociati.

📌 In sintesi
SSC Napoli e ACF Fiorentina hanno appena festeggiato i 100 anni di storia. Fondate a quattro giorni di distanza nell’agosto del 1926, le due società condividono un DNA fatto di trionfi, cadute rovinose (i fallimenti dei primi anni Duemila) e rinascite. Oggi si affrontano con guide tecniche diverse: il Napoli si affida all’esperienza di Massimiliano Allegri, mentre la Fiorentina ha richiamato Paolo Vanoli dopo lo shock dell’esonero di Grosso. A unire le due piazze, uniche squadre delle rispettive città, c’è un filo rosso intessuto di romanticismo, campioni indimenticabili (da Maradona a Baggio) e un legame viscerale con l’Argentina, sublimato dalla figura storica di Bruno Pesaola.
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Qual è la storia tra Napoli e Fiorentina, quando sono state fondate e quali sono i legami storici e calcistici tra i due club?
Cent’anni compiuti da poche settimane. Un secolo esatto di calcio, passione, trionfi e cadute rovinose. La fondazione di Napoli e Fiorentina è avvenuta nello stesso anno e nello stesso mese: il 25 agosto 1926 per il club azzurro, il 29 agosto per quello viola. A battezzare queste due realtà furono figure profondamente distanti tra loro: a Firenze c’era il marchese Luigi Ridolfi Vay da Verrazzano, segretario provinciale del partito fascista; a Napoli c’era l’imprenditore Giorgio Ascarelli, un ebreo visionario che aveva grandi progetti per la città. A quei due vessilli si legarono subito fiorentini e napoletani. E per sempre. Firenze e Napoli sono tra le pochissime grandi città italiane (insieme a Bologna, Cagliari e Venezia) ad avere una sola squadra in Serie A. Un’esclusività che si avverte nel tifo, in quel termometro della passione che non si ferma mai, nel bene e nel male.
Come sono nate Napoli e Fiorentina e come hanno superato i rispettivi fallimenti?
La sofferenza è iscritta nel DNA di queste due squadre e delle loro tifoserie. Lo conferma la storia recente, perché al traguardo del centenario entrambe sono arrivate dopo aver attraversato l’inferno dei crac finanziari di inizio secolo. Nel 2002 si chiuse in maniera traumatica, con il fallimento, l’era Cecchi Gori, che aveva riportato il club toscano nel grande calcio. La Fiorentina ripartì con la famiglia Della Valle dalla Serie C2, facendo poi il balzo direttamente in Serie B per meriti sportivi.
Due anni dopo, nel 2004, toccò all’ex club di Diego Armando Maradona. Alla porta del vecchio tribunale di Castel Capuano si affacciò Aurelio De Laurentiis con 32 milioni di euro e un progetto lungimirante, non da tutti compreso all’epoca. Oggi, dopo due scudetti vinti sotto la sua gestione, quel progetto mira addirittura alla Champions League. Ma come direbbe Massimiliano Allegri, toscano di Livorno, ci vuole «halma»: la Champions per il Napoli non è una coppa da alzare in primavera, ma un traguardo da raggiungere attraverso la continuità in campionato.
| Tappa Storica | SSC Napoli | ACF Fiorentina |
|---|---|---|
| Fondazione | 25 Agosto 1926 (G. Ascarelli) | 29 Agosto 1926 (L. Ridolfi) |
| Primo Trofeo Europeo | Coppa UEFA (1989) | Coppa delle Coppe (1961) |
| Fallimento Societario | 2004 | 2002 |
| Rinascita | Era Aurelio De Laurentiis | Era Famiglia Della Valle |
Qual è la situazione attuale tra l’Allegri del Napoli e il Vanoli della Fiorentina?
Il ciclo di De Laurentiis a Napoli ha portato non soltanto scudetti e coppe, ma anche un equilibrio gestionale, evitando quegli sbalzi d’umore che avevano condizionato i percorsi della squadra in passato. Napoli ha imparato la pazienza di attendere lo sviluppo di un progetto. Lo si è visto nei giorni difficili per Massimiliano Allegri: la reazione a tre sconfitte consecutive è arrivata nel rabbioso secondo tempo contro il Bologna, in un assalto lanciato dall’anziano De Bruyne e dal giovane Favasuli. Allegri ha ritrovato lo spirito del vero Napoli, quella resilienza che aveva consentito agli azzurri di battere l’Inter nella sfida scudetto del 2025.
La Fiorentina, invece, ha avuto bisogno di uno shock immediato. Dopo tre sconfitte, la dirigenza ha esonerato Fabio Grosso e ha richiamato Paolo Vanoli, l’uomo che aveva guidato la squadra a una dignitosa salvezza nella passata stagione. Non si inventa nulla e l’esperienza è una componente vitale: ecco perché De Laurentiis ha scelto Allegri dopo il biennio vincente ma logorante di Antonio Conte, ed ecco perché Firenze si è aggrappata alle certezze di Vanoli, che ha subito risposto vincendo due partite tra campionato e Coppa Italia.
Qual è il legame storico tra le due piazze, l’Argentina e i grandi campioni?
Come tutte le tifoserie passionali, fiorentini e napoletani hanno anche una passione “anti”. E la loro prima rivale storica è la Juventus. Nel 1990, alla vigilia dei Mondiali italiani, i bianconeri acquistarono Roberto Baggio da Firenze. Tornato da avversario al Comunale nella successiva primavera, il “Divin Codino” si rifiutò di battere un rigore e raccolse una sciarpa viola lanciata dagli spalti. Un gesto di immenso amore che Firenze non ha mai dimenticato.
Ma il vero filo conduttore tra le due città è l’Argentina. Gabriel Omar Batistuta non a caso è “Bati-gol” per le 207 reti segnate in viola, spesso innescato da Ciccio Baiano, un ragazzo di Soccavo in cui Diego Armando Maradona aveva intravisto il talento puro. La storia tra Diego e Napoli è andata molto oltre il suo addio forzato del 1991 e la sua tragica scomparsa del 2020. Al Murale di Largo de Deo si recò anche il presidente della Fiorentina, Rocco Commisso, prima di una partita di tre anni fa. E fu proprio la sua Fiorentina a rendere omaggio al Napoli di Luciano Spalletti (fiorentino di Certaldo) con il “pasillo de honor”, l’applauso che gli avversari dedicano a chi ha appena vinto lo scudetto.
Chi era Bruno Pesaola e perché rappresenta il ponte tra Napoli e Firenze?
Se c’è un uomo che incarna perfettamente l’anima di entrambe le città, quello è Bruno Pesaola. L’argentino di Napoli, che era stato capitano e tecnico degli azzurri, compì un vero miracolo sportivo nel 1962, portando per la prima volta nella storia una squadra di Serie B (il Napoli) a vincere la Coppa Italia.
Nell’anno di grazia 1969, “Il Petisso” sedeva sulla panchina della Fiorentina e guidò i viola alla conquista del loro secondo e ultimo scudetto. Lontanissimo dagli algidi allenatori di questa epoca, dotato di uno spiccato tratto umano, Pesaola si trovò persino al centro di un caso diplomatico: sotto contratto con la Fiorentina, si promise contemporaneamente all’Inter e al Napoli. Fu necessario l’intervento del potente dirigente Artemio Franchi per evitargli una lunga squalifica. Storie di grande calcio, di uomini veri e di due città che, a cento anni di distanza, continuano a specchiarsi l’una nell’altra.
| Protagonista | Legame con il Napoli | Legame con la Fiorentina |
|---|---|---|
| Bruno Pesaola | Vittoria Coppa Italia 1962 (in Serie B) | Vittoria Scudetto 1969 |
| Luciano Spalletti | Vittoria Scudetto 2023 | Fiorentino di nascita (Certaldo) |
| Ciccio Baiano | Nato a Soccavo, pupillo di Maradona | Partner storico di Batistuta in attacco |
✍️ L’Analisi di Napolissimo
Celebrare i cento anni di Napoli e Fiorentina significa sfogliare l’album dei ricordi del calcio italiano più autentico. In un’epoca dominata da fondi d’investimento e multiproprietà, queste due piazze rappresentano l’ultimo baluardo del “calcio di città”. Essere l’unica squadra di metropoli così grandi amplifica ogni emozione: le vittorie diventano leggenda, le sconfitte si trasformano in drammi collettivi. La resilienza mostrata dal Napoli di Allegri e la scossa cercata dalla Fiorentina con Vanoli sono lo specchio di due tifoserie che non sanno vivere di mezze misure. Il calcio moderno corre veloce, ma il filo rosso che lega il Golfo all’Arno, passando per l’Argentina, è destinato a non spezzarsi mai.
Per la stesura di questo approfondimento storico, le date di fondazione dei club e i dettagli sui rispettivi fallimenti societari sono stati verificati incrociando gli archivi ufficiali della FIGC e gli almanacchi del calcio italiano. Gli aneddoti legati a Bruno Pesaola e Roberto Baggio riflettono le cronache sportive dell’epoca.Analisi della Redazione Sportiva di Napolissimo.it. Ultimo aggiornamento: Settembre 2026.
Domande Frequenti
Quando sono state fondate Napoli e Fiorentina?
Entrambi i club sono nati nell'agosto del 1926, a soli quattro giorni di distanza: il 25 agosto il Napoli (fondato dall'imprenditore Giorgio Ascarelli) e il 29 agosto la Fiorentina (guidata dal marchese Luigi Ridolfi).
Quali sono i legami storici tra Napoli e Fiorentina?
Le due società condividono una storia di grandi trionfi, come i primi successi europei, ma anche di profonde crisi, culminate con i rispettivi fallimenti nei primi anni Duemila (2002 per i viola, 2004 per gli azzurri).
Chi sono gli allenatori attuali di Napoli e Fiorentina?
Il Napoli è guidato da Massimiliano Allegri, scelto da De Laurentiis per aprire un nuovo ciclo, mentre la Fiorentina ha da poco richiamato in panchina Paolo Vanoli dopo il rapido esonero di Fabio Grosso.
Quale allenatore ha vinto trofei con entrambe le squadre?
L'argentino Bruno Pesaola, detto "Il Petisso", ha fatto la storia di entrambi i club: ha vinto la Coppa Italia con il Napoli nel 1962 (portando al trionfo una squadra di Serie B) e lo Scudetto con la Fiorentina nel 1969.



