📌 In sintesi
Dopo 5 giornate di Serie A e la sconfitta d’esordio in Champions League contro l’Arsenal (0-1, gol di Ødegaard), il Napoli di Allegri ha raccolto 7 punti (2 vittorie, 1 pareggio, 2 sconfitte). I dati del campione analizzato mostrano una squadra che crea più di quanto realizzi (1,45 xG contro 1,17 gol segnati a partita) e che fatica a produrre l’ultimo passaggio decisivo. In questo contesto pesa l’assenza di un vero vice-Højlund: Lorenzo Lucca ha giocato tutte e 6 le gare stagionali, ma sempre a partita in corso, per appena 100 minuti complessivi — una media di 16,7′ a incontro.
📰 Resta sempre aggiornato: Segui tutte le analisi tattiche sul Napoli di Allegri nella nostra sezione dedicata.
Perché il Napoli segna poco, quanti minuti ha giocato Lorenzo Lucca e quali sono le statistiche offensive della squadra di Allegri?
Il primo dato da cui partire è il rapporto tra gol attesi e gol reali: 1,45 xG contro 1,17 gol segnati a partita nel campione considerato (le 5 gare di campionato più l’esordio europeo). Non è una differenza enorme, ma è un segnale chiaro: il Napoli sta creando più di quanto stia concretizzando.
I numeri sui tiri confermano la lettura: 11,33 conclusioni a partita, delle quali solo il 35,3% nello specchio — circa 4 tiri in porta a gara — con una distanza media di 16,48 metri. Il Napoli non spara da lontano per disperazione: arriva spesso al tiro, ma deve migliorare la qualità delle conclusioni e la capacità di trasformare le situazioni favorevoli.
Manca l’ultimo passaggio — e forse manca anche un’alternativa in area
Con il 47,69% di possesso medio, il Napoli non è una squadra costruita per dominare sistematicamente il pallone, ma sa gestirlo: 469,5 passaggi a partita con l’86,8% di precisione, 66,17 passaggi progressivi (72% accurati) e 52,17 passaggi nella trequarti avversaria (77% di precisione). La circolazione, insomma, è pulita.
Il problema emerge quando si guarda a cosa succede una volta portata la squadra vicino alla porta avversaria: appena 0,5 passaggi smarcanti a partita, con il 34% di precisione. È probabilmente il dato più significativo dell’intero pacchetto statistico, perché spiega la distanza tra 52 passaggi nella trequarti, 66 passaggi progressivi, 11,33 tiri prodotti — e soltanto 1,17 gol. Anche i cross raccontano una storia simile: 18 a partita, ma solo il 33,3% accurato, circa 6 su Højlund o chi si trova in area.
Ed è proprio qui che il discorso si allarga a Lucca. In un attacco che fatica a rifinire e che ha bisogno di più soluzioni nell’ultimo metro — sponde, protezione palla, presenza in area sui cross — il centravanti italiano rappresenterebbe sulla carta esattamente il tipo di alternativa complementare a Højlund che i numeri suggeriscono mancare. Il condizionale è d’obbligo: i dati di squadra non dimostrano che Lucca risolverebbe il problema, ma aiutano a capire perché la sua assenza dal campo pesi in un reparto già corto di variabili.
Lucca, 16 minuti a partita: la fiducia c’è, il tempo no
Ex Udinese, dove nella stagione 2024/25 aveva segnato 12 gol in Serie A, Lucca è sempre stato utilizzato da Allegri in questo avvio — ma mai da titolare. Ha giocato tutte e 6 le gare stagionali, incluso quando il Napoli era in svantaggio e doveva rimontare, segno che la fiducia del tecnico non manca. Ma sempre a spezzoni: 100 minuti complessivi, 16,7′ di media a partita.
L’episodio più discusso è arrivato proprio a Firenze: entrato al 58′ al posto di Højlund, Lucca si è trovato spalle alla porta in area di rigore nel momento in cui Favasuli arrivava sul pallone in una buona situazione offensiva — coprendo di fatto il compagno anziché lasciargli spazio per il tiro, con Allegri visibilmente contrariato dall’episodio.
Nonostante questo, il tecnico ha speso parole di incoraggiamento dopo le ultime uscite. Dopo Bologna: “È entrato molto bene, sono molto contento. Doveva gestire meglio l’ultima palla, doveva tagliare dentro e si poteva andare a fare il 2-0. Sono cose che vanno migliorate, ma sono molto contento perché è entrato bene sia con l’Arsenal che oggi. C’è bisogno di stare sereni, soprattutto i giovani devono lavorare per migliorare. Giocatore bravo che può migliorare, ma a livello mentale c’è bisogno di fiducia.” Dopo Firenze, il concetto è stato ribadito: “Lucca è entrato bene. Serve avere fiducia, si deve lavorare sui nostri limiti per fare cose buone.”
Anche lo spogliatoio sembra riconoscergli valore, secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport: in un video promozionale del Napoli legato al videogioco FC 27, alla domanda su quale compagno tenere d’occhio Antonio Vergara ha indicato proprio Lucca, mentre Matteo Politano lo ha soprannominato scherzosamente “Luccone, la rinascita del cigno”. Lo stesso quotidiano, commentando la sua situazione, ha invitato l’attaccante a insistere, sottolineando che il gol arriverà se continuerà a mettere lavoro e sacrificio a disposizione della squadra.
Il precedente della preparazione estiva gioca a suo favore: Lucca è stato il capocannoniere del precampionato azzurro, con 3 gol tra Osasuna e Aris Salonicco (doppietta contro i greci). Ma con il ritorno delle voci di mercato su una sua possibile partenza in prestito a gennaio — lo stesso scenario dello scorso anno — la sosta per le nazionali diventa un bivio: tempo per ritrovare ritmo nelle amichevoli (Avellino, forse un test con la Primavera) o l’ennesima stagione di attesa.
| Statistica | Valore Registrato |
|---|---|
| Presenze | 6 (sempre subentrato) |
| Presenze da titolare | 0 |
| Minuti totali | 100′ |
| Media minuti a partita | 16,7′ |
| Gol in stagione | 0 |
| Gol Serie A 2024/25 (Udinese) | 12 |
| Gol nel precampionato 2026 | 3 (Osasuna, doppietta Aris Salonicco) |
E in difesa? Il paradosso del Napoli di Allegri: 17 tiri concessi
Se l’attacco è migliorabile, la fase difensiva presenta una criticità più sfumata ma altrettanto concreta: 17,17 tiri subiti a partita, dei quali il 30,1% nello specchio — circa 5,2 conclusioni in porta subite a gara. Il Napoli concede però solo 1,17 gol a partita, un dato migliore di quanto il volume di conclusioni avversarie farebbe temere.
Non sembra un problema di duelli individuali: 53,3% di duelli difensivi vinti, 54,4% di duelli aerei vinti, 35,17 intercetti a partita. La squadra compete bene uno contro uno. Il tema, semmai, riguarda la struttura collettiva dopo la perdita palla: 100 palloni persi a partita contro appena 0,5 contropiedi prodotti (0% con conclusione) suggeriscono che la cosiddetta rest defence — l’organizzazione difensiva nei primi secondi dopo aver perso il possesso — sia uno degli aspetti su cui lavorare dopo la sosta. Coerente con questo quadro anche il PPDA di 16,65, che indica un pressing selettivo piuttosto che asfissiante.
Cosa deve cambiare per il Napoli dopo la sosta?
Mettendo insieme i dati, il Napoli di Allegri non appare una squadra priva di idee: buona qualità di passaggio (86,8%), buona progressione (66,17 passaggi progressivi), discreta competitività nei duelli (51,4% complessivo). I meccanismi, però, non sono ancora efficienti nei due momenti che decidono le partite — l’ultima giocata in attacco e i primi secondi dopo la perdita palla in difesa.
Sul piano offensivo, avere una seconda opzione realmente allenata a giocare con continuità — che sia Lucca o un rinforzo di gennaio come il profilo di Keinan Davis, seguito proprio per questo motivo — darebbe ad Allegri una variabile in più oltre a Højlund. Ma quella variabile, per ora, resta poco più che un’ipotesi non testata.
✍️ L’Analisi di Napolissimo
I numeri di squadra non permettono di dire con certezza che dare più minuti a Lucca risolverebbe il problema realizzativo del Napoli — sarebbe una forzatura statistica che il campione dei dati non sostiene. Quello che i dati mostrano con chiarezza, però, è un attacco che arriva spesso vicino alla porta ma fatica nell’ultimo passaggio, con una sola vera fonte di gol affidabile in Højlund. In questo contesto, tenere il proprio centravanti di scorta relegato a 16 minuti a partita, sempre a gara in corso e spesso già compromessa, significa non poter verificare sul campo se quella variabile aggiuntiva esista davvero. Allegri parla di fiducia da costruire; i numeri suggeriscono che quella fiducia, per essere davvero testata, ha bisogno anche di minutaggio. Al momento, il Napoli sta cercando di risolvere un problema strutturale — la conversione delle occasioni — senza usare fino in fondo uno degli strumenti che avrebbe a disposizione per provare a farlo.
I risultati e gli episodi di gara (Fiorentina-Napoli 1-1, Napoli-Arsenal 0-1, l’episodio Lucca-Favasuli, le dichiarazioni di Allegri in conferenza stampa) sono stati verificati incrociando le fonti giornalistiche disponibili al 26 settembre 2026. Il commento del Corriere dello Sport su Lucca e sul video FC 27 è riportato in forma parafrasata, con una sola citazione diretta, nel rispetto del diritto d’autore. Le statistiche di gioco aggregate (xG, tiri, possesso, passaggi, dati di pressione) relative alle prime 5 giornate e all’esordio Champions sono basate su dati Opta/FotMob/WhoScored, riferiti al medesimo campione di gare elaborati della redazione di Napolissimo su base dati proprietari.Analisi della Redazione Sportiva di Napolissimo.it. Ultimo aggiornamento: 27 settembre 2026.
Domande Frequenti
Quanti punti ha il Napoli dopo 5 giornate?
Il Napoli ha raccolto 7 punti in Serie A (2 vittorie, 1 pareggio, 2 sconfitte), a cui si aggiunge la sconfitta per 0-1 in Champions League contro l'Arsenal.
Quanti minuti ha giocato Lorenzo Lucca finora?
L'attaccante ha collezionato 100 minuti complessivi in 6 presenze, subentrando sempre dalla panchina, per una media di appena 16,7 minuti a partita. Non è mai partito titolare.
Perché il Napoli segna poco nonostante crei occasioni?
I dati mostrano un xG (Expected Goals) di 1,45 a partita contro 1,17 gol realmente realizzati, e appena 0,5 passaggi smarcanti a gara: la squadra arriva vicino alla porta ma fatica nell'ultimo passaggio decisivo.
Lorenzo Lucca rischia di lasciare il Napoli a gennaio?
Sì, secondo le ultime indiscrezioni di mercato circolano nuovamente voci su un suo possibile addio in prestito a gennaio, replicando lo stesso scenario della scorsa stagione.
