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De Laurentiis a CBS Sports Golazo: i 20 anni di Napoli, l’allarme sulle 70 partite e il retroscena su Conte

Il presidente azzurro lancia un duro attacco a UEFA e FIFA sul calendario intasato e svela i segreti della rinascita partenopea

LE VERITÀ DEL PRESIDENTE. In una lunga intervista concessa al network americano CBS, il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, ha tracciato un bilancio dei suoi 20 anni di gestione, dall’asta fallimentare del 2004 fino alla conquista del quarto Scudetto. Il patron azzurro ha lanciato un forte allarme sulla sostenibilità del calcio moderno, attaccando duramente la UEFA e la FIFA per l’eccessivo numero di partite (fino a 70 a stagione) che mettono a rischio la salute dei calciatori. De Laurentiis ha inoltre proposto riforme radicali, come l’introduzione del tempo effettivo, e ha svelato i retroscena dell’ingaggio di Antonio Conte, definito un “grandissimo motivatore” fondamentale per la recente rinascita del club nonostante un fatturato nettamente inferiore alle big europee.

Cosa ha detto De Laurentiis nella sua intervista a CBS Sports Golazo?

Venti anni di presidenza, una scalata dai campi polverosi della Serie C fino ai vertici assoluti del calcio europeo, e una visione manageriale che ha spesso anticipato i tempi. Aurelio De Laurentiis ha scelto i microfoni del prestigioso network statunitense CBS per raccontare la sua epopea alla guida della SSC Napoli. Un’intervista a tutto tondo che non si è limitata alle celebrazioni sportive, ma si è trasformata in un manifesto politico e programmatico per salvare l’industria del calcio da un collasso imminente.

Come ha acquistato il Napoli Aurelio De Laurentiis nel 2004?

Aurelio De Laurentiis ha deciso di acquistare il Napoli nell’agosto 2004 dopo aver letto a Capri che un altro acquirente stava per rilevarlo per 5 milioni. Partecipando all’asta fallimentare, ha investito i suoi soldi per comprare “solo un pezzo di carta”, senza giocatori, ripartendo dalla Serie C.

Il racconto dell’acquisizione ha i contorni di una sceneggiatura cinematografica. Il produttore si trovava a Los Angeles per girare un film quando decise di prendersi tre settimane di vacanza a Capri. Lì, sfogliando un quotidiano, lesse una notizia che lo sconvolse: un ragazzo stava per comprare il Napoli, ormai in bancarotta, per appena 5 milioni di euro. “Comprare il Napoli? Ma come? Dissi calma… calma. Dopo la bancarotta il Napoli doveva essere acquistato con un’asta”, ha raccontato alla CBS.

Nonostante lo scetticismo totale della famiglia (la moglie Jacqueline e il figlio Luigi lo definirono “pazzo” per la sua inesperienza nel calcio), De Laurentiis decise di tuffarsi in questa nuova avventura da uomo di business. Mettendo i soldi sul tavolo dell’asta, si ritrovò proprietario di un club fantasma: niente giocatori, niente strutture, solo il titolo sportivo per ripartire dalla Serie C. L’impatto fu traumatico, con ore passate chiuso negli spogliatoi per sfuggire alla rabbia dei tifosi delusi dalla terza serie. Eppure, con umiltà e programmazione, in soli tre anni ha riportato la squadra in Serie A, gettando le basi per 15 anni consecutivi di partecipazioni europee.

Perché De Laurentiis vuole cambiare le regole del calcio e ridurre le partite?

Il presidente del Napoli chiede di ridurre le partite stagionali, arrivate a quota 70, per tutelare la salute dei calciatori. Propone inoltre di introdurre il tempo effettivo con due tempi da 25 minuti e critica duramente il potere degli agenti e la gestione economica di UEFA e FIFA.

Il passaggio più duro dell’intervista riguarda la sostenibilità fisica ed economica del sistema calcio. De Laurentiis punta il dito contro l’ingordigia delle istituzioni calcistiche: “La UEFA vuole fare più soldi, così fa competizioni più lunghe, poi dopo l’arrivo di Infantino abbiamo fatto il Mondiale per Club. I giocatori non possono giocare 70 partite in una stagione, altrimenti si suicidano!”. Il patron azzurro ha citato l’esempio di Luka Modric, sottolineando come sia umanamente impossibile per un atleta reggere ritmi simili a lungo termine.

⚠️ Il Numero Shock

Un top club impegnato in Champions League, Serie A, Coppa Italia e Mondiale per Club può raggiungere oggi le 68-72 partite stagionali. Nel 1986, con la Serie A a 16 squadre, il tetto massimo stagionale si aggirava intorno alle 30-40 partite. Un aumento del carico di lavoro del 100% in meno di quarant’anni.

Oltre al calendario, De Laurentiis invoca una rivoluzione regolamentare per attrarre le nuove generazioni, abituate a ritmi di fruizione velocissimi tramite smartphone. La sua proposta è radicale: abolire i tempi morti e l’anarchia dei recuperi arbitrali, introducendo il tempo effettivo mutuato dal basket, con due frazioni di gioco da 25 minuti netti. Infine, un attacco frontale agli agenti sportivi, definiti fornitori di servizi che non dovrebbero comportarsi come i “padroni del calcio” incassando commissioni spropositate.

✍️ Il Punto di Vista di Napolissimo

L’ALLARME DI DE LAURENTIIS NON È UNA LAMENTELA, È UNA PROFEZIA ECONOMICA: Quando il presidente del Napoli attacca il format da 70 partite, il sistema mediatico tende a derubricarlo a “solito sfogo”. In realtà, sta anticipando il collasso finanziario e fisico del calcio europeo. Il modello FIFA/UEFA si basa sull’aumento infinito dell’offerta (più partite = più diritti TV), ma ignora il deterioramento del prodotto: giocatori infortunati, ritmi lenti e disaffezione dei giovani. Il Napoli, fatturando un quarto del Real Madrid, non può permettersi rose da 35 titolari per fare turnover estremo. La battaglia per la Serie A a 16 squadre e il tempo effettivo non è un capriccio, è l’unica via di sopravvivenza per i club che non sono foraggiati dai fondi sovrani.

Qual è la differenza di fatturato tra il Napoli e le altre big europee?

Il Napoli fattura circa un terzo rispetto a Milan e Inter, la metà della Juventus e un quarto rispetto a colossi come Real Madrid, PSG e Manchester City. Questa disparità obbliga il club a una gestione economica rigorosa basata su intuizioni tecniche vincenti.

Alla domanda se sia stato più difficile salire dalla Serie C o vincere lo Scudetto, De Laurentiis ha spostato il focus sul vero miracolo sportivo del suo Napoli: la competitività ad altissimo livello nonostante un gap finanziario enorme. “Noi guadagniamo un terzo di Milan e Inter, la metà della Juventus, un quarto del Real, del Psg, City, United, e così è veramente difficile essere in competizione con loro”, ha ammesso candidamente.

La ricetta per sopravvivere e vincere in questo ecosistema squilibrato è stata la scelta oculata delle guide tecniche. Il presidente ha rivendicato con orgoglio le intuizioni che hanno portato sulla panchina azzurra maestri di calcio come Maurizio Sarri, Rafa Benitez, Carlo Ancelotti, Luciano Spalletti e, da ultimo, Antonio Conte. Convincere profili di questo calibro a sposare il progetto Napoli, senza poter offrire i budget faraonici della Premier League, è il vero capolavoro manageriale della sua gestione.

Come è nato il rapporto tra De Laurentiis e Antonio Conte per il quarto Scudetto?

Il rapporto è nato dieci anni fa alle Maldive. De Laurentiis ha chiamato Conte in un momento di crisi; il tecnico ha accettato a patto di iniziare un nuovo progetto da zero in estate. Questa scelta ha portato alla vittoria del quarto Scudetto della storia azzurra.

L’ultimo capitolo dell’intervista è dedicato all’uomo che ha riportato il tricolore a Napoli dopo la sbornia spallettiana. De Laurentiis ha rivelato che la stima per Antonio Conte ha radici lontane: “L’ho incontrato alle Maldive 10 anni fa, abbiamo fatto il bagno insieme e mi ha affascinato il suo modo di vedere il calcio”. Quando il Napoli ha attraversato la disastrosa stagione post-terzo Scudetto, il presidente ha alzato il telefono.

La risposta di Conte fu chiara: nessuna toppa in corsa, ma un progetto da avviare da zero in estate per poter plasmare la squadra. Il risultato è stato la conquista del quarto Scudetto, un trionfo che De Laurentiis ha definito un “thriller” vissuto fino all’ultimo respiro. Il segreto di questo successo? “Tutti giocavano per la maglia, per Conte. Lui urlava ed era eccitato ogni partita, chiedeva a tutti di non mollare mai. È un grandissimo motivatore”.

L’ESPLOSIONE DEL CALENDARIO (1986-2026)

Stagione Competizioni per i Top Club Partite Totali Stimate
1986 Serie A (16 squadre) + Coppa Italia + Coppa Campioni ~ 40 partite
2000 Serie A (18 squadre) + Coppa Italia + Champions League ~ 50 partite
2025/2026 Serie A (20 sq.) + Coppa Italia + Supercoppa + Nuova Champions + Mondiale per Club ~ 70 partite

LA TIMELINE DELLA GESTIONE DE LAURENTIIS

Anno Categoria Allenatore Chiave Risultato Storico
2004/05 Serie C1 Gian Piero Ventura / Edy Reja Acquisto post-fallimento e basi per la risalita
2005/06 Serie C1 Edy Reja Promozione in Serie B
2006/07 Serie B Edy Reja Promozione in Serie A
2022/23 Serie A Luciano Spalletti Vittoria del 3° Scudetto
2024/25 Serie A Antonio Conte Vittoria del 4° Scudetto

 

📌 Tutto sull’era De Laurentiis e le riforme del calcio

Quante partite gioca il Napoli a stagione?

Con l’attuale format delle competizioni (Serie A a 20 squadre, nuova Champions League, Coppa Italia, Supercoppa e Mondiale per Club), un top club come il Napoli può arrivare a disputare fino a 70 partite in una singola stagione.

Perché De Laurentiis vuole la Serie A a 16 squadre?

Il presidente del Napoli ritiene che l’attuale calendario sia insostenibile per la salute dei calciatori. Ridurre la Serie A da 20 a 16 squadre (come nel 1986) abbasserebbe drasticamente il numero di impegni, migliorando la qualità dello spettacolo ed evitando infortuni.

Quando De Laurentiis comprò il Napoli?

Aurelio De Laurentiis ha rilevato il Napoli nell’agosto del 2004 tramite un’asta fallimentare. L’intuizione nacque a Capri, leggendo su un giornale che un altro acquirente stava per prendere il club per soli 5 milioni. De Laurentiis intervenne, acquistando di fatto “un pezzo di carta” senza giocatori, e riportò la squadra in Serie A in tre anni.

Qual è il record di presenze europee del Napoli?

Sotto la gestione di Aurelio De Laurentiis, il Napoli ha stabilito il record italiano di partecipazioni consecutive alle competizioni europee (Champions League ed Europa League), qualificandosi ininterrottamente per 15 anni di fila.

 

📊 Nota Metodologica & Fonti:
Le dichiarazioni testuali di Aurelio De Laurentiis riportate in questo articolo sono state estratte e tradotte dall’intervista ufficiale rilasciata al network statunitense CBS. I dati storici relativi al numero di partite stagionali (1986 vs 2026) e alla cronologia delle promozioni della SSC Napoli sono stati verificati incrociando gli archivi della Lega Serie A e della UEFA. L’analisi sull’impatto economico del calendario (“Il Punto di Vista”) rappresenta un’elaborazione editoriale originale della redazione di Napolissimo.it.
Ultimo aggiornamento: Sabato 11 Aprile 2026.

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Marco Ascione

Classe 1985, campano verace, racconta da vicino il Napoli, seguendo la squadra in ogni stadio d’Italia. Penna vibrante, cuore da tifoso e occhio da cronista, Marco è la voce sul campo di Napolissimo: dalle conferenze stampa agli allenamenti, dai tunnel agli spogliatoi. Per lui, ogni trasferta è una storia da raccontare.

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