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Come giocherà il Napoli con Massimiliano Allegri: quali sono i moduli e le probabili formazioni?

L'eredità strutturata di Antonio Conte incontra il pragmatismo del tecnico livornese: ecco come cambierà il volto tattico degli azzurri nell'anno del centenario.

📋 In Sintesi

L’arrivo di Massimiliano Allegri sulla panchina del Napoli porterà una profonda rivoluzione tattica. Abbandonata la rigidità del sistema di Antonio Conte, il tecnico livornese punterà sulla sua storica duttilità per cucire l’abito perfetto sui giocatori a disposizione. Le ipotesi principali al vaglio sono tre: il 4-3-1-2 con il rombo a centrocampo per esaltare Kevin De Bruyne da trequartista, il 3-5-2 di continuità per proteggere la difesa, e il 4-2-3-1 per sfruttare l’abbondanza di esterni come Alisson Santos e Matteo Politano. L’obiettivo primario sarà valorizzare il centravanti Rasmus Hojlund e favorire gli inserimenti offensivi di Scott McTominay.

Come giocherà il Napoli di Allegri: moduli e formazioni

Un Napoli, mille volti. Se c’è una certezza incrollabile nella carriera di Massimiliano Allegri, è la sua totale avversione per i dogmi tattici. L’allenatore toscano non si fossilizza sulle idee e non si barrica dietro congetture numeriche, arrivando in passato a dichiarare che l’ossessione per i moduli lo stava “facendo impazzire”. Il suo approccio a Castel Volturno sarà puramente pragmatico: valutare il materiale umano a disposizione e costruire un sistema capace di esaltarne le virtù nascondendone i difetti.

Perché la duttilità tattica di Allegri è fondamentale per il post-Conte al Napoli?

Il tecnico livornese adatta il modulo alle caratteristiche dei giocatori, riproponendo lo scenario vissuto alla Juventus nel 2014 proprio dopo l’addio di Conte.

La storia, a volte, si ripete con simmetrie affascinanti. Nell’estate del 2014, Allegri raccolse una Juventus plasmata per tre anni sulla difesa a tre di Antonio Conte. Inizialmente partì da quell’idea tattica per non destabilizzare il gruppo, salvo poi svoltare gradualmente verso il 4-3-1-2 con il rombo a centrocampo, modulo che aveva già fatto le sue fortune al Cagliari e al Milan. A Napoli potrebbe accadere esattamente la stessa cosa.

La capacità di trasformare i problemi in soluzioni è il marchio di fabbrica di Allegri. Nell’ultima, controversa stagione alla guida del Milan, ha capito rapidamente che Luka Modric sarebbe stato il perno centrale attorno al quale costruire la squadra. Ha rispolverato il 3-5-2, affiancando al Pallone d’Oro croato due mediani di rottura e inventandosi Leao e Pulisic come “falsi nove”. Alla Juventus, invece, si inventò Mario Mandzukic esterno a tutta fascia nel 4-2-3-1, o passò al 4-3-3 per esaltare Cristiano Ronaldo e Vlahovic. Un camaleonte tattico pronto a cambiare pelle anche all’ombra del Vesuvio.

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Quale sarà il ruolo di Kevin De Bruyne e Scott McTominay con il nuovo allenatore?

De Bruyne troverà libertà d’azione come trequartista o seconda punta, mentre McTominay avrà licenza di inserirsi e segnare, ricordando il ruolo di Nocerino al Milan.

La gestione dei campioni è il punto focale del nuovo progetto. Kevin De Bruyne, che nei mesi scorsi aveva manifestato insofferenza per i rigidi compiti tattici richiesti da Conte, potrebbe essere il grande beneficiario della cura Allegri. Il belga verrebbe liberato da eccessivi ripiegamenti difensivi, agendo da trequartista puro in un 4-3-1-2 o da seconda punta mobile al fianco di Rasmus Hojlund in un 3-5-2.

Discorso simile per Scott McTominay. Lo scozzese, grande protagonista del quarto Scudetto, possiede tempi di inserimento letali. Allegri sa perfettamente come sfruttare i centrocampisti col vizio del gol: basti ricordare l’incredibile stagione di Antonio Nocerino al Milan (10 reti in campionato). McTominay potrebbe agire da mezzala d’assalto o persino in posizione più avanzata, garantendo quella verticalizzazione che spesso è mancata nella manovra azzurra.

Quali sono i tre moduli che Allegri sta studiando per il Napoli?

Le opzioni principali sono il 4-3-1-2 con il rombo, il 3-5-2 per garantire continuità difensiva e il 4-2-3-1 per sfruttare gli esterni offensivi.

In attesa che il calciomercato estivo (con i sogni Frattesi e Gila) consenta di puntellare la rosa, le proiezioni tattiche elaborate dal quotidiano Il Mattino delineano tre scenari principali per il Napoli 2026/2027.

La prima ipotesi è il 4-3-1-2: una linea difensiva a quattro (Di Lorenzo, Rrahmani, Buongiorno, Olivera), un centrocampo muscolare (Anguissa, Lobotka, McTominay) e De Bruyne libero di inventare alle spalle del tandem offensivo composto da Hojlund e dal lanciatissimo Alisson Santos.

La seconda via è il 3-5-2 di continuità: Di Lorenzo arretrato nei tre di difesa, Spinazzola e Olivera a tutta fascia, e De Bruyne avanzato a supporto diretto di Hojlund. Infine, la terza opzione è il 4-2-3-1: un modulo a trazione anteriore che permetterebbe di schierare contemporaneamente Politano, De Bruyne e McTominay alle spalle del centravanti danese, con Alisson pronto a subentrare per spaccare le partite.

Le 3 Ipotesi Tattiche per il Napoli di Allegri
Modulo Probabile Formazione (Titolari) Giocatore Esaltato Fattibilità
4-3-1-2
(Rombo)
Milinkovic-Savic; Di Lorenzo, Rrahmani, Buongiorno, Olivera; Anguissa, Lobotka, McTominay; De Bruyne; Hojlund, Alisson. ✅ De Bruyne
(Trequartista)
✅ Alta
3-5-2
(Continuità)
Milinkovic-Savic; Di Lorenzo, Rrahmani, Buongiorno; Spinazzola, Anguissa, Lobotka, McTominay, Olivera; Hojlund, De Bruyne. ⚠️ Di Lorenzo
(Braccetto)
⚠️ Media
4-2-3-1
(Trazione Anteriore)
Milinkovic-Savic; Di Lorenzo, Rrahmani, Buongiorno, Olivera; Anguissa, Lobotka; Politano, De Bruyne, McTominay; Hojlund. ✅ McTominay
(Incursore)
⚠️ Media

✍️ Il Punto di Vista di Napolissimo

IL RISCHIO DI RIPETERE L’ERRORE DEL MILAN.

La duttilità di Massimiliano Allegri è un pregio inestimabile, ma nasconde un’insidia. Al Milan, pur di far quadrare il 3-5-2 attorno a Modric, ha snaturato esterni puri come Leao e Pulisic, schierandoli come punte centrali e pagando a caro prezzo questa scelta nel finale di stagione. Il Napoli possiede un patrimonio di esterni offensivi (Alisson, Neres, Politano, Lang) che non può essere sacrificato sull’altare della prudenza difensiva. Il 4-3-1-2 sembra l’abito più logico per far coesistere la fisicità del centrocampo, il genio di De Bruyne e la profondità di Hojlund e Alisson. Allegri dovrà essere bravo a trovare l’equilibrio senza ingabbiare l’istinto dei suoi giocatori più talentuosi.

📌 Tutto sulla tattica del nuovo Napoli

Come giocherà il Napoli con Massimiliano Allegri?

Il tecnico livornese non ha un modulo fisso. Le tre opzioni principali al vaglio sono il 4-3-1-2 con il rombo, il 3-5-2 in continuità con Conte e il 4-2-3-1 a trazione anteriore.


Quale sarà il ruolo di Kevin De Bruyne con il nuovo allenatore?

De Bruyne verrà liberato da eccessivi compiti difensivi. Potrebbe agire da trequartista puro alle spalle delle punte o da seconda punta mobile al fianco di Hojlund.


Allegri manterrà la difesa a tre di Antonio Conte?

È una possibilità, soprattutto all’inizio per non destabilizzare la squadra (come fece alla Juve nel 2014). Tuttavia, la rosa attuale si presta molto bene anche al passaggio alla difesa a quattro.


Come verrà utilizzato Alisson Santos nel nuovo scacchiere?

Il brasiliano, appena riscattato, potrebbe giocare come seconda punta atipica nel 4-3-1-2 o partire dalla panchina come arma spacca-partite nel 4-2-3-1.

📊 Nota Metodologica & Fonti:
Le formazioni e i moduli (4-3-1-2, 3-5-2, 4-2-3-1) discussi in questo articolo rappresentano ipotesi tattiche e proiezioni analitiche elaborate dalla redazione sportiva de Il Mattino e non costituiscono schieramenti ufficializzati dallo staff tecnico della SSC Napoli. L’analisi si basa sullo storico professionale di Massimiliano Allegri e sulle caratteristiche tecniche dell’attuale rosa azzurra. Ultimo aggiornamento: 9 Giugno 2026.


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Daniele Fontana

Esperto di match analysis e dati calcistici, Daniele combina la sua formazione in ingegneria con una passione viscerale per il Napoli. Collabora con software di tracciamento e analisi video per offrire articoli incentrati su statistiche, xG, heatmap e modelli tattici. È lui la mente dietro le rubriche più analitiche di Napolissimo.

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