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Il nuovo murale di Jorit allo stadio Maradona: la Top 11 dei tifosi, il progetto per il Centenario e la dura reazione dell’escluso Ciro Ferrara

Un'opera monumentale che trasforma lo stadio in un museo a cielo aperto, scatenando però un profondo dibattito sociologico sulla memoria del tifo azzurro.

IL MURALE DI JORIT AL MARADONA E LE POLEMICHE. Inaugurato ufficialmente il 18 marzo 2026, il nuovo murale Dream Team dell’artista Jorit decora la parete esterna dello Stadio Diego Armando Maradona (tra Curva A e Distinti). L’opera, costata 50.000 euro e finanziata interamente dalla Fondazione Jorit senza fondi pubblici, raffigura 11 leggende della storia del Napoli scelte dai tifosi tramite sondaggio. A far discutere è la clamorosa esclusione di Ciro Ferrara, scartato dalla piazza in favore di Faouzi Ghoulam. L’ex difensore ha risposto con un durissimo post, accusando l’artista (nato nel 1990) di essersi fatto guidare dal “sentito dire” e rivendicando il suo legame di sangue con la città e con Diego Armando Maradona.

Quali giocatori ci sono nel murale di Jorit al Maradona, quanto è costato e cosa ha detto Ciro Ferrara sull'esclusione?
Quali giocatori ci sono nel murale di Jorit al Maradona, quanto è costato e cosa ha detto Ciro Ferrara sull’esclusione?

Chi sono i giocatori del murale di Jorit allo stadio Maradona e perché Ciro Ferrara è stato escluso?

Il 18 marzo 2026 resterà una data cerchiata in rosso nella storia culturale e sportiva della città partenopea. A due giorni dalla delicatissima sfida di campionato Cagliari-Napoli, e in piena marcia di avvicinamento al Centenario della SSC Napoli (previsto per il 1° agosto 2026), le pareti esterne dello stadio di Fuorigrotta hanno cambiato volto. Alla presenza del sindaco Gaetano Manfredi e dell’autore dell’opera, è stato svelato al mondo il murale “Dream Team”, un progetto che trasforma ufficialmente l’impianto in un vero e proprio museo a cielo aperto.

I dettagli del progetto: location, costi e le dichiarazioni ufficiali

Analizzando la genesi strutturale dell’opera, il murale campeggia in via Giambattista Marino, nello spazio esatto compreso tra la Curva A e il settore Distinti, con lo sguardo rivolto verso Piazzale Tecchio. Un dettaglio fondamentale, che spegne sul nascere eventuali polemiche politiche, riguarda il finanziamento: non è stato speso un solo euro di soldi pubblici. L’intero progetto ha richiesto un investimento di 50.000 euro, interamente coperto dalla Fondazione Jorit, che ha poi donato l’opera al patrimonio artistico della città a titolo gratuito.

I lavori, iniziati nel settembre 2025, hanno seguito una cronologia precisa: i primi volti a prendere forma sono stati quelli di Zoff, Koulibaly e Krol, seguiti a novembre da Hamsik e Cavani. Le istituzioni hanno accolto l’iniziativa con grande entusiasmo. Il sindaco Gaetano Manfredi ha inquadrato l’opera in una visione strategica più ampia: “È un modo per ricordare tanti campioni, ma anche un segnale di riqualificazione dello stadio. Candideremo il Maradona come sede degli Europei 2032”. Dal canto suo, Jorit ha spiegato il valore intimo del progetto: “Dipingere qui, nel tempio di Diego, ha un significato speciale. Spero diventi un luogo in cui un papà possa venire col proprio figlio per raccontargli i propri idoli calcistici”.

Chi è Jorit: l’artista dietro i “segni tribali”

Sviscerando il profilo dell’autore, è impossibile scindere l’opera dalla mano che l’ha creata. Dietro lo pseudonimo di Jorit (o Jorit Agoch) si cela Ciro Cerullo, nato a Quarto (provincia di Napoli) il 24 novembre 1990 da padre napoletano e madre olandese. Attivo nel panorama della street art dal 2005, Jorit ha una firma stilistica inconfondibile: i celebri “segni tribali” (due strisce rosse) che attraversano le guance dei suoi soggetti, a simboleggiare l’appartenenza di ogni individuo a un’unica grande tribù umana.

Non è la prima volta che l’artista di Quarto incrocia il suo destino con la storia azzurra. Nel 2017 realizzò il celebre “Dios Umano” a San Giovanni a Teduccio, un’opera che oggi è incredibilmente il secondo sito più visitato d’Italia, dietro solo al Colosseo. Nel gennaio 2021, sempre a Quarto, dedicò un altro murale a Maradona, definendolo “il mio eroe”. L’obiettivo dell’amministrazione è che il nuovo murale al Maradona diventi un secondo polo di attrazione turistica in questo ecosistema artistico.

Il murale di Jorit allo stadio Maradona, la Top 11 dei tifosi: le scelte e i grandi assenti

Valutando le scelte tecniche della formazione, emerge l’elemento più dirompente del progetto: la curatela dal basso. Non c’è stata alcuna commissione storica. Jorit ha lanciato un sondaggio sui social, lasciando che fossero i tifosi a votare. Il risultato è un 4-2-4 puramente emotivo: Zoff in porta; Bruscolotti, Krol, Koulibaly e Ghoulam in difesa; Juliano e Hamsik in mediana; Cavani, Maradona, Careca e Mertens in attacco.

Questa disposizione ha generato un acceso dibattito tattico e storico. Molti puristi hanno criticato l’arretramento di Maradona a centrocampo (“mettere Diego a centrocampo significa non conoscere Diego”), mentre altri hanno discusso il ballottaggio offensivo tra Mertens e Higuain. Ma ciò che fa più rumore è l’assenza totale degli eroi recenti: mancano i protagonisti del terzo e quarto scudetto (l’era Spalletti e Conte), da Di Lorenzo a Kvaratskhelia, fino a Osimhen e Lobotka. Una scelta che dimostra come la memoria dei tifosi favorisca la nostalgia e i legami decennali rispetto ai trionfi del presente.

Il caso Ferrara-Ghoulam e lo sfogo integrale dell’ex difensore

Inquadrando la controversia più accesa, il posto da terzino sinistro è diventato un vero e proprio caso sociologico. Secondo le ricostruzioni del Corriere del Mezzogiorno, Ciro Ferrara era inizialmente previsto nella Top 11, ma è stato “giubilato dalla piazza” che non gli ha mai perdonato il trasferimento alla Juventus nel 1994. Al suo posto è subentrato Faouzi Ghoulam, percepito come più “puro” e fedele.

La reazione di Ferrara non si è fatta attendere ed è arrivata tramite un lunghissimo e amaro post sui social. “Mentirei se dicessi che non mi è dispiaciuto non essere stato inserito tra gli Undici ideali, anche perché sono un figlio di Napoli e sono il napoletano più vincente nella storia del Napoli”, ha esordito l’ex difensore. Ferrara ha poi attaccato le giustificazioni addotte, definendole “supercazzole”, e ha ricordato che i veri tifosi sanno che il suo addio non fu mai un rifiuto delle proprie origini.

L’affondo più duro è stato riservato all’artista: “Rimane un murale figlio del suo tempo e della mano del signor Ciro Cerullo nato nel 1990, troppo giovane per avere vissuto e compreso quegli anni, e che si è fatto sicuramente guidare dal ‘sentito dire'”. Ferrara ha poi concluso con un aneddoto toccante legato allo Scudetto: “Chi non ricorda la scena di Stoccarda, in cui Diego mi abbracciava e spiegava a tutti che io quella vittoria la meritavo più di ogni altro per via del mio legame autentico con Napoli? Diego ha sempre saputo chi fossi. Sono Ciro Ferrara, napoletano di nascita e di sangue. Non serve aggiungere altro”.

 

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✍️ Il Punto di Vista di Napolissimo

IL TRIBUNALE POPOLARE E LE CICATRICI DEL TIFO: La polemica su Ciro Ferrara è la dimostrazione perfetta di come funziona la sociologia del tifo a Napoli. La memoria collettiva non è un freddo albo d’oro da consultare su Wikipedia, ma un registro di emozioni e cicatrici. Ferrara ha ragione quando rivendica il suo palmarès inarrivabile, ma il murale di Jorit non celebra le statistiche: celebra le “gerarchie affettive”. Per il tribunale popolare del Maradona, il passaggio alla rivale storica (la Juventus) ha rescisso un patto di sangue che, invece, lega indissolubilmente alla città figure sfortunate ma fedeli come Ghoulam. Il murale è vivo proprio perché imperfetto e divisivo: è lo specchio esatto dell’anima tormentata e passionale di Napoli.

 

Ruolo (Modulo 4-2-4) Calciatore Raffigurato Epoca nel Napoli
Portiere Dino Zoff 1961–1967
Difensore Destro Giuseppe Bruscolotti 1972–1989
Difensore Centrale Ruud Krol 1980–1984
Difensore Centrale Kalidou Koulibaly 2014–2022
Difensore Sinistro Faouzi Ghoulam 2014–2022
Centrocampista Antonio Juliano 1962–1978
Centrocampista Marek Hamsik 2007–2019
Attaccante / Trequartista Diego Armando Maradona 1984–1991
Attaccante Antonio Careca 1987–1993
Attaccante Edinson Cavani 2010–2013
Attaccante Dries Mertens 2013–2022

 

📌 Tutto sul murale Dream Team di Jorit

Quanto è costato il murale di Jorit al Maradona?

L’opera è costata 50.000 euro, ma non è stato speso alcun fondo pubblico. Il progetto è stato interamente finanziato dalla Fondazione Jorit e donato alla città di Napoli.

Perché Ciro Ferrara non c’è nel murale?

I giocatori sono stati scelti tramite un sondaggio social tra i tifosi. La piazza ha deciso di escludere Ferrara (sostituendolo con Ghoulam) a causa del risentimento per il suo storico trasferimento alla Juventus nel 1994.

Cosa ha risposto Ciro Ferrara all’esclusione?

L’ex difensore ha pubblicato un duro sfogo sui social, ricordando di essere il napoletano più vincente della storia del club e accusando l’artista Jorit (nato nel 1990) di essersi fatto guidare dal “sentito dire”.

Chi sono i grandi assenti del murale?

Oltre a Ferrara, spicca l’assenza totale dei protagonisti del terzo e quarto scudetto (l’era Spalletti e Conte). Non sono stati raffigurati giocatori come Di Lorenzo, Kvaratskhelia e Osimhen.

 

📊 Nota Metodologica & Fonti:
Le dichiarazioni integrali di Ciro Ferrara, dell’artista Jorit e del Sindaco Gaetano Manfredi riportate in questo articolo sono state verificate incrociando i rispettivi profili social ufficiali e i comunicati stampa diramati dal Comune di Napoli. I dati relativi al finanziamento dell’opera (50.000 euro) e alle dinamiche del sondaggio popolare (il ballottaggio Ferrara-Ghoulam) sono stati aggregati consultando le inchieste locali del Corriere del Mezzogiorno e de Il Mattino. Nessun dato fattuale o virgolettato è di fonte esclusiva Napolissimo.it. L’analisi sociologica (“Il Punto di Vista”) è un contenuto editoriale originale.
Ultimo aggiornamento: Marzo 2026.


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Marco Ascione

Classe 1985, campano verace, racconta da vicino il Napoli, seguendo la squadra in ogni stadio d’Italia. Penna vibrante, cuore da tifoso e occhio da cronista, Marco è la voce sul campo di Napolissimo: dalle conferenze stampa agli allenamenti, dai tunnel agli spogliatoi. Per lui, ogni trasferta è una storia da raccontare.

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