Serie A

Perché la Serie A non finisce più 0-0: arbitri, business e calcio che cambia

40 partite consecutive senza pareggi a reti bianche in Serie A: dietro il dato, una nuova gestione arbitrale, squadre incompiute, diritti tv e il record dell’Ascoli.

Il calcio italiano attraversa una fase di profonda ridefinizione identitaria. Mentre il campo restituisce partite sempre più aperte e prive di calcoli, nei palazzi della politica sportiva si consuma una battaglia finanziaria che deciderà il futuro economico dei club per il prossimo decennio.

📌 In sintesi

Il quarto turno di Serie A certifica un’anomalia statistica: 40 partite consecutive senza uno 0-0 tra massima serie e Serie B, frutto delle nuove direttive arbitrali e di un calcio più verticale. Fuori dal campo, l’Assemblea di Lega Serie A ha discusso due temi cruciali. Il primo riguarda la Supercoppa Italiana tra Inter e Lazio: accantonata l’Arabia Saudita, si valutano USA, Marocco o Australia, con San Siro come piano B. Il secondo, di natura finanziaria, prevede la creazione di una Media Company per i diritti TV esteri, con la cessione del 20% a fondi internazionali (tra cui Oaktree) sotto la regia dell’AD Luigi De Siervo. Sullo sfondo, il calcio romantico resiste: l’Ascoli in Serie B ha stabilito il suo record storico con 10.039 abbonati, superando l’era di Costantino Rozzi.

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La Serie A senza 0-0: Rosetti, Orsato e il calcio che cambia

Il sistema calcio italiano si trova a un crocevia storico, sospeso tra l’urgenza di modernizzare il proprio prodotto sportivo e la necessità di attrarre nuovi capitali per colmare il divario con la Premier League. L’ultima Assemblea di Lega Serie A ha scoperchiato un vaso di Pandora fatto di riforme strutturali, progetti finanziari ambiziosi e ritorni al passato. Tuttavia, la rivoluzione più evidente si sta consumando direttamente sul rettangolo verde. Il rocambolesco 5-3 maturato tra Inter e Udinese nel quarto turno di campionato non è un episodio isolato, ma il manifesto di un mutamento genetico del calcio nostrano. Un cambiamento che parte dalle direttive arbitrali e arriva fino alle scrivanie dei fondi di private equity, passando per la ridefinizione dei tornei ufficiali.

Perché in Serie A e Serie B sono scomparsi i pareggi per 0-0?

L’assenza di 0-0 per 40 gare consecutive deriva dalle nuove direttive arbitrali (soglia del fallo più alta) e da squadre costruite per attaccare, a discapito dell’equilibrio difensivo.

Il dato statistico è di quelli che impongono una riflessione profonda: tra Serie A e Serie B si sono disputate 40 partite consecutive senza registrare un solo pareggio a reti bianche. In un paese storicamente dominato dal dogma del “primo, non prenderle”, la scomparsa dello 0-0 rappresenta un’anomalia assoluta. Le cause di questa tendenza sono molteplici e si dividono tra scelte politiche e carenze tecniche.

In primo luogo, l’impronta della classe arbitrale. Il modello promosso a livello europeo da Roberto Rosetti e applicato in Italia (sulla scia dell’eredità di Daniele Orsato) prevede una soglia del fallo nettamente più alta. Si fischia meno, si lascia correre sui contatti leggeri e si aumenta il tempo effettivo di gioco. Questo approccio favorisce le transizioni veloci e penalizza le difese posizionali. In secondo luogo, c’è un fattore strutturale: molte squadre, anche ambiziose, presentano rose sbilanciate in avanti e difese tatticamente fragili. Si gioca di più, si segna di più, ma si difende peggio. Un contesto che spiega, in parte, anche le enormi difficoltà incontrate da allenatori pragmatici come Massimiliano Allegri nel trovare la quadratura difensiva del suo Napoli in questo avvio di stagione.

Scheda Dati: I fattori che hanno azzerato gli 0-0 nel calcio italiano
Fattore d’Impatto Analisi Tecnica e Arbitrale
Direttive Arbitrali (Modello UEFA) Innalzamento della soglia del fallo. Meno interruzioni per “mezzi falli”, maggiore fluidità e aumento del tempo effettivo di gioco.
Costruzione delle Rose Investimenti concentrati sui reparti offensivi. Molte squadre presentano difese tecnicamente e tatticamente inadeguate al pressing alto.
Evoluzione Tattica Abbandono del catenaccio puro a favore di difese a zona alta, che espongono le squadre a transizioni letali in caso di palla persa.

Dove si giocherà la Supercoppa Italiana tra Inter e Lazio?

Accantonata l’Arabia Saudita, la Lega valuta Stati Uniti, Marocco o Australia per la sfida secca, mantenendo lo Stadio San Siro di Milano come piano di riserva.

Mentre il campo offre spettacolo, la Lega Serie A deve risolvere complessi rebus organizzativi. Il primo riguarda la Supercoppa Italiana. Dopo le recenti edizioni, il torneo si prende una pausa dall’Arabia Saudita (o, per meglio dire, è Riad ad aver messo in stand-by l’accordo) e torna al format antico: partita secca tra i Campioni d’Italia in carica (Inter) e i finalisti della Coppa Italia (Lazio).

Durante l’Assemblea di Lega sono circolate diverse ipotesi per la collocazione geografica del match, teoricamente previsto per i giorni immediatamente precedenti il Natale. Le opzioni sul tavolo guardano a mercati in espansione: Stati Uniti, Marocco e Australia. Tuttavia, in assenza di offerte economiche vincolanti e soddisfacenti, prende corpo l’ipotesi di un ritorno alle origini, seguendo l’idea primigenia di Paolo Mantovani. Il piano B, sempre più concreto, prevede la disputa della gara allo Stadio San Siro di Milano, azzerando i costi logistici e restituendo il trofeo al pubblico italiano.

Perché la Lega Serie A vuole cedere i diritti TV esteri ai fondi d’investimento?

L’AD De Siervo propone di creare una Media Company e cederne il 20% a fondi come Oaktree per massimizzare i ricavi, un piano che ricorda le manovre della FIFA.

Il vero snodo politico dell’Assemblea ha riguardato il futuro finanziario del calcio italiano. L’amministratore delegato Luigi De Siervo, con la consulenza della banca d’affari JP Morgan, ha illustrato ai presidenti il progetto di una Media Company controllata dalla Lega Serie A. L’obiettivo è conferire a questa nuova società i diritti televisivi per l’estero, per poi cederne una quota di minoranza (inizialmente stimata attorno al 20%) a investitori internazionali.

Tra i fondi ascoltati figura anche Oaktree, attuale proprietario dell’Inter. La domanda sorge spontanea: perché la Lega dovrebbe cedere quote a una società esterna invece di vendere direttamente i diritti ai broadcaster, come fatto finora? La risposta risiede nella necessità di ottenere liquidità immediata e di sfruttare il know-how dei fondi per penetrare mercati esteri finora ostici per la Serie A. Uno scenario che ricorda da vicino il controverso progetto che, anni fa, rischiò di costare la poltrona a Gianni Infantino ai vertici della FIFA.

⚡ L’impatto sulla governance e la posizione del Napoli: L’ingresso dei fondi di private equity nella gestione dei diritti TV cambierebbe per sempre la governance del calcio italiano. Aurelio De Laurentiis si è storicamente opposto a queste operazioni, sostenendo che i club abbiano le capacità per valorizzare il prodotto autonomamente senza cedere quote di sovranità (e futuri dividendi) a entità finanziarie esterne. Il voto su questa Media Company rappresenterà il vero test politico per gli equilibri della Lega.

Qual è il record storico di abbonamenti raggiunto dall’Ascoli in Serie B?

La neopromossa ha chiuso la campagna con 10.039 tessere, superando il record storico degli anni d’oro della presidenza di Costantino Rozzi (circa 8.000 abbonati).

In un calcio dominato da fondi d’investimento e algoritmi televisivi, c’è ancora spazio per il romanticismo e per i numeri che raccontano la passione popolare. L’Ascoli Calcio, neopromosso in Serie B, ha chiuso la propria campagna abbonamenti registrando un dato clamoroso: 10.039 tessere sottoscritte.

Si tratta di un record storico assoluto per la piazza marchigiana. Per comprenderne la portata, basta sfogliare gli almanacchi: nemmeno negli anni d’oro della presidenza del leggendario Costantino Rozzi il club si era spinto a tali vette. Nella stagione 1979-1980, quando l’Ascoli guidato in panchina da G.B. Fabbri conquistò un incredibile quarto posto in Serie A, gli abbonati si fermarono a quota 8.000. Un dato che certifica come, al netto delle riforme strutturali, il senso di appartenenza provinciale resti il vero motore immobile del calcio italiano.

Scheda Dati: Il dossier istituzionale e finanziario della Lega Serie A
Dossier in Discussione Stato Attuale Soggetti Coinvolti
Supercoppa Italiana Ritorno a gara secca. Sede da definire (Estero o San Siro). Inter (Campione d’Italia) vs Lazio (Finalista Coppa Italia)
Media Company Diritti TV In fase di studio. Cessione del 20% delle quote. Lega Serie A, JP Morgan, Oaktree, Fondi Internazionali

✍️ Il Punto di Vista di Napolissimo

L’Assemblea di Lega fotografa la schizofrenia del calcio italiano. Da un lato, si rincorrono i capitali esteri proponendo la vendita di quote a fondi d’investimento (con il paradosso di Oaktree, che siede al tavolo sia come potenziale acquirente dei diritti sia come proprietario dell’Inter). Dall’altro, si celebra il record di abbonamenti dell’Ascoli, a dimostrazione che il prodotto calcio in Italia si regge ancora sul senso di appartenenza viscerale delle province. La posizione storica di Aurelio De Laurentiis contro l’ingresso dei fondi appare oggi più attuale che mai: cedere il 20% dei ricavi futuri per ottenere liquidità immediata rischia di trasformarsi in un mutuo insostenibile per le generazioni future di presidenti. Il calcio italiano ha bisogno di manager capaci di vendere il prodotto, non di banche pronte a ipotecarlo.

🧭 La Mappa della Notizia

✅ Cosa sappiamo (Fatti certi):

  • Tra Serie A e Serie B si sono registrate 40 partite consecutive senza alcun pareggio per 0-0.
  • La Supercoppa Italiana torna alla gara secca tra Inter e Lazio, abbandonando momentaneamente l’Arabia Saudita.
  • L’Ascoli ha stabilito il proprio record storico di abbonamenti in Serie B con 10.039 tessere vendute.

⏳ Cosa resta da confermare (Scenari futuri):

  • La sede ufficiale della Supercoppa Italiana (ballottaggio tra estero e lo Stadio San Siro).
  • L’esito della votazione dei presidenti di Serie A in merito alla creazione della Media Company e all’ingresso dei fondi.

📊 Nota metodologica e fonti:
I dati statistici relativi all’assenza di pareggi per 0-0 nei campionati professionistici italiani sono stati estratti dai report ufficiali della Lega Serie A e della Lega B. Le informazioni di natura finanziaria riguardanti il progetto della Media Company, il coinvolgimento di JP Morgan e l’interesse del fondo Oaktree riflettono le analisi pubblicate dal portale specializzato Calcio e Finanza a margine dell’Assemblea di Lega. Il dato storico sugli abbonamenti dell’Ascoli Calcio è stato verificato incrociando i comunicati ufficiali del club con gli almanacchi sportivi relativi alla presidenza di Costantino Rozzi.Analisi della Redazione Sportiva di Napolissimo.it. Ultimo aggiornamento: 16 settembre 2026.
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Domande Frequenti

Perché in Serie A e Serie B non ci sono più pareggi per 0-0?

L'assenza di 0-0 per 40 partite consecutive è un'anomalia statistica legata alle nuove direttive arbitrali (modello Rosetti-Orsato) che alzano la soglia del fallo, aumentando il tempo effettivo, e a difese tatticamente più esposte.

Dove si giocherà la Supercoppa Italiana tra Inter e Lazio?

Dopo la pausa dall'Arabia Saudita, la Lega Serie A sta valutando diverse sedi estere (Stati Uniti, Marocco, Australia) per la sfida secca tra Inter e Lazio, mantenendo lo Stadio San Siro di Milano come piano di riserva.

Perché la Lega Serie A vuole creare una Media Company per i diritti TV?

L'amministratore delegato Luigi De Siervo ha proposto di conferire i diritti TV esteri a una nuova società, vendendone il 20% a fondi d'investimento internazionali (come Oaktree) per massimizzare i ricavi immediati.

Qual è il record storico di abbonamenti raggiunto dall'Ascoli?

L'Ascoli Calcio, neopromosso in Serie B, ha chiuso la campagna abbonamenti con 10.039 tessere, superando il record storico degli anni d'oro della presidenza di Costantino Rozzi (circa 8.000 abbonati nel 1979-80).

Daniele Fontana

Esperto di match analysis e dati calcistici, Daniele combina la sua formazione in ingegneria con una passione viscerale per il Napoli. Collabora con software di tracciamento e analisi video per offrire articoli incentrati su statistiche, xG, heatmap e modelli tattici. È lui la mente dietro le rubriche più analitiche di Napolissimo.

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