Il Campo

Euro 2032, in quali condizioni sono gli stadi italiani? Qual è la situazione del Maradona?

Mentre la FIGC screma i sedici stadi candidati, a Napoli si consuma un braccio di ferro che va oltre il pallone: il Comune vuole rifare il Maradona, De Laurentiis vuole un altro stadio.

IN SINTESI ESECUTIVA

La FIGC ha candidato 16 stadi italiani per Euro 2032. Tra questi c’è il Maradona, con un progetto comunale da 63.300 posti e fine lavori nel 2030. Aurelio De Laurentiis boccia il piano, rilanciando uno stadio a Napoli Est. La selezione dei 5 impianti definitivi avverrà entro il 1° ottobre 2026.

Lo stadio Maradona sarà pronto per Euro 2032 e quali sono le probabilità di Napoli di ospitare l’Europeo?

Il percorso dell’Italia verso Euro 2032 è entrato nella sua fase più delicata, e Napoli si trova al centro di uno dei nodi più complessi dell’intera candidatura. Da un lato il Comune ha già presentato un progetto di riqualificazione dello stadio Diego Armando Maradona giudicato tra i più concreti e avanzati di tutto il pacchetto italiano. Dall’altro il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, ha rifiutato pubblicamente quel piano, rilanciando l’idea di uno stadio di proprietà del club. Per capire davvero cosa sta succedendo, e quali sono le reali possibilità che Napoli ospiti partite dell’Europeo, bisogna partire dai fatti tecnici e amministrativi degli ultimi giorni.

Scheda Dati: Il quadro delle candidature italiane e il progetto Maradona per Euro 2032
Città / Stadi candidati in Italia 13 Città / 16 Stadi
Stadi definitivi da selezionare 5 + 2 riserve
Scadenza selezione finale UEFA 1° ottobre 2026
Capienza prevista Maradona 63.300 posti (Attuale: 54.732)
Costo stimato riqualificazione Tra 150 e 200 milioni di euro
Fine lavori dichiarata dal Comune 2030 (Scadenza UEFA: 2031)
Costo terreni stadio De Laurentiis Tra 50 e 60 milioni di euro

Quali stadi ha candidato l’Italia per Euro 2032?

L’Italia ha candidato 16 stadi di 13 città. La FIGC dovrà selezionarne cinque definitivi, più due riserve, entro il 1° ottobre 2026.

Entro il 31 luglio 2026 la FIGC ha ricevuto la documentazione ufficiale da 13 città italiane, per un totale di 16 stadi candidati a ospitare l’Europeo 2032, organizzato in tandem con la Turchia. Le città coinvolte sono Bari, Bologna, Cagliari, Firenze, Genova, Lecce, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Salerno, Torino e Verona.

Alcune città hanno presentato più di un impianto: Roma ha inviato tre dossier (Olimpico, il nuovo stadio della Roma a Pietralata e la riqualificazione dello Stadio Flaminio), mentre Napoli ne ha presentati due, il Maradona riqualificato e il possibile nuovo stadio voluto da De Laurentiis. Da questi 16 impianti la FIGC dovrà selezionarne cinque, che insieme ad altrettanti cinque stadi turchi formeranno le sedi principali del torneo, più due riserve per parte. La scelta definitiva dei dossier da sottoporre alla UEFA arriverà entro il 1° ottobre 2026.

Il ministro dello Sport Andrea Abodi ha commentato con toni entusiastici il traguardo raggiunto, parlando di un processo di trasformazione epocale per il sistema calcistico nazionale, sostenuto dal governo Meloni attraverso una piattaforma commissariale guidata dal commissario Massimo Sessa, incaricata di accelerare l’iter burocratico per la costruzione e il rifacimento degli stadi italiani. Solo un anno fa, va ricordato, l’unica candidatura davvero solida era quella dello Juventus Stadium di Torino, ancora oggi l’unico impianto italiano già conforme agli standard UEFA richiesti per un Europeo.

Cosa prevede esattamente il progetto di riqualificazione del Maradona?

Il piano approvato dal Comune prevede l’eliminazione della pista d’atletica e l’aumento della capienza a 63.300 posti, con un investimento di 150-200 milioni.

Il 29 luglio 2026 la Giunta comunale di Napoli, su proposta del sindaco Gaetano Manfredi e dell’assessore alle Infrastrutture Edoardo Cosenza, ha approvato il progetto di riqualificazione dello stadio Diego Armando Maradona. Il dossier, composto da circa 500 elaborati, ha ottenuto il via libera della Conferenza dei Servizi ed è stato trasmesso a FIGC e UEFA entro la scadenza del 31 luglio.

Secondo i dati ufficiali diffusi dal Comune e ripresi dall’ANSA, la capienza dell’impianto passerà dagli attuali 54.732 posti a 63.300 posti disponibili dopo i lavori. Il progetto prevede l’eliminazione della pista di atletica, eredità degli stadi italiani costruiti o ristrutturati negli anni Cinquanta e Sessanta, e l’inserimento di un primo anello che avvicinerà gli spalti al campo di gioco.

L’investimento economico complessivo, secondo quanto emerso da un vertice tenutosi a gennaio 2026 tra il presidente della Regione Campania Roberto Fico, il sindaco Manfredi e lo stesso De Laurentiis, si aggirerebbe tra i 150 e i 200 milioni di euro, con il finanziamento principale a carico della Regione Campania e un cofinanziamento del Comune di Napoli. Il progetto è stato presentato ufficialmente il 4 agosto 2026 nella sala giunta di Palazzo San Giacomo.

Lo stadio Maradona farà in tempo per Euro 2032?

Sì, il sindaco Manfredi ha garantito che i lavori termineranno nel 2030, con un anno di anticipo rispetto alla scadenza UEFA del 2031.

Sì, secondo le tempistiche comunicate dall’amministrazione comunale. Il sindaco Manfredi e l’assessore Cosenza hanno dichiarato che, sebbene la UEFA richieda che gli stadi siano pronti entro il 2031, l’obiettivo di Napoli è completare i lavori già nel 2030, perché si tratta di un intervento di riqualificazione e non di ricostruzione integrale: la struttura portante esiste già ed è considerata solida.

Questo aspetto tecnico è un vantaggio competitivo importante rispetto a molte altre candidature italiane, la maggior parte delle quali riguarda stadi ancora sulla carta o progetti privi di un cronoprogramma definito. Il Maradona ha già beneficiato di un ammodernamento in occasione delle Universiadi del 2019, un precedente che rafforza la credibilità dei tempi annunciati per la nuova riqualificazione.

Perché De Laurentiis ha bocciato il progetto del Comune?

Il presidente vuole uno stadio di proprietà e ritiene l’investimento comunale insostenibile, pur ammettendo l’assenza di alternative a breve termine.

Il giorno successivo alla presentazione del piano comunale, il quotidiano Il Mattino ha raccolto la posizione ufficiale della SSC Napoli, che ha confermato il proprio dissenso rispetto alla riqualificazione di Fuorigrotta. La posizione del club, riportata testualmente, è netta: “Noi non siamo interessati alla ristrutturazione del Maradona, faremo il nostro stadio”.

Dalle stanze societarie filtra un ragionamento più articolato: il Napoli si considera un semplice affittuario dell’impianto comunale e rivendica l’obiettivo, dichiarato da tempo da De Laurentiis, di costruire uno stadio di proprietà. Tuttavia, la stessa fonte riconosce l’assenza di alternative concrete nel breve periodo: “Non abbiamo un’alternativa, ancora non ci hanno dato i permessi per costruire il nostro stadio e non c’è un altro stadio dove possiamo andare e quindi andremo al Maradona”. Il club ha inoltre sollevato dubbi sulla sostenibilità economica dell’investimento comunale, chiedendo come il Municipio intenda recuperare le risorse stanziate quando il Napoli, principale utilizzatore dell’impianto, dovesse eventualmente trasferirsi altrove.

Che fine ha fatto il progetto del nuovo stadio di De Laurentiis?

Il progetto a Napoli Est è stato inviato alla UEFA, ma i costi dei terreni e le lunghe bonifiche lo rendono quasi irrealizzabile nei tempi previsti.

Il presidente del Napoli ha inviato personalmente alla UEFA la documentazione relativa al suo progetto di stadio di proprietà, localizzato nella zona di Napoli Est, inserendolo formalmente tra i due dossier presentati dalla città partenopea per la candidatura a Euro 2032. Tuttavia, secondo le analisi più accreditate, è considerato altamente improbabile che questo secondo impianto riesca a superare la selezione finale o addirittura a essere completato entro le scadenze fissate dalla UEFA.

Il quotidiano La Repubblica ha individuato due ostacoli principali a questa ipotesi. Il primo è economico: i terreni necessari per la costruzione sono valutati tra i 50 e i 60 milioni di euro. Il secondo è ambientale, poiché l’area individuata dovrebbe essere sottoposta a un intervento di bonifica, i cui lavori sono previsti tra la fine del 2027 e l’inizio del 2028, un calendario che di per sé renderebbe complicato rispettare i tempi dell’Europeo.

Il sindaco Manfredi, interpellato sul tema, non ha chiuso la porta ma ha mantenuto un approccio molto cauto, citando anche l’interesse manifestato in passato dalla compagnia petrolifera Q8 sull’area: “La Q8 farà una proposta e la verificheremo. È un’interazione che dura da anni. Si può prendere il disegno di uno stadio e metterlo lì, ma è una zona complicata. Se arriva un bel progetto con investimento di privati lo seguiremo con grande attenzione”. Una dichiarazione che, di fatto, conferma quanto il progetto resti ancora distante da una fase esecutiva concreta.

⚡ Perché questa notizia conta per il Napoli: Lo stadio non è solo cemento, è fatturato. Senza un impianto moderno, il club non può generare i ricavi necessari per competere con le big europee. Ospitare Euro 2032 è l’ultima grande occasione per ottenere fondi statali e sbloccare la burocrazia: fallire questo treno significherebbe condannare il Napoli a un gap economico incolmabile per i prossimi decenni.

Quali sono le reali probabilità del Maradona di entrare nella rosa finale?

Altissime. Essendo un progetto già finanziabile, è il dossier più solido del Sud Italia rispetto alle incognite di Roma, Milano e Palermo.

Tra tutti gli stadi del Sud Italia candidati, il Maradona resta il principale indiziato per un posto tra i cinque impianti definitivi. La combinazione tra un ammodernamento recente, un progetto già approvato dalla Giunta comunale e trasmesso a FIGC e UEFA, e un cronoprogramma realistico che anticipa di un anno la scadenza UEFA, lo rende uno dei dossier più solidi dell’intero pacchetto italiano, specialmente se confrontato con progetti ancora privi di un piano definitivo come il Flaminio a Roma o il nuovo stadio di Milano, la cui natura tra rifacimento di San Siro e impianto completamente nuovo resta ancora da chiarire.

Secondo quanto riportato da Il Mattino, l’obiettivo dichiarato dal Comune non si limita a ottenere una candidatura formale: l’aumento della capienza a 63.300 posti potrebbe consentire al Maradona di ospitare non soltanto una gara di primo turno, ma addirittura un quarto di finale o una semifinale del torneo, un traguardo che rafforzerebbe ulteriormente il peso della candidatura napoletana nel contesto nazionale.

Va inoltre considerato il contesto geografico della selezione: con Torino già certa di un posto grazie allo Juventus Stadium e Roma in corsa per l’Olimpico (in lizza anche per la finale, contesa con Istanbul), al Sud Italia realisticamente restano uno o due posti disponibili, a fronte di sette candidature complessive tra Napoli, Cagliari, Bari, Salerno, Lecce e Palermo. In questo scenario competitivo, il Maradona parte in vantaggio rispetto agli altri dossier meridionali, molti dei quali, come quello di Palermo, sono arrivati alla presentazione solo dopo tensioni istituzionali risolte in extremis proprio il 31 luglio, giorno stesso della scadenza.

✍️ Il Punto di Vista di Napolissimo

La candidatura del Maradona rappresenta oggi una delle poche certezze concrete dell’intera partita Euro 2032 per il Mezzogiorno, mentre lo scontro tra Comune e SSC Napoli sul futuro dell’impianto rischia di trasformarsi in un ostacolo politico più che tecnico. Il progetto di Manfredi e Cosenza ha il merito di poggiare su basi realistiche, un finanziamento già individuato e un cronoprogramma credibile, elementi che mancano quasi del tutto all’ipotesi alternativa di De Laurentiis. Detto questo, comprendiamo le ragioni del presidente azzurro: uno stadio di proprietà rappresenterebbe per il Napoli un salto di qualità infrastrutturale ed economico che nessuna riqualificazione di un impianto comunale può garantire nel lungo periodo. Il rischio concreto, però, è che questa contrapposizione finisca per danneggiare l’immagine della candidatura partenopea agli occhi di FIGC e UEFA, in un momento in cui la compattezza istituzionale tra club e amministrazione locale è un fattore valutato con attenzione. Il nostro auspicio è che le due parti trovino un punto di incontro, perché al di là delle legittime ambizioni societarie, la posta in gioco riguarda l’intera città e la sua capacità di ospitare un evento che l’Italia attende dai tempi del Mondiale del 1990.

📌 Tutto sul Maradona ed Euro 2032

Il Maradona ospiterà sicuramente partite di Euro 2032?

No, la candidatura è stata presentata ma la selezione definitiva dei cinque stadi italiani avverrà entro il 1° ottobre 2026.


Quale sarà la nuova capienza del Maradona?

Il progetto prevede un aumento da 54.732 a 63.300 posti.


Quando saranno completati i lavori di riqualificazione?

Il Comune di Napoli punta a completarli entro il 2030, un anno prima della scadenza UEFA fissata al 2031.


De Laurentiis è d’accordo con il progetto del Comune?

No, il presidente del Napoli ha bocciato pubblicamente il restyling del Maradona, rilanciando l’idea di uno stadio di proprietà a Napoli Est.


Quanto costerà la riqualificazione del Maradona?

Le stime indicano una cifra tra i 150 e i 200 milioni di euro, finanziata principalmente dalla Regione Campania.


Napoli ha presentato più di uno stadio candidato?

Sì, oltre al Maradona è stato inviato anche il progetto del possibile nuovo stadio voluto da De Laurentiis, anche se le sue probabilità di essere selezionato sono considerate molto basse.

📊 Nota Metodologica & Fonti:
La redazione di Napolissimo.it precisa che i dati relativi alla capienza (63.300 posti) e ai costi di riqualificazione del Maradona sono tratti dal dossier ufficiale approvato dalla Giunta del Comune di Napoli il 29 luglio 2026. Le tempistiche di selezione degli stadi fanno riferimento ai comunicati ufficiali della FIGC. La posizione della SSC Napoli e di Aurelio De Laurentiis è stata estrapolata dalle dichiarazioni riportate dai quotidiani Il Mattino e La Repubblica. Ultimo aggiornamento: 6 Agosto 2026.




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Ludovica De Santis

Classe 1998, è la più giovane della redazione. Cura le tendenze social legate al Napoli e alla Serie A, intercettando umori, meme, tormentoni e dinamiche virali. Con lei, Napolissimo parla anche su TikTok, Instagram e nelle community Telegram. Il calcio è racconto, ma anche immagine. Ludovica lo sa bene.

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